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Consigli per la lettura delle pagine
: 8

Il blog parte con i post periodici con cui
lanciamo spunti e ci teniamo in contatto.

Sotto seguono una serie di pagine
(link) divise per argomento.

Clicca sulla pagina desiderata.

L'elenco è lungo, la voglia di scrivere è tanta,
lasciatevi coinvolgere per allenare i muscoli
della mente e del cuore

Buona lettura



FILO - la RIVISTA de "La Panchina" - n. 22

 




Filo

un filo di parole da 0 a 100 anni

un filo di nuove opportunità

“La Panchina” editrice  

n. 22 - 16.11.2025


Editoriale

Amici lettori,
eccoci
ancora qui per un altro 
 numero speciale di
"F I L O".

In questo
ultimo scorcio del
2025,
che irrimediabilmente
sta scivolando verso il nuovo anno,
abbiamo deciso di dare voce
all'attualità, a tutte quelle suggestioni
che in questo periodo si respirano
intorno a noi.

Dunque
di che parleremo?

Il fil rouge
di questo nuovo numero speciale
è quello delle
dinamiche educative,
che via via
salgono all'attenzione degli esperti,
dei  media,
dei normali cittadini.

Allora
cominciamo?


Il bivio di Roncato

Quale strada percorrere?


📌
Una società che non educa
Vanina D. G.

Chi segue anche poco l'attualità, non ha difficoltà a scoprire come la società di oggi sia, oltre che convulsa, carente di una pur minima armonia, che dia qualche tranquillizzante certezza.
Accadono cose impensabili fino a poco tempo fa, mentre l'età di chi delinque si è abbassata fin quasi a coinvolgere i bambini. È normale, quindi che spesso ci si ponga qualche domanda e si tenti di trovare qualche risposta.
Ed ecco, quindi, che veniamo subito a trovarci davanti a un bivio.
Infatti, è facilmente intuibile che quando si deve scegliere come procedere in qualsiasi campo, ci troviamo sempre davanti ad un bivio. Del resto questo è il bello e il buono, se vogliamo dare spazio al libero arbitrio e non lasciarci trascinare dagli eventi.
Dunque cosa possiamo dire a tale proposito? Vediamo.
A mio avviso questa società nervosa, sfiduciata, limitata al mi conviene/non mi conviene, non sembra la più adatta ad educare al meglio le nuove generazioni. 
Io non credo nell'anarchia, non credo nei gruppi chiusi che si danno regole inamovibili, non credo nel procedere con azioni convergenti, ripetitive, limitanti.
Per contro mi sono accorta che ci sono alcuni punti fermi da cui si potrebbe partire.
Innanzitutto la cura dei bambini che non può essere demandata genericamente a qualcun altro in nome di un alleggerimento del carico di lavoro delle figure parentali.
Subito dopo però tornerei al libero arbitrio, alle scelte educative consapevoli e ponderate, al rifiuto delle imitazioni o all'andare per prove ed errori.
Ultimo ma non meno importante è il rifuggire dalla rigidità mentale, ricordando che l'elasticità di pensiero è un valore aggiunto da praticare e da insegnare anche alle nuove generazioni. Nella vita non c'è soltanto il bianco o il nero, ma per fortuna esistono un'infinità di sfumature che fanno una grande differenza.
Infine non dimentichiamo che il processo educativo comincia alla nascita. Infatti importantissimo per la formazione è il microcosmo che accoglie il neonato appena venuto al mondo.
Che ne dite? Proviamo a cambiare rotta?


📌
La scuola parentale 
Claudia B.

È di questi giorni la notizia riguardante una famiglia che ha deciso di vivere e far vivere felicemente i propri figli in un a casetta in mezzo al bosco.
Nulla di strano, anzi, bello indubbiamente dal punto di vista della completa serenità, che deriva soprattutto dalla dolcezza e dall’amore con cui i bimbi crescono e si formano.
Vivono nella natura con tanti animali con i quali giocare e sono anche ben abituati all’indipendenza.

Per quanto riguarda l’istruzione sono seguiti dalla famiglia stessa o forse anche da precettori; non so con certezza ma so che devono fare un’esame a fine anno per dimostrare di essere in pari con i saperi, proprio come gli altri ragazzi che frequentano la scuola pubblica.

La libertà d’istruzione è sancita per diritto dalla legge ma io non trovo che questo modo di istruirsi sia la stessa cosa per vivere nel mondo odierno.

Vorrei precisare che si tratta fra l’altro di un Articolo Costituzionale del 1948, quindi di quasi ottanta anni fa e sicuramente la società di allora era molto diversa da quella di oggi. Nessun ambiente può dare quello che può dare la scuola pubblica, a pare mio, non per quanto riguarda l’istruzione in sé ma per quanto riguarda il modo i rapportarsi, di misurarsi con gli altri ragazzi e con gli adulti, che non siano quelli di un micro-mondo o di un gruppo chiuso.

Sempre a parer mio, entrando in un contesto pubblico un poco più grandicelli, si entra in una realtà pressappoco sconosciuta, per cui il vero trauma può essere in arrivo. Di conseguenza solo formandosi in un contesto reale si possono acquisire gli strumenti per destreggiarsi al meglio nella nostra società, ormai così complessa, dove sono indispensabili orecchie e occhi ben aperti.

Siamo in democrazia e ognuno giustamente può vivere come vuole nei limiti della legge e io, proprio in nome di questa libertà intendo, in questo caso, esprimere il mio punto di vista.




📌
L'importanza di una pluralità di figure
Silvana C.

Parlando dell'educazione che uno dovrebbe impartire ad un bambino, secondo me, si dovrebbe cercare di dare spazio alla scuola. Qui c'è una varietà di insegnanti. A volte gli alunni si trovano meglio con uno piuttosto che con un altro. Questo confronto con varie figure è già molto utile in campo educativo.
Sarebbe poi importante collaborare molto con i genitori, sia con la madre che con il padre, che non dovrebbe essere il gran capo, ma che dovrebbe coordinarsi sempre con la moglie per trovarsi a decidere insieme e non inciampare in un bivio, trovandosi così e dividersi nella strada da intraprendere.
Ciò che dovrebbero dividersi, invece, sono i compiti in famiglia per raggiungere un  buon fine.
(Sìlvana)



📌
Come è cambiata la società 
M. Maddalena V.

Nella società moderna si affrontano problemi, argomenti, situazioni in modo diverso da tempo indietro.

Tutto più complicato, anche se apparentemente non sembra, Le conoscenze personali sono diverse, grazie alle innovative informazioni attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, tra cui il digitale e i social.

Ognuno di noi quando era bambino apprendeva la conoscenza della vita dai genitori, in famiglia e dalla scuola tramite gli insegnamenti che incontrava. Molto spesso per approfondimenti ci  si appoggiava alle biblioteche o alle enciclopedie. Nel mio caso il riferimento era la biblioteca, come veniva indirizzato dall’insegnante, nei vari settori di scuola .

I miei genitori come tanti altri seguivano l’andamento scolastico con tanta discrezione, in funzione delle proprie conoscenze, messo in atto dagli insegnanti senza intromettersi nella didattica, ritenendo doveroso far loro procedere secondo il  programma stabilito  Difficilmente intervenivano per contestare il loro operato o giudizio su gli alunni.

Naturalmente era importante tenere conto della vita sociale, delle amicizie e dell’ambiente in cui si viveva.

Poi con l’avvento della tecnologia digitale  tutto è cambiato. I nuovi genitori delle generazioni successive alla mia, avendo avuto la possibilità di apprendere il loro sapere diversamente tramite i nuovi mezzi di comunicazione, si sono resi conto di poter considerare l’operato degli insegnanti non idoneo secondo le loro aspettative.

Giusto. Intervenire o no e in quale misura sempre tutto in funzione del buon senso.

Far sì che i propri figli possano sentirsi inseriti nella civiltà sociale di oggi affrontando tutte le varie difficoltà presenti ogni giorno o restare isolati e uscire ogni tanto dal proprio ambiente ed affrontare la società quotidianamente, ecco il dilemma o il bivio.

In questa epoca, si sta sperimentando di tutto, Da chi vive essenzialmente per i social, da chi lascia la vita sociale per isolarsi nella natura a vivere come esseri umili con le sole risorse del mondo che li circonda.

Non vuol dire essere totalmente fuori dal mondo; con le nuove vie di comunicazione  ogni essere umano può essere informato su ogni aspetto della vita, procedere nelle conoscenze, prenderne atto e decidere il proprio futuro.

La libertà sacrosanta può consentirlo senza togliere nulla a chi sta intorno. Le esperienze vanno fatte nei limiti del possibile, tenendo sempre presente di non essere unici al mondo per cui facendone parte abbiamo delle responsabilità. In veste di genitori, da insegnanti, da figli e perché no da nonni, avendo assunto un ruolo importantissimo in questi ultimi anni data la maggior presenza nella vita dei nipoti dovuta agli impegni dei loro genitori.




📌
Una società in rapidissimo cambiamento 
Mariella A.

Carissimi lettori, eccoci di nuovo insieme. Oggi però non voglio parlare dei miei luoghi del cuore, sebbene le mie esperienze pregresse siano sempre alla base delle mie idee e delle mie convinzioni.
Nel corso dei miei numerosi anni di vita, i cambiamenti della società sono stati epocali e sempre molto sofferti. Un tempo però i cambiamenti erano lenti e si affrontavano con pazienza e con atteggiamenti positivi. Oggi gli avvenimenti si succedono con una rapidità eccessiva, non si fa in tempo a seguirli che già ce ne sono altri nuovi. Se per noi adulti è così, immaginiamoci i nostri ragazzi in quale marasma si trovano a vivere.
Non è facile oggi trovare un equilibrio in questo estenuante divenire di una società che non ha più punti di riferimento solidi e sicuri. Anche la famiglia, che un tempo era il luogo di richiamo per i giovani, un nodo cruciale di informazioni confronti e confronto, oggi ha cambiato il suo ruolo e le dinamiche familiari sono molto influenzate da fattori sociali, economici e culturali.
Chissà dove ci porterà questo evolvere verso modelli familiari più complessi e vari...
Certo se guardo agli anni della mia adolescenza, la maggiore autorità nei confronti dei figli era del padre e guai a ribellarsi o a disubbidire. Velocemente si è passati da modelli restrittivi e rigidi a modelli più tolleranti e permissivi e questo spesso porta a concedere troppa libertà e a giustificare comportamenti che invece dovrebbero essere corretti.
E voi, amici miei, condividete questa mia analisi? Che cosa ne pensate? Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione!



📌












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