Ti voglio raccontare... ricordo di Natale
2025
Eccoci ancora
a Natale.
Vi va di fare
una piccola incursione
nel profondo?
Allora
proviamo ancora a
scendere le scale
e vediamo
cosa riportiamo
alla luce.
Chi comincia?
🎄
Vanina
C'era un silenzio come d'attesa...
Avevo già una decina d'anni ed osservavo tutto, connotando ogni cosa di forti emozioni.
Era buio e faceva freddo. Era la Vigilia di Natale.
Intorno a me tanta frutta secca. Già... mandorle e nocciole e noci... D'accordo frutta secca, del resto era inverno, ma allora che c'era di nuovo? C'era che quei cestini ricolmi mi incutevano un forte richiamo positivo. Eppure mi piacevano moltissimo le nocciole fresche, quelle appena raccolte, che la mia mamma mi comprava regolarmente, appena facevano la loro comparsa sul banco del mercato coperto. Ancora oggi non riesco a spiegarmi quelle vibrazioni così intense che mi arrivavano nel profondo.
Olio sfrigolante sul fuoco... in attesa. La vigilia di Natale a Roma era impensabile non preparare i carciofi fritti, dopo averli tagliati a fettine e averli ben infarinati.
Tuttavia qual è il ricordo più pregnante che mi risale alla mente? Incredibile, direi oggi... Eh, sì, sono i funghetti champignon cotti in padella - trifolati li definirei nel 2025 - preparati dalla mia seconda sorella. Quel sapore, quella consistenza... indimenticabili e poi... chissà perché!
Trionfo milanese, non poteva mancare il panettone con uvetta e canditi. Lo ricordo mentre si riscaldava vicino alla stufa per far sciogliere il burro all'interno, che il freddo aveva fatto rapprendere. Poi avremmo aggiunto lo zucchero a velo della busta che era fornita nella confezione. Sì, mi piaceva. Il panettone rimase molto a lungo il mio dolce preferito
Tuttavia, il ricordo più intenso, più forte, è quello dei cagginetti, un dolce di castagne di origine abruzzese - rum, zucchero, cannella e cioccolato amaro - che avevo contribuito a preparare nei giorni precedenti. Racchiusa la farcia in una sfoglia semplice a forma di raviolo, erano stati sigillati con i rebbi di una forchetta, poi la mamma li aveva ben fritti.
Ne sento ancora l'aroma e il sapore speziato.
C'era un silenzio come d'attesa, lungo la strada che portava alla chiesa...
DIN DON - DIN DON - DIN DON... brusio di folla, profumo di incenso, gioia di luci, ma... ma gli occhi faticavano a restare aperti.
Una faticosissimw lotta contro il sonno che mi spinse in seguito a "bigiare" la Messa di Mezzanotte. (*)
(*)
Messa di mezzanotte
C'era un silenzio
come d'attesa
lungo la strada
che andava alla chiesa.
È fredda l'aria di notte
in quell'ombra là solitaria.
C'eran le stelle
nel cielo invernale
e un virginale
chiarore di neve
ma lieve e rada.
C'era una siepe
nera e stecchita:
parea fiorita
di biancospino
e mi teneva
(oh, mio sogno lontano)
mia madre per mano.
E nella tiepida chiesa,
che incanto,
fra lumi
e un denso profumo
di incenso
e suono d'organo
e voci di canto
ecco il presepe
con te, Bambino.
P. Mastri
🎄
Silvana
Quando penso alla notte di Natale ho una gioia particolare. Ricordo quando i miei bimbi piccoli erano chierichetti e aspettavano il momento della Messa per portare il Bambino Gesù nel presepe.
Avevano preparato tutto loro - il muschio e i rametti verdi - e avevano messo ogni pastore al posto giusto, secondo che mestiere faceva. Raffiguravano con perfezione i mestieri di quei tempi e tutto insieme era un presepe meraviglioso.
🎄
Claudia
Tanti anni fa, alla Vigilia di Natale, avevamo preso l’abitudine di andare all’Abbazia di Sant’Antimo presso Castelnuovo dell’Abate, per assistere alla Messa di mezzanotte.
Era un bellissimo evento che ricordo con nostalgia. Andavamo là abbastanza presto ma trovare un posto auto non era comunque semplice. L’Abbazia era affollatissima.
Per me, oltre ad assistere alla funzione, era bello il fatto che con noi, oltre mio marito, mio figlio ed io, ci fosse anche mia madre. A lei piaceva andare da tutte le parti e ricordo che se ne stava con gli occhi ben aperti, nonostante l’età, anche se si faceva notte inoltrata.
Era una Messa solenne e solo cantata con canti gregoriani dai monaci benedettini francesi che allora abitavano in quell’antica e importante Abbazia.
Non potete immaginare l’emozione che dava vivere quell’atmosfera che aggiungeva magia alla notte di Natale.
Faceva sempre molto freddo e io, incosciente, una volta decisi di andare comunque nonostante che mio figlio avesse una gran bella tosse. Non riuscimmo a rimanere perché mi accorsi che già prima della mezzanotte era in una condizione di vera sofferenza. Bastò mettere una mano sulla sua fronte per capire che aveva una bella febbre. Poverino... che madre incosciente!
Mi dispiacque per lui, per il sacrificio che gli avevo quasi imposto e pure per non aver avuto la possibilità di aspettare la mezzanotte in un clima così spirituale.
Claudia
🎄
"C'era un silenzio
RispondiEliminacome d'attesa
lungo la strada
che andava alla chiesa"
Quanti ricordi di tempi ormai lontani affiorano alla mente...
Era il tempo dell'innocenza, in cui tutto appariva bello, ogni piccola cosa rendeva felice.
Noi bambini aspettavamo con ansia la vigilia di Natale per percorrere con le suore, tutti insieme, quella strada tra i campi, illuminata dal chiarore del cielo stellato, che ci portava alla chiesa dove ci attendeva il Bambinello nel Presepe. E con il freddo pungente, i nasi rossi, le manine gelate nonostante i guanti di lana, le testoline immerse nei berretti che le nonne avevano sferruzzato nei giorni precedenti, i piedi gelidi che battevano sullo sterrato, arrivavamo cantando nenie natalizie ed entravamo nella nostra chiesa illuminata a festa!
"Che magnifica notte di stelle rischiara il cammino..."
Che atmosfere poetiche e dolci sanno evocare questi pochi versi! Sarà la nostalgia, sarà la tenerezza che ci fa il nostro io bambino, ma il cuore sobbalza e l'emozione ci sommerge... ♥️
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