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lasciatevi coinvolgere per allenare i muscoli
della mente e del cuore

Buona lettura



Lucca Insieme - 25.11.2025 - Giornata contro la violenza sulle donne

 




Giornata contro la violenza sulle donne

Eccoci di nuovo
ad occuparci di questo tema,
la cui evoluzione fa un passo avanti
e due indietro.

Lo abbiamo trattato
più volte e in più modi,
cercando di promuovere
un, se pur piccolo,
passettino in avanti.

Questa volta
ci piace ripartire da una provocazione,
che abbiamo colto
nel libro
"Groupie per Sempre"
della nostra
Maria Antonietta Montella!
che abbiamo avuto
il piacere di presentare
in alcune occasioni.

La protagonista?
Una donna immortale,
che attraversa il tempo
e vive situazioni
le più diverse.

Vi va
di immaginare
di essere voi stesse immortali
e commentare la situazione
dell'essere donne oggi
alla luce delle
vostre esperienze
pregresse?
 

Chi comincia?
👠


👠
In questo momento sotto il loggiato i ragazzi del liceo stanno dando vita ad una storia, che vorrebbe esorcizzare la violenza sulle donne.
Eccomi qui nel 2025. Sono un po' frastornata in mezzo a questo manipolo di persone vocianti.
Quando ero la moglie del boscaiolo di Monte Cucco, di silenzio ce n'era fin troppo. Era il 1805. Una vita davvero dura la mia, una vita che forse non si riesce neppure ad immaginare: lavoro, casa, figliuoli; lavoro, freddo, fame e botte... Botte, lavoro, faccende, malattie e... Insomma, tutto il giorno al freddo e dietro a lui: ho fame, ho sete, portami l'acqua, portami il vino! Sposta quel tronco e anche quell'altro. Sbrigati, fannullona! Guadagnati da mangiare!
Che vitaccia! Sempre meglio, però, di quando ancora prima ho rischiato di finire al rogo. Per tutti nel paese ero una strega da bruciare. E così in realtà fecero.
Oggi sono una moglie regolarmente accasata. Mio marito è un politico. Lui è. Lui è onnipresente in tutte le manifestazioni. C'è anche questa mattina. Eccolo lì che armeggia con il microfono. Io? Io sono qui in bella mostra per lui. Ogni tanto mi lancia uno sguardo che vuole fulminarmi. Guai se facessi trapelare qualcosa!
Mette paura... Lo vedo solo io? Come al solito... Non se ne accorge nessuno. 
Eccolo lì tronfio e gradasso. Prende pure la parola e comincia a pontificare sul rispetto che si deve avere per una donna. A vederlo così chi potrebbe immaginare le vessazioni e le violenze cui mi sottopone? Prima o poi finirà con il farmi fuori. 
È un uomo orribile o, meglio, è semplicemente uno sciocco? Certo. Non lo sa che io sono immortale e che potrò immediatamente vivere ancora in un'altra donna. Non si accorge che lo studio come una cavia in laboratorio.
Oh, cosa sta succedendo? 
Tutti suonano un tamburello da cui penzola un nastro rosso.
15-22, 15-22, urlano in coro battendo il tempo.
Vanina 



👠

Stupitevi pure ma a questo punto della mia esistenza, vi confesso che ho attraversato più di un secolo e me ne compiaccio.

Mi sento un poco super ormai perché, in qualità di sarta, ho visto passare tante di quelle mode che via via mi hanno stuzzicato la mente e lo spirito. 
Ho cominciato il mestiere al tempo delle gonne lunghe, ampie, ricche di fiocchi e merletti, con scollature vertiginose per poter  mostrare i favolosi gioielli. Le dame della bella società facevano a gara a chi ne aveva di più belli. Era il 1800 e nessuno si scandalizzava nel vedere donne in decolleté, anzi, venivano apprezzate per la  loro grazia e femminilità.

Io avevo un altelier a Parigi e diverse lavoranti, laboriose ma anche molto pettegole. La società era piuttosto libertina nelle grandi città e loro, lavorando tutto il giorno gomito a gomito e sognando su tutti quei pizzi e merletti che non potevano permettersi, si liberavano da sentimenti invidiosi spettegolando sui comportamenti spesso infedeli o da fallimenti per perdite al gioco e tresche varie. Io come datrice di lavoro non mi immischiavo ma certamente comprendevo. Era pura verità. 

Poi arrivò la macchina da cucire e la moda dei primi 900 cambiò con il pret a porter anche  per le donne, che però non ha nulla a che vedere con il mio mestiere. Io infatti i ritengo un’artista e me ne posso vantare.  
Come vi dicevo ho visto e pure contribuito alla trasformazione della moda e di conseguenza quella della donna come persona. La moda non è solo civetteria, economia o arte ma è cambiamento sociale perché anche con essa cambia il modo di pensare. Ho visto il dilagare della maxi-gonna, della midi e della mini, per la quale bastavano poco più di 50 cm di stoffa per vestire la donna. Scandalo! Ma non così tanto da creare mentalità aggressive negli uomini. Anzi, i ragazzi erano felici di andare in giro con la ragazza che la indossava.
Era cominciata l’emancipazione esteriore. Il solo voto, pur importante, non era stato sufficiente a cambiare la mentalità. La donna aveva cominciato a volersi sentire bella nel modo che più le aggradava e oltre che ai diritti voleva la libertà di essere.

Piano piano siamo arrivati ad oggi e, al contrario delle donne, il sesso maschile dal punto di vista umano si è involuto, mi pare che abbia regredito ben oltre il medioevo. Non considerando la donna come essere umano va da sé che la veda come oggetto da possedere, una sua proprietà che possa anche essere comandata e schiavizzata. Questo vale in generale per fortuna, ma di situazioni scabrose se ne sentono ogni giorno.

Pensate che mi è capitato di udire di un tale che raccontava fatti della sua famiglia e parlando della moglie diceva: - Me la sono presa poco capace di cucinare ma alla fine è stata capace di farmi dei figli robusti e in salute. –

Un orribile modo di esprimersi anche solo come battuta.

In quanto alla mia immortalità, credo che possa aver contribuito la passione per il mio lavoro che mi è entrato nell’anima e, per chi ci crede, l’anima è immortale.

Claudia 


👠
Eccomi ferma davanti a questo edificio circondato da un immenso giardino. Perché mi attira così tanto? Sento un grande bisogno di entrare.
Mi chiamo Alda e c'è qualcosa nella mia mente che mi attrae verso l'interno. Eppure la mia memoria recente non mi riporta ricordi tali da farmi pensare di avere avuto esperienze dirette di questo ospedale. Eh sì,  perché sono ferma davanti all'ospedale psichiatrico di Maggiano. Oggi non ci sono più "matti" rinchiusi qui dentro; un tempo ne vedevamo alcuni in giro per il paese, mentre i più gravi erano rinchiusi negli stanzoni freddi e anonimi, sottoposti a sistemi di cure estreme, con il risuonare di urla e grida che oltrepassavano i corridoi ed arrivavano fino all'esterno. Ecco, entro... qualcosa affiora alla mente.
È come se anch'io, in un passato lontano avessi trascorso del tempo in un luogo simile e riaffiorano angosce, paure, ribellioni, voglia di fuggire da un mondo ostile. Ecco sì, affiorano ricordi che mi fanno pensare di aver vissuto un'altra vita. Che abbia davvero  avuto problemi di salute mentali in una vita antecedente? Può essere perché tornano alla mente storie di crisi profonde, di litigi furiosi, di un lungo soggiorno proprio in un manicomio. Sì, ecco, ricordo che ad un certo punto, dopo una crisi durissima, mio marito mi fece rinchiudere in questo luogo triste, lugubre, pieno di altre donne che gridavano, che si strappavano i capelli che si azzuffavano fra loro. Ricordo anche la camicia di forza, che medici e infermieri mi infilavano e le sbarre dei letti alle quali venivo legata nei momenti più bui. Che fossi Alda Merini, la poetessa pazza?
Forse è vero, sto vivendo un'altra vita ora, non molto lontana dalla precedente, ma completamente diversa. Non ho un marito che possa farmi del male e che non mi rispetti. O meglio, la mia condizione di donna libera mi ha permesso di ribellarmi ai soprusi, alle violenze fisiche e psicologiche che per un certo periodo hanno pervaso questa mia vita attuale. Oggi sono una donna sola sentimentalmente, accompagnata dall'affetto di figli e nipoti, libera di esprimermi, di agire, di condividere le mie opinioni, qualunque esse siano. Non c'è nessuno, tanto meno un marito, che possa decidere per me senza il mio consenso.
Mi accomuna alla mia vita precedente il bisogno di affidare alla scrittura i miei disagi, i dolori, le difficoltà, ma ache le gioie e i ricordi felici. 
Mariella



👠
Ecco, io sono qui in chiesa a pregare come facevano le suore di una volta, rinchiuse e segregate. Quando sono stata donna di quel tempo, le povere donne erano spesso considerate streghe oppure donne di malafede e bruciate, anche perché non avevano la parola. Nessuno le considerava, era una violenza continua. 
Questo è quello che io ero. 
Adesso so che vengo dall'aldilà, che sonoin una mia reincarnazione, anche perché ho peccato molto in questa vita di adesso e vorrei recuperare, ma anche oggi le donne non sempre sono considerate e, in modo diverso, gli uomini ci maltrattano.
Quindi sono di nuovo qui in chiesa a pregare, rinchiusa e segdegata come se il tempo non fosse passato.
Alba



👠
Il 25 novembre si parla sempre della violenza sulle donne.  Se pensiamo alla donna che importanza ha avuto nella storia si può definire che in passato non le si attribuiva alcun valore. Poi la donna ha studiato è diventata importante in tutti i campi, addirittura  guida i mezzi pubblici alla pari dell'uomo.
Finalmente vorrebbe dare un'impronta alla sua presenza nella storia, senza parlare solamente dell'uomo.
La donna è moglie, madre ed una figura importante del focolare domestico.
Va considerata, nei tempi moderni, alla pari dell'uomo, soprattutto non deve essere prevaricata e tantomeno violentata o uccisa.
Silvana



👠
Sono immortale e terapeuta.

Per più secoli le donne sono state violate, bruciate, chiuse, non perché fossero deboli, ma perché il potere temeva la loro forza.

Sistematicamente ogniqualvolta mi reco a Salerno, città in cui ho ancora le mie radici, dal mio rifugio nella sua periferia mi reco nel centro per cercare e scoprire angoli nascosti della storia che non conosco, a causa della poca permanenza di residenza, avendo vissuto quasi totalmente la mia vita al nord e centro nord d’Italia.

Immancabilmente i passi mi portano nel centro storico, là dove è stato ubicato il museo della Scuola Medica Salernitana. Qui si custodiscono reperti e scritti  dal  1100.

Eccomi là, Trotula de Ruggero di nobilissima famiglia longobarda, vagare nel castello d’Areki  in cima alla collina a 300 m. sul livello del mare. Ero appena stata sui pendii della stessa a cercare erbe officinalis e spezie, per preparare rimedi naturali per varie patologie femminili e maschili dell’apparato genitale... Soprattutto quelle riguardanti le donne in gravidanza, per alleviarne i dolori durante la gravidanza e il parto, anche utilizzando la forza e la manualità delle mani.

Spesso mi dirigevo verso le rive del mare per avvistare l’arrivo dei saraceni; anche se predoni portavano e comunicavano a noi le loro conoscenze.

Ero invidiata poiché risultavo la prima donna medico in Europa. Avevo appreso le nozioni dai miei antenati persiani da parte di mamma per i rimedi naturali. Là sono attualmente conservati antichi scritti di questa scuola, ne ho avuto comunicazione alcuni anni indietro da un esponente di quella medicina a Firenze in piazza S. Lorenzo, dove ci sono i mercanti ambulanti provenienti da tutte le parti. Questo perché nella conversazione con uno di loro avevo comunicato la mia provenienza d’origine, Salerno no Firenze, dove in quel periodo abitavo.

Ecco che mi rivedo nel tempo dell’inquisizione, con in mano un amuleto costruito da me a base di rametti intrecciati entro cui nascondevo filamenti di vario genere, imbevuti di un liquido che a seconda dell’uso poteva risultare letale.

In quel tempo le donne simili venivano imprigionate, processate e bruciate pubblicamente. I potenti le temevano per le loro conoscenze tramandate dagli avi per la risoluzione fisica e spirituale. Tanti di loro si appoggiavano a queste conoscenze per risolvere problemi anche di governo.

Fortunatamente non avevo capelli rossi come la maggior parte di quelle donne che venivano ritenute streghe, quindi le nemiche da sterminare.

Avevo tratti somatici tra normanni e persiani, di bella alta corporatura, occhi neri, naso pronunciato e capelli ondulati al vento di color castano scuro, dorato sotto i raggi del sole.

Ormai erano risapute le mie origini e quanto importante fosse appoggiarsi alle mie sapienze antiche per cui venivo rispettata.

Siamo nel XX secolo ed ecco che mi ritrovo per puro caso ad essere introdotta nel campo della medicina naturale, rimedi e tecniche di terapie naturali per vari problemi fisici e psicologici.

Non è così semplice, è ritornata la caccia alle streghe, moderne ma sempre così vengono  ritenute le donne che si sono portate dietro conoscenze tramandate dai loro antenati e riemerse forse per via del karma o proprio perché, sempre sopite entro di loro, aspettavano l’epoca giusta per riemergere.

Ora nel XXI secolo sono accettate con più facilità, tutte sapienze non più riservate alle sole donne; anche per il genere maschile vengono ritenute non solo alternative. Esiste la libertà di scelta, sempre tenendo conto dell’evoluzione delle malattie e dei ritrovati moderni; è necessario usare tanta saggezza.

Maddalena



👠
Mi chiamo Eva Mameli, sono vissuta a cavallo tra la fine del  1800 e il 1900.
Ho sempre avuto la passione di coltivare piante, studiarle, descriverle e dipingerle proprio per creare un elenco di vegetali che non passasse nel dimenticatoio.
Il mio primo desiderio é sempre stato quello di diventare "qualcuno" nonostante ai miei tempi le donne vivessero generalmente rinchiuse in casa a cucinare, far crescere i figli e servire l'uomo che le aveva scelte.
Io la mia voglia di imparare,  aiutata dalla mia importante famiglia borghese, l'ho sempre saldamente difesa e mi sono potuta iscrivere all'Università grazie a mio fratello maggiore che ne era docente. L'aiuto di mio fratello mi ha permesso di proseguire le mie ricerche, laurearmi in Scienze naturali e  dimostrare con le mie esperienze l'importanza delle "piante inferiori". Grazie a questi studi sono riuscita a diventare "professore non stabile" all'università  e questo é stato un fatto eclatante per quei tempi.
Sono certa che nella prossima vita potrò senza ostacoli dovuti al mio sesso esprimere la mia competenza e la mia professionalità che spero verranno riconosciute in un mondo più libero, dove le donne potranno avere gli stessi diritti degli uomini e non sentirsi sempre ostacolate nei loro desideri di emergere dal silenzio. Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia alto borghese e avere un marito molto intelligente, che ha accettato le mie esigenze, ma per un numero infinito di altre donne non é stato così. Troppe volte nelle mie vite precedenti sono stata costretta a subire la volontà di uomini che hanno preteso di dominarmi...
Chissà come sarà la prossima?
Lauretta 
 


👠






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