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Consigli per la lettura delle pagine
: 8

Il blog parte con i post periodici con cui
lanciamo spunti e ci teniamo in contatto.

Sotto seguono una serie di pagine
(link) divise per argomento.

Clicca sulla pagina desiderata.

L'elenco è lungo, la voglia di scrivere è tanta,
lasciatevi coinvolgere per allenare i muscoli
della mente e del cuore

Buona lettura



Lucca Insieme - Aretusa

 




Siracusa
Fontana di Piazza Archimede dedicata al mito di Aretusa.

A r e t u s a


Aretusa
era una ninfa bellissima,
nota in tutta la Grecia.
Era stata allevata
da Artemide,
dea della caccia
e delle fanciulle.

Un giorno,
mentre si rinfrescava
nelle acque di un ruscello,
fu notata da Alfeo,
divinità del corso d’acqua,
che rimase colpito
fatalmente 
dalla sua bellezza.

Aretusa
cercò di fuggìre al suo approccio,
ma Alfeo l'incalzava.
Allora, disperata, invocò
la dea Artemide.

Artemide
ascoltò il suo grido d'aiuto,
l'avvolse in una nuvola
e la soffiò verso la Sicilia,
per metterla in salvo.
 Arrivata ad Ortigia,
la nuvola precipitò a terra 
e si trasformò in una sorgente
d'acqua dolce.

Alfeo,
follemente innamorato di Aretusa,
chiese aiuto al padre Oceano,
il quale aprì le acque dello Ionio
permettendogli di raggiungere
la Sicilia.

Aretusa,
convinta da tanto amore,
cedette infine alle richieste
di Alfeo.

Artemide,
per suggellare il loro amore,
scavò una caverna sotto la fonte,
così da far correre insieme per l’eternità
le acque di Aretusa e Alfeo.

Ancora oggi
la Fonte Aretusa, simbolo di Siracusa,
continua a sgorgare nello stesso luogo,
ad un passo dall'acqua salata
del mare,
caratterizzata dalla presenza
naturale del papiro
e da una vista panoramica
sul Porto Grande.



Conoscevate
questa storia?
Suggestiva,
vero?

Proviamo
creare un
mito
anche noi?

Chi
comincia?

🏛

Pagàki
È lì, in quel giardino che l'ho scoperta: una panchina. È lì che puoi trovarla anche tu.
Sì, due tronchi tagliati da tempo invitano a sedere. È solo una panchina naturale, difficile da riconoscere, ma è l'ideale quando si decide di scendere le scale nel buio dentro di noi.
Lei una leggiadra fanciulla che abitava quella proprietà, lui un giovane attore semisconosciuto uscito da uno sceneggiato, entrato per caso in quel giardino, entrambi protagonisti di una magia. 
I due si innamorano sulle parole che creano un mondo infinito, si colorano di verità e si aprono all'intima poesia. 
Ecco. L'upupa è scesa dal monte... li guarda. Il suo sguardo è sapiente.
Qualcosa accade. I due vibrano all'unisono...  sono sempre più evanescenti... si  infilano infine ineluttabilmente nei due tronchi odorosi e lì rimangono per sempre a vivere nel segreto delle radici che li collegano, delle radici magiche della sapienza.
Due rametti pieni di foglie rimangono a perpetuare il loro passaggio. Indicano il portale a chi lo sa vedere.
Ecco. In quel giardino è rimasto un luogo di meditazione di cui molti non si accorgono neppure, ma, quando qualcuno lo scopre, il passaggio si apre entra in un mondo di parole pieno di idee ed emozioni che regala l'eternità.
Vanina




🏛


Assagora 

Un giorno Assagora sentì la necessità di avere delle amicizie. Gli Dei, infatti, l’avevano privata dei suoi affetti familiari. Ciò era dovuto al fatto che i suoi genitori l’amavano e la veneravano tantissimo, dimenticandosi che prima di tutto dovevano amare gli Dei e solo loro potevano essere venerati.

Assagora era un’Umana e non poteva assolutamente prendere il loro posto. Anche gli Dei comunque vedevano la sua folgorante bellezza per cui mai sarebbero riusciti a sopprimerla e nemmeno a trasformarla. Non si può  trasformare la bellezza, è un grande peccato contro l’intero Universo. Di conseguenza l’unica soluzione era quella di punirla nel cuore.

Assagora, sentendosi sola, girava per il mondo in cerca di quel qualcosa che potesse riempire il suo cuore ormai vuoto.

Nel tanto girovagare, s’imbatté in un giovane che camminava con  un piccolo  fardello su di una spalla. Era un bel giovane, ma era il fardello che la incuriosiva davvero molto e quindi decise di seguirlo.

Il giovane sembrava che non toccasse nemmeno i piedi per terra tanto era instancabile. Lei invece, passo dopo passo, cominciò a sentirsi sfinita. Era ormai quasi sera e sentiva la necessità di una sosta ma non voleva perdere di vista il bel giovane per il quale sentiva già “quel non so che” che l’affascinava anche se non lo conosceva. Pur interessata molto al fardello, si era innamorata. La stanchezza, unita al sentimento che le scoppiava in cuore, le fece tirare un urlo e lui immediatamente si voltò.

Era Zidone, mandato da Zeus, il Dio che tutto può perché al di sopra di tutto e di tutti.  Zeus alla fine si era intenerito davanti a una bellissima fanciulla tanto disperata e glielo aveva messo accanto.

Zidone, sentendo l’urlo, avvertì una forte fitta al cuore e si dovette fermare, sedendosi su di un vicino tronco d’albero tagliato e abbandonato nel grande parco all’interno delle mura di Lux, l’odierna  Lucca.

Assagora gli si sedette accanto e dal fardello che Zidone aveva posato a terra, uscì il Sole che, con un potente raggio, fulminò il tronco trasformandolo in Panchina.

I due, comodamente seduti, chiacchierarono fino a notte giurandosi amore eterno davanti a tutte le stelle che vagavano nel firmamento.

P.S.
L’amor che move il sole e l’altre stelle.
Claudia




🏛

Dina
In una risaia vicina al delta del Po, una mondina lavorava dalla mattina alla sera. Il suo era un lavoro faticosissimo, in cui non c'era tempo sufficiente neppure per mangiare e riposare... lo sfruttamento delle donne era  sistematico.
Dina sognava un tipo di lavoro diverso, ma intanto ineluttabilmente passavano gli anni della sua giovinezza.  
Poi, come fu e come non fu, arrivò un pescatore di anguille, anche lui stressato e provato dal duro lavoro. L'incontro fu immediatamente straordinario e, parlando parlando delle loro vicissitudini, i due si innamorarono profondamente. 
Insieme continuarono quella vita di lavoro durissima. L'unica distrazione per loro era passeggiare sulla foce del Po e sperare in una vita migliore, ma non volevano spostarsi da quel luogo dove si erano incontrati.
Nelle acque alla foce del Po, viveva il Dio delle Anguille, che visto il loro grande amore, mosso da pietà per l'infelice e faticosa vita che conducevano, riconoscendo il loro amore per il luogo in cui vivevano, li trasformò in una barca capovolta dove le mondine e i pescatori potevano sedersi, conoscersi e riposarsi.
Concetta



🏛

Panchina del Cuore
Si narra che l’amore tra la Dea della Notte e il Dio del Giorno fosse molto tormentato.
Quando la Dea della Notte stava per andarsene, arrivava il Dio del Giorno e, solo in questo piccolo frangente, riuscivano a scambiarsi qualche parola e dei piccoli gesti d’amore.
La loro vita era fatta solo da questi piccoli attimi rubati al tempo.
La Dea della Notte era infinitamente triste quando sorgeva l’alba e doveva salutare il suo amato, così infinitamente triste che non smetteva di piangere.
Una mattina, le sue lacrime di rugiada si adagiarono con dolcezza su un vecchio albero del parco. Quel vecchio albero non era altro che Zeus, che commosso dalla sofferenza della Dea decise di trasformare una stella cometa del cielo in una deliziosa panchina, in modo che i due Dei avessero un posto speciale dove poter stare insieme, anche se per poco.
La panchina venne denominata “Panchina del Cuore” in onore dei due dei innamorati e è ancora lì per chi cerca un po' d'amore.
Monica



🏛

Lucinda

I monti in lontananza si alzavano maestosi verso il cielo azzurro, ma le loro cime erano nascoste dalle nuvole bianche come panna montata.

Lucinda viveva con i genitori in una casa ai piedi dei monti insieme ad una manciata di capanne in un luogo a cui nessuno si era mai preso la briga di dare un nome. La fanciulla aveva nel suo passato qualcosa di magico e lo sentiva bene il richiamo verso la foresta in quei giorni in cui il vento soffiava con potenza. E quel giorno seppe che era arrivata l'ora di scoprire le radici che l'attraevano verso quegli alberi maestosi che l'attiravano così tanto.

S'incamminò di buon mattino e percorse quel sentiero a cui era stato dato il nome “la via degli innamorati”. Camminava leggera con i piedi scalzi come sua abitudine e iniziò a riflettere sulla sua vita. Era strano che da sempre lei si sentisse estranea alla sua famiglia, infatti nessun tratto fisico era paragonabile al loro. Essi erano bassi, tarchiati, con capelli scurissimi mentre lei era alta, esile e bionda come l'oro. Loro l'amavano e lei ricambiava il loro amore con tenerezza filiale. 

La madre l'aveva vista partire e le aveva sorriso consegnandole tre piccole pepite d'oro che lei nascose con un fermaglio fra i capelli. 

Non ci fu nessuna parola fra loro, ciascuna era abituata a vivere affidandosi al destino. Camminò per ore anche se in realtà gli sembrava di ripercorrere lo stesso sentiero. Arrivata ad una piccola pianura delimitata da un piccolo laghetto, si fermò a riposarsi e, mentre si chinava per bere, le cadde in acqua una delle piccole pepite che aveva fra i capelli. Sparì subito in fondo al piccolo laghetto e prima una poi l'altra, tutte e tre finirono in acqua. Lucinda si rammaricò, ma subito si accorse che tre fanciulle uscivano dalle acque e, con sua enorme sorpresa, notò che erano uguali a lei.

In quel mentre dal bosco uscirono cantando tre giovani belli come il sole che risplendeva nei loro capelli e, appena i loro occhi si incontrarono, iniziarono a correre uno nelle braccia dell'altra.

Dei gelosi del loro amore puro, gli avevano fatto un maleficio che poteva essere rotto solo per mezzo di persone pure di cuore non attaccate ai beni terreni.

La nostra fanciulla e sua madre infatti non si erano dimostrate attaccate all'oro che era passato dalle loro mani.

Da allora, la Fonte degli Innamorati sapeva leggere il cuore delle coppie che si sottomettevano al loro giudizio.

Rita



🏛

Mi sono seduta su questo scoglio vicino al fiume.
Laggiù vedo  due innamorati che stanno sognando come trasformarsi in dei dell'amore.
Nell'entrare in questo fiume pensano di trasformarsi, lei in sirena e lui in tritone, e poi scorrere attraverso molti fiumi per incontrare gli eroi mitologici: Ulisse, Polifemo, Caronte con la sua barca, la magica Circe, Afrodite, Zeus, Poseidone,  Minerva dea della saggezza.
Tutto questo mi fa sognare di essere in un altro mondo, un mondo fantastico.
Tutto questo può accadere non solo seduti su uno scoglio, ma su una panchina, in qualsiasi punto del mondo, per sognare e immaginare e fantasticare su questi miti molto molto amati da me.
Alba



🏛











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