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Consigli per la lettura delle pagine
: 8

Il blog parte con i post periodici con cui
lanciamo spunti e ci teniamo in contatto.

Sotto seguono una serie di pagine
(link) divise per argomento.

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L'elenco è lungo, la voglia di scrivere è tanta,
lasciatevi coinvolgere per allenare i muscoli
della mente e del cuore

Buona lettura



domenica 14 luglio 2019

Una donna e un uomo












Una donna e un uomo


Buongiorno!
Intorno alla nostra panchina il clima domenicale e sereno che si respira oggi è proprio ideale per affrontare un argomento che vedo girare già da un po' di tempo, in una baraonda di parole che si rincorrono senza mai realmente aggregarsi.
Adesso le voglio fermare.



Anche durante gli incontri de “La Panchina“ a Lucca, abbiamo spesso indagato il rapporto che intercorre tra una donna e un uomo, nella vita di ogni giorno e negli ambiti più diversi.
In questi giorni mi è capitato di leggere l’ultimo libro di una giornalista e conduttrice televisiva, nel quale l'autrice indaga per un attimo come negli anni il rapporto uomo-donna si sia evoluto.
In meglio? In peggio?

È noto a tutti come fino a meno di cinquant'anni fa, la donna abbia vissuto un ruolo satellite rispetto al mondo maschile, che la relegava a moglie e madre senza diritti e con un milione di doveri.
A parte il corredo e la dote, che si doveva portare per poter esser presa in moglie, mi colpisce sempre l'iniquità del fatto che l'uomo potesse vivere impunemente avventure continue, tradimenti, convivenze parallele, il tutto sostenuto dal pensiero comune e dalla legge.
Al contrario veniva punito severamente l'adulterio della donna che subiva un vero e proprio ostracismo.
E che dire della sottomissione che la donna doveva vivere in famiglia, anche quando il marito era violento e magari alzava spesso il gomito?

Con la riforma del ’75 venne finalmente sancita la parità tra uomini e donne, con eguali diritti e doveri.
Che senso di grande libertà!

Ricordo che entrai nella pubblica amministrazione nel ’76 con il cognome di mio marito – si sa che in questo ambito i cambiamenti vanno a rilento – e, anche se dopo parecchio tempo, recuperai il mio come ormai previsto dalla legge.

Nel libro cui accennavo, si faceva notare come dopo l'euforia del cambiamento, in cui le donne rifuggivano dal matrimonio, si univano ad un “compagno” - e aggiungo io, lo cambiavano spesso -  l'amore era libero, l'universo femminile si è nuovamente trasformato.
L'autrice rileva che oggi le donne sognano di nuovo il matrimonio, l’abito bianco, l'uomo forte, lasciano il lavoro o non lo cercano, per tornare ad essere solo madri e mogli, peraltro dipendenti dal marito, come avveniva un tempo.
Dunque, dove sta la verità? Cosa è accaduto? Cosa è andato storto?

Io penso che sia necessario ripartire dai protagonisti,  un uomo e una donna, che sono molto diversi per caratteristiche precipue, con archetipi interiori che governano pulsioni di cui il livello cosciente a volte neanche si accorge.
La donna minuta e delicata che suscita nell'uomo senso di protezione.
L'uomo forte e coraggioso che appare appetibile alla donna come padre per la propria prole.
La donna che allatta e cura i piccoli, l'uomo che la difende e cerca il sostentamento.
Si fanno giri sempre nuovi e sempre più ampi, ma alla fine è sempre lì che si ritorna. 

Il sogno dell'abito bianco e della cerimonia… le ragazze tornano a volere tutto questo. Perché?
Bene, che dire?
Io credo che sia il fascino della celebrazione, della festa, della cerimonia che rende protagonisti e rassicura con le regole e i riti che portano con sé.
Allora cosa serve veramente tra una donna e un uomo?

La visione moderna, ma anche quella più antica, vede due individui diversi che si completano a vicenda.
Hanno attitudini, interessi, capacità, ruoli differenti, ma non ce n'è uno che vale più dell'altro.
Sono entrambi indispensabili all'evolversi del contesto sociale, influendo anche sulle relazioni all'esterno del gruppo familiare.
Non è importante il nome - moglie/compagna o marito/compagno - ma la qualità della relazione.
Se non c'è voglia di prevaricare, se c'è educazione, se c'è amore reale e complicità da parte di entrambi, anche oggi tutto funziona.

Rimane la massa di uomini disorientati che non vogliono perdere i privilegi, che comprano l' “amore" con il denaro, che comprano donne sottomesse per povertà e cultura.
Rimane anche la massa di donne fredde e calcolatrici che hanno interpretato l'emancipazione femminile come una malintesa mascolinizzazione.

Si può fare macchina indietro, recuperando la propria interiorità, la cura e la crescita del proprio io, imparando a scegliere con la propria testa senza lasciarsi trascinare da niente e da nessuno - siano gruppi, mode, luoghi comuni – acquisendo quella sicurezza che consente di accettare la sconfitta e l'abbandono e promuove il cambiamento.


Grazie per questa lunga chiacchierata insieme.
Continuiamo ad allenare i muscoli della mente e del cuore!



🎈🎈🎈








       


Published: domenica 14 luglio 2019

giovedì 11 luglio 2019

Lucca - Ricordi e progetti













Buongiorno, amici cari!
Come va?


Tra caldo africano, bombe d'acqua e grandine, il tempo scorre a grande velocità, così anche luglio se ne sta andando con una fretta che a volte sconcerta. 
A voi non sembra? 
Proviamo a fermarlo con le nostre parole, i nostri pensieri e le nostre emozioni!

Dunque, come sapete, gli incontri de “La Panchina” a Lucca si sono interrotti per la pausa estiva. 
Tuttavia, noi signore partecipanti non abbiamo mollato. Continuiamo, invece, a tenerci in stretto contatto e a condividere una grande energia positiva. 
Continuiamo anche a progettare e a guardare già ai nostri prossimi incontri. 

Come si vede dalla foto di apertura, alla fine del primo ciclo di incontri, per l'esattezza il 6 giugno 2018, ci eravamo ritrovati intorno alla panchina rossa di Piazza San Salvatore, di cui avevamo voluto sottolineare l'importante significato. 
In quell'occasione avevamo presentato alcuni dei racconti creati durante le nostre riunioni nella biblioteca di M. Eletta Martini, in Via Sant'Andrea 33. 

Quest'anno, alla termine del secondo ciclo di incontri, per motivi organizzativi, non è stato possibile ripetere l'esperienza, ma questo non vuol dire affatto che ce ne siamo dimenticate. 
In realtà cercheremo di organizzare un momento di riflessione intorno alla panchina rossa all'inizio del terzo ciclo di incontri, che è previsto nella seconda metà di settembre. 
Abbiamo già un abbozzo di programma scaturito con spontaneità dalle riflessioni delle partecipanti, via via emerse e raccolte con cura come un bene prezioso. 
Infatti, è risultato che, avendo preso gusto ad avventurarsi nei meandri del linguaggio poetico -  con le sue immagini, la sua immediatezza, le sue emozioni, la sua potenza comunicativa in poche parole -  sarebbe interessante e emozionante creare intorno alla panchina rossa un'atmosfera bella, pulita, rasserenante, che faccia da contraltare all'importante tematica che la stessa panchina richiama. 
La conseguenza è che ci piacerebbe presentare parte del materiale prodotto prorio in questo ambito e che pensiamo possa trascinare anche l'ascoltatore in un nuovo spazio di riflessione.
Comunque, ve ne racconteremo i dettagli non appena sarà presa una decisione definitiva. 


Grazie per essere stati qui con noi, come noi ad allenare i muscoli della mente e del cuore! 

Alla prossima!    




         
Published: giovedì 11 luglio 2019

lunedì 8 luglio 2019

Scale virtuali per scendere e salire















Buongiorno, amici de “La Panchina”!

Eccoci finalmente insieme con un po' di calma e di rilassatezza. 
Questo è stato per me un periodo intenso e un po' caotico.
Sono molto felice di essere qui di nuovo.

Per prima cosa  mi ritrovo a fare il punto della situazione e ancora una volta mi salta all'occhio quanto il tempo, questo sconosciuto, scorra così in fretta se non ci si ferma un secondo a rilevarne l'importanza nella nostra vita. 
Luglio avanza già a passi troppo veloci tra un giochino e l'altro e un alto e basso del tempo meteorologico.

Il tempo. 
Sì, il tempo è così lento a scorrere quando attendiamo qualcosa cui diamo importanza, ma è altrettanto breve quando si vive di corsa facendo cose di cui non resta traccia. Che dire poi del tempo delle emozioni che si dilata talmente tanto da sembrarci una vita intera? 
Dunque è bene ogni tanto fermarci e riappropriarci di quel tempo che altrimenti ci sfuggirebbe. 
E noi siamo qui proprio per questo, per tradurre attraverso le parole, gli importanti pensieri che sono rimasti sopiti dentro di noi e che desiderano prendere corpo intorno alla nostra panchina. 

Ecco. 
Scendiamo una delle scale a chiocciola che affondano nel nostro profondo. 
Io ho già preso la mia. 
Pian piano lo spazio intorno a noi si allarga e si trasforma. 
La presenza umana gradualmente si attenua fino a scomparire del tutto. 
È la natura che prende il sopravvento. 
Tra una vegetazione rigogliosa dell'acqua trasparente brilla come un cristallo. 
Non è torbida come ci si potrebbe aspettare, ma pulita e limpida. 
Sul fondo un grosso coccodrillo. Se ne sta lì piatto e immobile. Sembra un'immagine da museo. Egli attende… ma cosa? 
Stranamente non c'è paura in me. 
Non avverto pericoli. Mi perdo nella luce che filtra tra il fogliame. 
Capisco di essere io in questo momento pensiero puro, pensiero astratto cui alcun coccodrillo potrebbe fare del male. 
Mi sposto, mi sollevo, osservo. 
In questa bellissima intrigante visione, colgo immediatamente il perenne alternarsi del BENE e del MALE. 
Nella meraviglia di questo inedito quadro, il coccodrillo potrebbe d'improvviso risvegliarsi e trasformare questa profusione di vita in un aggressivo momento di morte. 

Scivolo ancora lungo la mia scala a chiocciola piena di mistero. 
Mi avventuro con attenzione, ma senza paura. 
Io, pensiero puro, voglio sapere, voglio conoscere cosa si nasconde nel buio che a volte può spaventare. 
Sono scesa davvero in basso. 
Il mondo che vedo è lontanissimo nel tempo. 
Qui l'uomo proprio non c'è. 
Un lucertolone di dimensioni inimmaginabili avanza lento nell'arida sabbia. 
Si confronta con un dinosauro lontano che si erge su due zampe.
Un balzo improvviso e stringe tra i dentoni affilati un enorme essere difficile da classificare. 
Questi si dibatte impotente e lo sa. 
Sa che per lui è finita. Il suo sembra quasi un riflesso condizionato. 
Lo è. 
La coda dello spaventoso lucertolone si agita ancora con un ritmo irregolare, finché tutto finisce. 
Dopo il sole furioso, adesso piove. 
C'è desolazione in questo paesaggio, ma è una desolazione solo apparente. 
C'è un equilibrio anche in questo luogo lontano, una volta osservato con mente aperta e libera. 

Ripercorro all’indietro le scale misteriose che mi riportano sulla panchina. 
Vi ritrovo numerosi qui intorno, in attesa. 
Non so se siete scesi anche voi come me negli abissi. 
In questi momenti ognuno percorre i propri individuali itinerari per ritrovare se stesso. 
Una cosa, però, possiamo fare insieme. 
Possiamo riflettere sul fatto che il dolore, l'orrore, la paura, se li guardiamo bene in faccia, perdono all'istante la loro carica negativa, il buio che portano nella nostra vita. 
Tutto si ridimensiona e si può ripartire da un nuovo equilibrio emotivo. 

E adesso, amici cari, ritorniamo al tempo. 
Abbiamo vissuto insieme una breve esperienza virtuale. 
Proviamo a fare qualche riflessione. 
Questo breve spazio temporale è stato lunghissimo nella mia mente. 
Non avete avuto la stessa impressione anche voi? 
In questo speciale mondo virtuale, io ho recuperato un diverso equilibrio fra le parole che hanno dato vita a nuovi pensieri, equilibrio che ha dilatato il mio tempo e scaricato ogni tensione. 

In fondo la discesa in questo tempo primordiale è anche la metafora dello scendere dentro di noi a guardare in faccia le nostre paure, per poterne poi sorridere ed essere pronti a vivere una vita più libera e serena. 

Se vi è piaciuto stare con noi, tornate ancora qui ad allenare i muscoli della mente e del cuore! 

Alla prossima!



❤



   

   
Published: lunedì 8 luglio 2019

martedì 25 giugno 2019

Dell'acqua











Buongiorno!

Intorno alla nostra panchina oggi si avvertono suoni gentili.
Scorre l'acqua vicino a noi. 
Canta e va.
Sopra tutto un'umidità impalpabile, timida, ma decisa a pervadere ogni cosa.
Immergersi in questo pulviscolo cheta le nostre ansie, ristora, infonde benessere e nuova vita.
In lontananza si intuisce lo scroscio di una piccola cascata. 
Più vicino il ruscello saltella sui sassi levigati dal tempo.
Sul verde intorno, anche sulla fogliolina più piccola, sul magro ago del cedro, la rugiada ricama brillanti preziosi.

Forse è proprio per questo che l'acqua da sempre è stata vissuta, oltre che come elemento fondamentale della vita, come un punto imprescindibile di molte filosofie, stili di vita, religioni.
Mi vengono in mente molti riti purificatori, penso che questo accada anche a voi. Proviamo a vedere... dunque, l'immersione nel Giordano e il battesimo, l'aspersione dell'acqua nelle benedizioni, l'acqua di Lourdes... e questo solo per restare nel nostro piccolo ambito.

Da sempre si conoscono riti popolari legati all'acqua. 
Scommetto che molti di voi ricordano che per togliere il male, per contrastare un malocchio che toglie la gioia di vivere, si ricorreva - o forse si ricorre ancora? - ad un rito con l'acqua in cui si lasciavano cadere delle gocce d'olio per leggere quanto aleggiava di brutto lì intorno.

In questi giorni poi, e noi per primi, abbiamo sentito molto parlare dell'acqua di San Giovanni, quella che si prepara la notte del 23 giugno immergendovi i fiori più belli e le erbe più profumate, appena recisi, che viene poi lasciata fuori alla splendida magia della notte.
Che colori e che  profumi al mattino! 
Aspergersi, bagnarsi, lavare mani e viso con quest'acqua deliziosa, oltre che essere di buon auspicio e purificatrice di ogni bruttura, ci regala il lusso di un momento personale, ma anche collettivo, gradevolissimo e profondo.
Ci riporta con garbo all'essenziale della vita senza tante complicazioni ed orpelli.

Ecco, così, fontane, fontanelle, fontanili, grondaie, pensati ed istoriati con amore e con cura.
E quanti oggetti sono stati creati per fare dell'acqua quasi una divinità! 
Ci avete mai pensato?
L'arte nei secoli ha costellato la realtà a noi vicina di opere ispirate all'acqua grandiose, molto importanti e bellissime. Ne cito una o due per tutte... la Fontana di Trevi, quella dei Fiumi...
E che dire delle bellissime acquasantiere? 
Ne esistono di meravigliose, ma anche la più semplice ha un fascino incredibile.

Intorno alla nostra panchina io sento e vedo tutto questo, mentre sento echeggiare "Le fontane di Roma" di Respighi.
Insomma, io mi sento proprio bene!
Spero vivamente che anche voi, amici de "La Panchina" vi siate lasciati trasportare in questo ancestrale mondo dell'acqua, quello che ci richiama persino al ventre materno, al  brodo primordiale, al principio di tutto intorno a noi.

Tornate ancora ad allietare e a godere di questo luogo ameno e carezzevole che è il mondo delle parole intorno alla nostra panchina.
Allenare i muscoli della mente e del cuore fa bene a noi e al mondo che ci circonda, vero?




















Published: martedì 25 giugno 2019

venerdì 21 giugno 2019

Oh, gabbiano...








Apri ed entra nella mente e nel cuore


Buongiorno! 
Eccomi già seduta qui sulla nostra panchina. 
Avvicinatevi pure, amici cari! 
Non abbiate esitazioni. 
La mattina è ancora giovane ed è piena di sane aspettative. 
Tra un po' il sole arroventerà ogni cosa, ma la bellezza reale e metaforica di questo momento rimarrà intatto in noi che lo abbiamo vissuto. 
Nella strada un anziano signore già passeggia con la luce negli occhi. 
Si è fermato interessatissimo davanti ad una pasticceria. 
Sta parlando animatamente con un ragazzo immigrato che lì staziona tutto il giorno. 
Non sembra conoscerlo, ma con un buon inglese lento e pieno di gestualità racconta qualcosa che deve stargli molto a cuore. 
Il ragazzo ascolta. 
Muto, sorride. 
In questa atmosfera perfino i pensieri si fanno brillanti. 
Luccicano alla ricerca di parole che li cristallizzino sulla carta. 
Avere la possibilità di guardarsi dentro per qualche minuto, nel silenzio che parla, nella solitudine che guarisce e risana, nella leggerezza senza peso dei pensieri e delle emozioni, è un vero toccasana per ogni persona. 
Soltanto in pochi lo sanno. 
Molti finiscono col credere che sia tempo sprecato. 
Molti altri ne sono addirittura spaventati e ne rifuggono, presi come sono dal frastuono del mondo, che oggi è davvero troppo troppo grande. 
Soltanto a scriverne, io mi sento già benissimo. 
Sento le idee fluire in me, dapprima confuse, ma gradualmente acquistano forma e senso. 
Sono le emozioni che le colorano, però, a meravigliarmi, a dar loro carattere e spessore. 

Un gabbiano si aggira nuovamente minaccioso sui tetti. 
Urla in modo violento e sgraziato. 
Si ferma. 
È così aggressivo nel suo dimostrare di essere il più forte tra quelli che vorrebbero ghermire il suo territorio. 
Stona nel mio meraviglioso silenzio. 
L'enorme pennuto è tronfio e cattivo. 
Non conosce la bellezza del dialogo con gli altri, con quelli che invece percepisce come un pericolo, tutto preso com'è a difendere la sua sopravvivenza. 
Quanto è diverso dall'immagine dei gabbiani che sfiorano leggeri la riva del mare, che planano senza rumore immersi nell'azzurro e che hanno ispirato letterati e poeti!

Senza volere un'emozione sale a livello di coscienza. 
“Oh, gabbiano che sei lassù… 
perché mai non vieni giù…” 
L'eco lontana di questi semplici versi risuona ora gioiosa intorno a me. 
Siamo sul delta del Po. 
Percorriamo un tratto segnato da pali che emergono sui lati della via d’acqua. 
Siamo in gita scolastica. 
I ragazzi sono affascinati da tanta bellezza, irretiti dall'enorme pace che si respira anche senza volerlo. 
Un gabbiano vola lento, alto nel cielo. 
L'immagine è bellissima e coinvolgente. 
Decidiamo di tradurre in versi, anzi di cantare, ciò che avvertiamo così forte dentro di noi. 
Un verso, due, una strofa… 
Non ricordo più il canto intero, ma quei due versi di apertura sono sulle mie labbra vivi e carichi di emozione come allora. 
Forse anche i ragazzi, divenuti adulti, ogni tanto li canticchiano distrattamente.
Chissà se quell'educazione ad allenare i muscoli della mente e del cuore dà ancora dei buoni frutti! 
So per certo che per alcuni di loro li dà. 

Rifletto sul fatto che il gabbiano di città ha perso la sua semplicità, in un certo qual modo la sua purezza. 
È un po' come l'uomo che, lasciata la campagna, ha sposato la frenetica vita degli agglomerati urbani per tirare fuori gradualmente tutta l'aggressività che ritiene necessaria per sopravvivervi. 
In realtà non è affatto così. 
È un modo abusato che viene assunto per giustificare il nostro inaridamento progressivo. 
In fondo è seguire da gregari messaggi passati da altri. 
Ognuno di noi può fare la differenza, fare una scelta individuale e personale.

Basta un po' di silenzio, in una mattina ancora giovane e piena di aspettative, qualche minuto di riflessione con noi stessi e, se volete, sostare per un po' insieme a noi, qui, intorno alla nostra panchina. 

Grazie per essere venuti così numerosi! 
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!







           
Published: venerdì 21 giugno 2019

giovedì 20 giugno 2019

"La Panchina " saluta da Villa Bottini










  





Salve, amici de “La Panchina”!

Con ieri, “La Panchina” di Lucca ha chiuso definitivamente il sipario.
Lo ha chiuso piena di speranza e di progetti, sapendo che la leggera cortina estiva si riaprirà a settembre con tante tante nuove energie.

È stato bello ieri salutarci a Villa Bottini, in occasione di una mostra in cui la nostra amica Maria Maddalena Vertuccio era presente con alcune delle sue opere. L’esplosione di colore delle sue emozioni catturate sulla seta ben si esprimevano nella deliziosa cornice in cui erano esposte.
Facevano da contraltare alle altre opere in esposizione, opere diverse in qualche occasione più dure e più crude.
Per contro, colore puro e vivace emergeva di nuovo, come una magia, dalla realizzazione dei bambini di una scuola, bambini di seconda, fieri ed orgogliosi della loro opera progettata proprio per questa occasione.





Ci siamo ritrovate poi nel giardino della villa, così, rilassate e senza tempo.
Verde, ombra, deliziosa brezza, refrigerio dell'anima e del corpo.
Non abbiamo inventato storie come i ragazzi del “Decamerone" di Boccaccio, ma avremmo potuto farlo.
L'atmosfera c'era tutta.
Abbiamo voluto in questo caso valorizzare l'ozio che ristora e si fa creativo nel tempo.
Tuttavia i personaggi del nostro libro erano lì insieme a noi.
Un accenno qua e là.
Volevano saltar fuori a tutti i costi come Jack-in-the box.
Palese il divertimento che suscitava il solo pensiero.







Ci siamo salutate con affetto, con la promessa di mantenerci in stretto contatto con tutti i media a disposizione, ma anche per chi rimane a Lucca con incontri estemporanei così come emergeranno via via.


Io sono molto contenta ed orgogliosa di questo gruppo di belle persone che si è formato, persone che hanno dato vita ad un'amicizia pulita, rasserenante, che irradia intorno luce e benessere.
Ve ne ringrazio davvero di cuore e vi auguro un tempo splendido di vacanza e di bellezza!


E adesso torniamo alla nostra piacevole panchina virtuale, intorno alla quale continueremo a trovarci per tutta l'estate, catturando parole, costruendo pensieri, esprimendo emozioni.


Insomma, come sempre, 
continueremo ad allenare 
i muscoli della mente e del cuore!












Published: giovedì 20 giugno 2019

venerdì 14 giugno 2019

Trentunesimo Incontro - 12.6.2019












   


 



Buongiorno, amici de "La Panchina"!

Finalmente il bel tempo è arrivato e insieme ad esso anche l'estate.
Inevitabile, dunque, che questo ciclo di incontri sia giunto alla fine per lasciare spazio alla consueta pausa estiva.

Quello di mercoledì è stato un incontro di commiati e di bilanci.
Abbiamo avuto la presenza per un breve momento dell'assessora Vietina, con la quale abbiamo scambiato saluti, ma anche qualche idea in embrione da attuare a settembre alla ripresa dei nostri incontri.

Anche in quest''ultimo incontro, tuttavia, abbiamo creato dei momenti interessanti che ci hanno davvero gratificato. 
Ve li racconto brevemente.



👒 

Abbiamo aperto con un piccolo insolito spunto per entrare nel mondo delle parole, del pensiero e delle emozioni.
In concreto, ho consegnato ad ogni partecipante un foglio, al centro del quale era disegnato un piccolissimo cerchietto.
Ho pregato di fissarlo per qualche secondo e di scrivere liberamente ciò che emergeva in pensieri ed emozioni.
All'iniziale sorpresa di fronte ad una richiesta apparentemente senza senso, l'interesse è andato immediatamente crescendo, finché pensieri ed emozioni sono emersi con grande forza e potenza intorno a noi.
Se volete sbirciare qualcosa delle parole che si sono cristallizzate sulla carta, potete leggere la pagina "Lucca Insieme - "Magia in un cerchietto". 
Ad uno sguardo attento, si nota come inizialmente il cerchietto suscitava parole automaticamente,  per esempio, ruota o bersaglio. 
Subito dopo, però,  le emozioni e l'inserimento in un contesto articolato prendevano il sopravvento, per arrivare alla produzione di immagini più emozionanti e poetiche.
Nell'ascolto reciproco di quanto scritto individualmente, seguito subito dopo, sono emersi una palese soddisfazione e un grande orgoglio per aver raggiunto quel senso di libertà che consente di esprimersi senza timore e per la diversità creativa resa possibile dal clima nel nostro gruppo.
Naturalmente questo era uno degli obiettivi principali cui tendevo fin dall'inizio.



👒

Un secondo momento di parole è stato quello di creare un titolo per il libro che stiamo elaborando.
Ne abbiamo individuato una serie tra i quali a settembre sceglieremo quello definitivo.



👒

Ho poi consegnato un copia di tutte le pagine fin qui scritte per averne un'idea completa ed eventualmente svilupparne approfondimenti durante l'estate..



👒

Abbiamo concluso con un'accesa dissertazione filosofico-religiosa, in cui si è scesi su una visione personale del mondo e dell'uomo, che ha avuto un grande potere liberatorio.
Abbiamo fatto un po' di chiasso, è vero, ma al termine le signore del gruppo mi hanno ringraziato per aver avuto questa inaspettata opportunità di confronto.


Ci rivedremo ancora il prossimo mercoledì, 
ma in un luogo neutro 
in cui salutarci e brindare all'estate.

Grazie per essere stati con noi!
Tornate ancora!
E non dimenticate mai di allenare i muscoli della mente e del cuore. 




👒





Published: venerdì 14 giugno 2019

venerdì 7 giugno 2019

Speranza











Buongiorno! 
“C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico…” . 
Sì, si respira l'aria di giugno, quella vera, quella che ti riporta alle esperienze vissute e ti richiama l'intensità che hai sperimentato da piccola, appena hai avuto coscienza di ciò che stavi vivendo. 
Persino i suoni oggi sono diversi. 
Passano attraverso l'aria senza incontrare resistenza, senza amplificazione metallica, senza interferenze disturbanti. 

Oggi nel mondo reale sembra di essere qui, intorno alla nostra panchina virtuale. 
C'è armonia. Tutto è perfetto fuori e dentro di noi… “ove per poco il cor non si spaura".
Che bello! Ne avevamo tutti proprio bisogno. 
Sembra quasi di esser in grado di far qualsiasi cosa, di fare tutto bene, di avere mille aspettative che si possono realizzare. 
Rinasce la positività, la voglia di essere. In sintesi, rinasce la speranza. 
È questo il grande strumento a disposizione dell'uomo: la convinzione che si può andare avanti, vivere bene e intensamente ancora, quando la logica vorrebbe farci demordere e ci trascina nel buio che costruiamo dentro di noi.

Dalle finestre aperte entra un refolo d'aria carico del profumo di giugno. 
Il cuore si apre. Gli occhi si illuminano. 
Un colombo taglia l'aria con convinzione. 
Sono pronta a buttarmi nella vita.
Ora uscirò per i miei giretti quotidiani con una nuova dinamicità, ma la voglia impellente che sento dominante è quella di incontrare e di godere i colori delle tante persone sconosciute che affollano le strade e le piazze della città. 
Nel contempo sovrappongo alle botteghe in cui acquisterò qualcosa, un‘immagine lontana che il giugno mi ha richiamato alla memoria.

Ecco mia madre prendere la borsa della spesa. 
È un borsone che sembra di pelle, o forse lo è, a scacchi neri e marroni con due manici. 
Stiamo andando al mercato. 
È presto e non fa ancora molto caldo. Si sta proprio bene. 
Il senso di attesa è proprio come quello che avverto oggi nella mia casa sopra i tetti. Io trotterello dietro di lei e mi incanto ad osservare i particolari che mi scorrono intorno e richiamano la mia attenzione di bambina.

Il quartiere non è particolarmente ricco… ma c'è un edera che scende da un muro. Sul ciglio della strada dei minutissimi fiorellini gialli si alzano con grande energia. Una farfalla mi sfarfalla vicino. 
Il sole disegna un'ombra interessante attraversando un piccolo cancello di ferro battuto. Al di là una piccola aiuola. 
Mi ricorda la mia, vicino casa, in cui su suggerimento della mamma ho piantato il grano. In questo periodo ci sono delle belle spighe contornate da fiordalisi e papaveri. Per una bambina di città è uno spettacolo grandioso.

Siamo arrivate al mercato. 
La mia mamma è sorridente. Saluta tutti. Conosce il venditore delle erbe e della frutta, quello dei salumi… sono tutti felici di conoscere la sua bambina. 
Chi mi offre delle ciliegie, chi un'albicocca, chi un biscotto.
Il borsone va riempiendosi di mille colori. 
Respiro questa atmosfera di quotidianità che si tinge di fiaba. 
A casa, la mia mamma mette albicocche e ciliegie sotto un filino corrente di acqua fredda che scende dal rubinetto con un suono amico. 
Forse le aspettative positive e la speranza sono nate in me anche in quel momento.

Ora un gabbiano sui tetti lancia un grido con poca grazia, chissà perché. 
Laggiù, nella stradina sotto le mie finestre, il vocio della gente si è intensificato. 
È arrivata l'ora dei commerci, del passeggio, delle visite turistiche. 

Dunque è tempo di lasciare la nostra panchina e gettarmi nella folla. 
Spero che queste divagazioni abbiano alleggerito anche il vostro mattino. 
Vi ringrazio per essere stati ad ascoltarmi. 

Tornate ancora e ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore! 
Io sarò sempre qui ad aspettarvi.







Published: venerdì 7 giugno 2019

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