due donne lontane tra loro.
Cara Plautilla,
sono Teresa Bandettini, lucchese. Mi è capitata la tua lettera fra le mani e, anche se a distanza di tempo ormai, non posso fare a meno di rispondere. Esprimo la mia grande ammirazione nei tuoi confronti per la tua stupenda pittura e altrettanta grande sorpresa, per le tue capacità di architettrice. Siamo artiste entrambe e si sa, gli artisti fanno parte di un mondo a sé e hanno sempre molto in comune ma spesso per alcuni la vita è molto sofferta.
Riconosco che anche io ho potuto vivere nel mio mondo di parole ma, mentre tu avevi la famiglia che poteva provvedere alle tue necessità, io, essendo rimasta fin da piccolissima orfana di padre, ho dovuto provvedere al mio sostentamento e anche a quello di mia madre. Poi il destino mi ha aiutato, probabilmente perché ho insistito molto nel coltivare il mio talento, mentre mia madre mi voleva ballerina perché i guadagni erano sicuri. Devo dire che anche nella professione di ballerina ero molto apprezzata ma mentre ballavo sognavo la poesia. Infatti mi hanno chiamato la "Ballerina Letterata".
Dicevo, il destino, bella parola il destino! Mi ha fatto incontrare Pietro, un mio conterraneo, ci siamo innamorati e, al contrario di te che non volevi legami, ci siamo sposati. Mio marito però ha creduto in me e quindi mi ha sostenuta ma i tempi ormai stanno cambiando e la mia poesia, anche se spesso divertente perché improvvisata, non interessa che a pochi eletti. Eppure ho avuto l’onore di recitare anche davanti a Napoleone e ho fatto pure parte dell’Accademia dell’Arcadia. A Lucca mi hanno dedicato un busto in marmo esposto poi all’Accademia degli Oscuri ma di soldi non se ne parla. Mi consola il fatto che i miei scritti resteranno e saranno tramandati ai posteri, come del resto le tue meravigliose Opere. Io ho creduto molto nelle parole, mi vengono ancora spontanee, come vedi, perché le parole le capiscono tutti. E per fortuna che in me ha creduto anche il Granduca Carlo Lodovico di Borbone, tanto che grazie a Lui posso vivere aiutata dalla pensione che mi versa. Non nego la difficoltà con la quale ho scritto questa mia a causa del tremore che da tempo mi pervade.
La tua ammiratrice Teresa Bandettini,
ovvero Amarilli Etrusca , il mio nome Arcadico
(Claudia)
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Carissima signorina Plautilla,
lei non mi conosce: mi chiamo Teresa Bandettini e le scrivo da un tempo lontano dal suo.
Con molto interesse ho letto la sua lettera.
Sono rimasta estremamente colpita dalla sua completa dedizione nel seguire l’attività artistica di suo padre e dalla sua “voglia” di dipingere.
Rimango esterrefatta quando mi racconta che lui non glielo permette… mi sembrano proprio ottusi gli uomini del ‘600!
La passione per l’arte ci accomuna… io mi sento una libellula mentre danzo libera davanti al mio pubblico di ammiratori e, parimenti, quando mi ritrovo sola, scrivo poesie.
Posso darle del tu, per sentirla più vicina?
Immagino, nel suo timido sorriso, una risposta positiva!
Ultimamente sto provando rabbia e ribellione per i problemi che mi pongono i pochi quattrini, nonostante la gloria, gli onori, le tante lusinghiere parole di lode.
Quante preoccupazioni nelle nostre vite…
Cara amica, spero di non averti disturbato con questa mia condivisione, ma a volte bisogna pur sfogarsi e sento di poterlo fare liberamente con una persona leale come te!
Leale, lealtà… che “parola” meravigliosa e sublime per il suo significato. Spesso rimango incantata davanti ad alcuni termini e ne subisco il fascino, come forse accadrà anche a te con i colori.
Ora ti lascio e spero di rincontrati in una prossima lettera.
Distintamente tua
Teresa
(Monica)
💻
Cara Plautilla,
ho letto la tua lettera ed ho deciso di risponderti.
Mi è piaciuto quello che ci racconti, perchè come donna sei stata interessata molto al lavoro del tuo papà che era un lavoro principalmente maschile. Quindi per te la vita non deve essere stata facile.
Anche io ho fatto molta fatica a diventare poetessa, perchè mia madre mi aveva avviato a fare la ballerina e non era questo il mio interesse. Infatti io ero più portata a comporre versi e mi veniva più facile prendere carta e penna. Sono soddisfatta di esserci riuscita, proprio come è accaduto a te.
Ti saluto caramente
Teresa Bandettini
(Silvana)
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Cara Plautilla,
ho letto la tua lettera e da quel momento ti porto nel cuore.
Sono Teresa Bandettini e condivido con te la faticosa ma affascinante arte di essere donna. Sono Lucchese per nascita e per passione, ma sono allo stesso modo francese, russa, tedesca, e via via mi trasformo e incarno con le parole quello che riconosco essere l'essenza di un popolo.
Ieri riflettevo sulla mia vita, su quanto sia stato difficile per me affrancarmi dal destino che mia madre aveva stabilito e a quante difficoltà ho avuto a fare in modo di guadagnarmi la vita con le parole.
Devo a mia madre la capacità di saper leggere e scrivere e di questo le sono immensamente grata, perché le parole sono meravigliose per il modo in cui riempiono la bocca prima di uscire dalle labbra, lasciandole orfane di un suono che prima non c'era e in attesa di un qualcosa di nuovo, che siano esse con la rima o con un assonanza, sono sempre qualcosa che mi arricchisce e mi dà gioia. Tuttavia questo non mi ha dato da vivere fino ai quarant'anni, come è accaduto a te, che hai dovuto rubare quello che a un ragazzo veniva elargito a piene mani.
Ma tutte e due possiamo dirci fiere di essere donne e di aver raggiunto obbiettivi che molti uomini neppure si sognano.
Confido che ti arrivi in qualche modo la mia stima e il mio rispetto per le opere che hai compiuto e io da parte mia ti prometto di continuare a portare alta la corona di gloria che ci meritiamo.
Teresa Bandettini
(Rita)
💻
Cara Plautilla, ho provato grande stupore nel leggere la tua lettera autobiografica perché anche se ci separano circa centocinquanta anni ci sono diverse somiglianze nelle nostre vite.
Innanzi tutto è il tuo carattere che è molto simile al mio, anche se io forse sono più arrendevole di te. La nostra gioventù è stata diversa perchè la tua è stata solo in parte ostacolata da tuo padre che non riteneva che una ragazza potesse dilettarsi a dipingere o creare edifici artistici, poi vedendo la tua grande abilità ha cambiato idea e ha cercato di aiutarti seguendoti e cercando di farti conoscere ad eventuali committenti.
Io, invece, mi sono trovata, giovanissima, a fare la ballerina per volere di mia madre che, rimasta vedova, aveva bisogno di denaro. Non era il ballo la mia grande passione, ma mi ci sono trovata costretta. Io avevo una capacità innata a scrivere o creare in pochi attimi davanti al pubblico poesie che nascevano nella mia mente.
Durante uno spettacolo a Imola, incontrai l'uomo della mia vita e fu lui a permettermi di dedicarmi a questa mia arte incentivando questa mia predisposizione per la poesia.
Vedi. Entrambe abbiamo avuto qualcuno che ci ha aiutate a portare avanti la nostra passione.
Certo devo ammettere che io per poter far fiorire la mia passione ho dovuto lasciare Lucca, altrimenti mia madre mi avrebbe ostacolata in ogni modo.
Io, cara Plautilla, ho avuto tanto successo come poetessa in versi immediati, nel senso che dal palco creavo poesie al momento. Tu, il tuo successo lo hai avuto grazie alla tua intelligenza che ti permetteva di creare edifici artistici che ancora oggi sono visitabili. La nostra fama è dovuta alla nostra capacità in due arti, diverse, ma sempre arti.
Pur lontane nel tempo, siamo due donne che hanno avuto grande successo, quando alle donne avere popolarità nelle arti in cui eravamo eccellenti non era concesso.
Tu hai lasciato opere meravigliose, Io non ho lasciato nulla del mio impegno, però i miei concittadini mi hanno dedicato una via nella città di Lucca e so che anche a Roma all'interno di Villa Pamphili c'è una via dedicata a te, grande architettrice. In fondo ce le siamo meritate, ti pare?
Teresa Bandettini
(Lauretta)
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