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Consigli per la lettura delle pagine
: 8

Il blog parte con i post periodici con cui
lanciamo spunti e ci teniamo in contatto.

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lasciatevi coinvolgere per allenare i muscoli
della mente e del cuore

Buona lettura



F I L O - la RIVISTA de "La Panchina" - n. 24

 










Filo

un filo di parole da 0 a 100 anni

un filo di nuove opportunità

“La Panchina” editrice  

n. 24 - 30.3.2026


Editoriale

Salve,
amici lettori di "FILO".
Sì, ci abbiamo riprovato.
Dite la verità che non ve lo aspettavate!
Invece
eccoci di nuovo qua
con un altro numero
speciale.

Mi è accaduto
dopo tantissimo tempo
di imbattermi in una fiaba
che sicuramente tutti voi
conoscerete:
Pollicino

Ho pensato
di proporla alla vostra
attenzione perché mi incuriosisce
scoprire quante e quali suggestioni
ne possiamo ricavare.

Vanina


📌
I genitori di Pollicino, ultimo di sette fratelli, sono poverissimi e non riescono a sfamare i propri figli, così li abbandonano nel bosco. 
Questo aspetto della fiaba è quello che mi ha sempre colpito maggiormente fin da bambina. L'abbandono.
Come figlia e come madre mi riesce difficile comprendere questa scelta... i ragazzi senza protezione alcuna da parte dell'adulto possono soccombere e perdersi presto e male. Dunque, abbandonare non mi è congeniale, anche se so che essere soli può spingere ad agire ed è pure vero che di necessità si fa virtù. Infatti Pollicino utilizza in modo originale l'intelligenza per risolvere le situazioni di pericolo e disagio in cui si viene a trovare.
Egli comunque non accetta di essere abbandonato, ritorna a casa dei genitori che lo hanno abbandonato e inizialmente reitera una strategia che onestamente non risolve la situazione.
Nel prosieguo del racconto c'è l'incontro con l'orco malvagio. Pollicino allora si avvale più marcatamente dell'intelligenza e della furbizia per trarsi d'impaccio.
Interessante lo scambio delle coroncine delle figlie dell'orco con i cappellini dei suoi fratelli, scambio che salva i fratellini, ma condanna a morte le piccole figlie dell'orco, che forse non sono propriamente colpevoli.
Poi Pollicino si appropria degli stivali delle sette leghe che risolvono definitivamente la situazione economica di questa famiglia.
Forse la morale sottintesa di questa fiaba è che la soluzione al problema viene trovata dal più piccolo della famiglia, cioè da quello da cui uno meno se lo aspetta. E ancora: niente paura se un individuo è diverso e non rispetta gli standard imposti da una comunità: Pollicino è piccolo e insignificante, ma ha grandi risorse nascoste, questo a significare che quello che non si vede può avere un valore molto più grande di ciò che apparentemente manca.
Vanina



📌
Carissimi lettori e lettrici,
In considerazione che la nostra amata e da voi molto letta rivista, va da 0 a 100,  è il caso di occuparsi anche di fiabe.
Le fiabe sono adatte a piccoli e adulti poiché ci insegnano sempre qualcosa. Basta leggerle o raccontarle con la giusta angolazione e sono comunque sempre positive. Non solo perché tutto finisce bene....e così vissero felici e contenti ma, analizzandole passo dopo passo, possiamo estrapolare e rapportare le situazioni narrate al nostro presente e ci troveremo sicuramente analogie.
Vi vorrei proporre la fiaba di Pollicino.
A tutti gli adulti sarà stata a suo tempo raccontata e, a sua volta, molti l’avranno raccontata ai bimbi.
Entrando pienamente nel merito,  non vedo in essa motivo che possa trasmettere paura nel passo del papà boscaiolo che, non sapendo come provvedere al sostentamento dei figli,  li lascia nel bosco al loro destino.
I nostri bimbi, nell’ascoltarla, sono ben consapevoli che la fiaba riguarda altri da loro e quindi la vedranno e la seguiranno come un’avventura, aspettandosi di assaporare tutte le emozioni con curiosità e si stupiranno di come l’intelligenza e la resilienza portino a brillanti soluzioni.
Se credono che riguardi altri da loro, si potrebbe pensare   che possano sviluppare il senso di egocentrismo visto che non si immedesimano nel contesto. Basta però saperle poi spiegare e in tal modo il genitore o chi per esso, assume il ruolo di guida educativa. Un tempo le fiabe venivano raccontate in maniera quasi intimidatoria per  rigida educazione, mentre oggi c’è tendenza a lasciar andare le cose un pò come capitano, volendo vivere sempre, ma solo apparentemente, il meglio,  accorgendosi in seguito che non tutto capita solo agli altri.
Tornando a Pollicino, leggiamo che la madre si trova a subire con sofferenza la decisione del marito che, duro, irremovibile, abbandona i figli nel bosco. E ancora  più avanti, troviamo la pietà dell’Orchessa verso i bambini, tanto da volerli proteggere ma poi anche lei si trova a subire un dolore immenso provocatole dal marito Orco, irruento e ingordo che, pur di soddisfare le sue esigenze, si butta a capofitto e fa un danno irreparabile
Le donne sono quelle che da sempre si trovano più spesso a subire. E’ cosa di tutti i giorni.
Emblematiche sono le briciole di pane che Pollicino sparge per ritrovare la strada. Infatti, nonostante le nostre intenzioni, non tutto va come vogliamo ma con  impegno, astuzia e perseveranza potremmo uscirne.
Nel dipanarsi delle situazioni arriva il momento  magico con gli “stivali delle sette leghe” che allenta la tensione nell’animo di chi ascolta. Tutti noi abbiamo bisogno di un momento magico che ci ridia un poco di respiro per continuare le nostre lotte quotidiane.
Pollicino si reca dall’Orchessa chiedendole del denaro per il riscatto dell’Orco che, a suo dire, è stato rapito.
Anche oggi si verificano situazioni di questo tipo. Ci sono furbetti che fanno in modo di derubare persone fragili facendole cadere nella trappola tesa ad hoc.
Non fidiamoci quindi degli sconosciuti è il messaggio. Capito?
La cosa che ci dovrebbe colpire maggiormente è che Pollicino non ha odio verso il genitore che li ha abbandonati a se stessi e si adopera invece per far vivere felice e contenta tutta la famiglia.
Le fiabe non vanno accantonate né tantomeno demonizzate e neppure usate solo come passatempo per tenere i bimbi fermi e buoni perché sono teatro di vita reale.
Se non conoscete la fiaba di Pollicino vi invito a leggerla e anche, come sempre, vi invito a scriverci le vostre impressioni. Saranno motivo di un buon contatto con voi.
Claudia



📌
Pollicino è una favola del passato, quasi certamente ripresa da tempi lontani, forse dalla mitologia greca che oggi i genitori non racconterebbero ai propri bambini  prima di dormire per non angosciarli.
In questa favola si parla di fame, di violenza da parte di un essere malefico nei confronti dei bambini che é abituato a mangiare quando ne ha a disposizione, di una povera moglie succube dell'orco che non é in grado di reagire per proteggere le proprie figlie, dell'incoscienza di un padre e di una madre, che essendo poveri non trovano altra soluzione scellerata che abbandonarli nel bosco ben due volte, forse per levarsi il pensiero e non cercare una soluzione più umana. Questi genitori inolre sono incapaci di cercarsi un lavoro redditizio e vivono col denaro che gli viene dato... Si parla anche di un bambino, ma uno solo della famiglia, perché gli altri sembrano vagamente poco perspicaci, che con intelligenza e buona volontà riesce a risolvere ogni problema e ogni difficoltà che incontra nella vita, nonostante sia il più piccolo di tutti.
Quando mi è stata letta dai miei genitori da piccola questa favola, non mi ha creato angosce, per quanto io ricordi, ma se avessi un nipotino, mai gliela racconterei. I bambini al giorno d'oggi, sono in grado di ragionare, meditare e valutare intelligentemente quanto gli viene raccontato. Quindi un bambino penserebbe sicuramente che anche i suoi genitori in una situazione di povertà potrebbero abbandonarlo... Penserebbe che i suoi fratelli potrebbero essere vagamente incapaci di gestirsi se si trovassero in una situazione drammatica come quella della favola... Tutto ciò aiuterebbe a far diminuire la stima per i propri cari. E' invece molto importante che i bambini abbiano una sicurezza totale nei loro confronti, perché già sono tanti i problemi che la realtà oggi ci  presenta ogni giorno.
Lauretta



📌

Cari amici lettori, "Pollicino" è una fiaba famosa e non intendo raccontarvela di nuovo, perché il mio intento non è quello di farvela conoscere, ma forse è quello di conoscerla io.

La prima reazione che ho avuto quando l'ho letta da adulta è stata di rabbia. Poi ho letto da qualche parte che questa sarebbe una favola per responsabilizzare i bambini a crescere e diventare indipendenti. 

Io, care amiche e cari amici lettori della nostra rivista "F I L O", sono perplessa, perché i documentari sugli animali e sulla natura entrano molte volte in casa mia nei momenti di relax tramite la tv e conosco bene che i leoni e molti animali selvatici usano questo stratagemma per insegnare ai figli a diventare adulti, ma io credevo che gli uomini fossero un gradino sopra ai babbuini che insieme agli altri usano questo metodo. 

Credevo che gli esseri umani fossero un gradino sopra gli animali invece incomincio ad avere dei dubbi. Sto cercando di essere più moderata e ripensando alla favola, immancabilmente, ritorno con la memoria a Pollicino. Ultimo di sette fratelli e il più piccolo, usa dei sassolini per marcare il sentiero. Idea lodevole, ma dico io, dove trova il motivo per tornare a quella casa e a quei genitori che alla prima occasione tentano di sperderli di nuovo? 

Pollicino, grazie alla magia, diventa molto ricco e i genitori vivono felici grazie ai suoi soldi. Ci vorrebbe qualcuno che raccontasse la cosa ai babbuini. Hai visto mai che il mondo diventi un posto migliore?

Rita



📌





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