Befane e Befane
Vi andrò sicuramente ma questo evento mi porta intanto a pensare alle effettive differenze da quando, io bambina, aspettavo il giorno di Epifania con grande stupore, non certo con ansia, perché sapevo già che sul caratteristico “ragno” attaccato al tubo della stufa a legna, avrei trovato una nota piccola calza con dentro un mandarino, delle caramelle e qualche luccicante soldino di cioccolata.
La calza la riconoscevo all’istante, mi era nota, era la mia.... però ogni anno domandavo, stupita, come potesse entrare la Befana se eravamo tutti a letto e la porta era chiusa. Da quel tubo no di certo.
Ben presto capii che era una messa in scena e allora svanì la bellezza della festa.
Trovo che oggi sia un giorno più sentito perché la Befana arriva in carne ed ossa, è reale e i bambini hanno veramente modo di vivere un momento di felicità e di meraviglia, soprattutto se scende dall’alto. E’ un momento di sogno e anche se quella che incontrano in giro per strada regala loro solo un piccolo dolcetto, essendo reale, entra nella loro mente e nel loro cuoricino, stimolando calore e gioia. D’altronde sanno bene che troveranno molto altro a casa al loro rientro. Pacchi e pacchetti che si affretteranno a scartare, ma probabilmente con entusiasmo momentaneo, perché qualsiasi cosa troveranno finirà a breve nel mucchio di altri giocattoli che già hanno, a meno che non si tratti di qualcosa espressamente chiesta con la solita letterina. Già. La letterina. Alla Befana d’altri tempi la scrivevamo anche noi, ma ci informavano ancor prima che la Befana era povera, quindi le nostre speranze potevano essere disattese.
Era ricco Gesù Bambino, ma da noi non poteva passare. Visto che era da solo non avrebbe fatto in tempo, mentre di Befane ce n’erano molte.
A parte tutto ciò che per me è il passato, non vedo l’ora di partecipare a questo interessante evento. Io se fossi la Befana di allora mi stupirei dell’abbondanza di oggi, forse la troverei anche poco educativa e al tempo stesso mi rattristerei pensando che la società non è poi cambiata.
C’è una parte del mondo dove i bambini non hanno la possibilità di avere nemmeno quella mia vecchia, misera calza.
Claudia
IO TI VEDEVO... anche se tu non mi hai mai vista! Quando faceva notte... tua sorella ti invitava nel fienile a preparare un fascetto di fieno per il mio miccetto.
E lasciavate anche una tazza di latte caldo per me! Al buio eri attenta a tutti i rumori... per scoprire, per prima, se stavo arrivando. Ma poi... andavi a dormire perché era arrivata la notizia che... sarei giunta a notte fonda. -
Come sempre, dalla mia camera, sentivo un gran movimento, intorno, per tutte le faccende da fare... e della Befana... non se ne parlava nemmeno più.
ANCH'IO mi approntavo tutta da sola (perché ne ero capace) e mi inserivo, con cuore contento, nel vortice del nuovo giorno.
Da più grande, ho sentito mia madre raccontare che, per Befana, lei teneva in casa i suoi due figli piccoli per una quindicina di giorni. Era per... non far vedere loro tutto quello che gli altri bambini mostravano per darsi importanza.
Avevo compassione della sofferenza che mia madre conservava nel suo cuore e provavo ad immaginare come poteva essere povera la vita, prima che io nascessi.
A me, dei regali non è mai interessato nulla perché, ogni giorno, per me era un regalo!
Poi... avendo una sorella e un fratello più grandi imparai presto a capire che era tutta una finzione!
Ero quindi molto realista, da piccola, ma mi piacevano tanto le storie, anche se inventate! La mia immaginazione è stata, poi, sempre fertile e prolifica fino a pensare (più tardi... da professionista), che fosse un' *arte terapeutica*!
Assuntina
E' il primo anno che vengo festeggiata dopo la guerra.
Sono molto stanca. Ti ringrazio della tua ospitalità, cara Vanina, ne approfitto per riposarmi un po'.
Sai, la guerra è stata dura anche per me, in più, gli anni si sono ammucchiati l'uno sull'altro e pesano sul mio corpo molto invecchiato.
Spero sia finito il tempo del carbone nelle calze, perchè non è giusto ricordare ai bambini le loro sacrosante marachelle.
A te che mi conosci da molto tempo, lo posso dire: alcuni anni, mi sono trovata a sostituire le mie calze piene di buchi con quelle che pendevano dal caminetto, che erano in migliore condizioni delle mie.
Ti ringrazio per questo thè caldo che mi ha rimesso in sesto.
Bei tempi quando questo giorno faceva riferimento all'adorazione dei magi, ed era l'annuncio della salvezza portata a tutti gli uomini. Avevo meno lavoro da fare e le persone erano più portate a fare un cammino di fede, ma anche vedere la gioia negli occhi dei bambini, è una cosa impagabile.
Dato che siamo in confidenza, ti voglio confessare che tu sei una di quei bambini, che un anno ricevettero solo carbone perchè non mi era rimasto nulla e avevo solo quello, ma vedo che l'hai superata bene, cara Vanina.
Se guardo il mucchio di regali che ha ricevuto Dodo vedo che ti fidi ancora di me e sei una che non serba rancore.
P.S. Cerca bene in fondo al sacco di Dodo, troverai un pezzettino di carbone da parte mia..... ih ih! Sai? Un pochino di carbone te lo meriti ancora.
Rita
🎈
- Ciao, Befana 2026, come stai? Sarai stanca... Ho l'impressione che il mio lavoro, quello relativo all'Epifania degli anni '50 fosse stato molto meno faticoso di quello che ti trovi a dover sopportare tu...
Lauretta
🎈

0 commenti:
Posta un commento