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Consigli per la lettura delle pagine
: 8

Il blog parte con i post periodici con cui
lanciamo spunti e ci teniamo in contatto.

Sotto seguono una serie di pagine
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L'elenco è lungo, la voglia di scrivere è tanta,
lasciatevi coinvolgere per allenare i muscoli
della mente e del cuore

Buona lettura



Racconto - Ricordi d'nfanzia

 



Brugel

Ricordi d'infanzia 


🧸

La porta della camera da letto si richiuse con una certa veemenza.
"Ho soltanto suggerito di andare al mare... ai bambini l'aria di mare fa bene..." sussurrò lei con un filo di voce.
"Al mareee! E perché? Sì sta così bene in montagna. Come mai vuoi sempre andare al mare?" replicò lui come frase già fatta.
"Così... te l'ho detto... l'aria di mare fa bene... mi fa sentire meglio." aggiunse lei con poca convinzione.
"Certo... in costume... tutta nuda...".
"Ma no, è per i bambini...".
Dietro al divano del salotto i due bambini facevano a gara per indovinare dove avrebbero trascorso le prossime vacanze.

All'improvviso la porta della camera da letto si spalancò con violenza. Catapultato fuori con impeto imprevedibile, apparve il papà, il quale correva e rideva,  rideva  e correva come un pazzo, galoppando di qua e di là senza senso, quale cavallo imbizzarrito.
Aggrappata alle sue spalle, la mamma tirava le redini immaginarie per obbligarlo a fermarsi, ma in verità senza troppa convinzione.
"Mare, mare, mareee!" gridava la mamma.
E il papà di rimando: "Montagna, montagna, montagnaaa!".
E giù le più matte risate.

Allora Luca e Gioia uscirono da dietro il divano e cominciarono a loro volta a correre al seguito di cavallo e cavaliere.
Che bel gioco si stava inventando! 
Luca fu preso talmente da quell'energia che vibrava intorno a lui che dimenticò ben presto il mare, la montagna, la vacanza. A lui piaceva tanto quando il papà - raramente eh? - stava a casa per un po' di tempo con loro.
Ci si poteva contare. Ogni volta il papà portava una grande vivacità, tanta allegria, di sicuro un gran divertimento.




🧸

L'ingegnere Luca Bianchi si allontanò con decisione dal tecnigrafo. 
Doveva assolutamente riprendersi. Si versò un bicchiere d'acqua dal dispenser automatico, prima di programmarsi un caffè che gli avrebbe fatto decisamente bene. Un caffè lungo? Sì, meglio. Dolce? Ci pensò su un pochino, poi decise di berlo amaro. Alla sua età era meglio contenersi almeno nel mangiare, visto che fare sport o camminare quei famosi cinque chilometri al giorno era ormai davvero un'utopia.
Seppellito in quello studio elegantissimo si sentiva soffocare dalla mancanza di libertà.
Com'era bello quando era bambino! Tutto era un gioco e un divertimento.

Proprio mentre stava calcolando alcuni dati fondamentali per il progetto di quel ponte che non lo faceva dormire la notte, si era materializzata davanti ai suoi occhi quella visione... lui e Gioia che galoppavano dietro ai loro genitori che urlavano allegramente "Mare!", "Montagna!".
Quell'anno, bambini fortunati, erano andati poi quindici giorni al mare a Santa Severa e altri quindici a Campo Imperatore in Abruzzo.
Quanti anni erano passati da allora!
Papà e mamma erano morti ormai da tempo, da troppo tempo in verità e Gioia... Gioia era dall'altra parte dell'oceano, in Colorado.

Lo squillo del telefono lo fece sobbalzare.
"Allora, ingegnere, a che punto siamo con questo ponte? Ha risolto il problema? Sto subendo forti pressioni per tutto questo." si sentì urlare dall'altra parte prima ancora che lui dicesse pronto.
Luca non pronunciò neppure una parola e chiuse il collegamento.
Si accomodò sul divano del salottino di quell'elegantissimo ufficio e sorseggiò con voluttà il suo caffè lungo e senza zucchero.
















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