Se questo è un uomo
C'è parecchio movimento quest'oggi in città noncurante della pioggia che la bagna.
Pian piano una piccola folla si è radunata davanti alle eleganti vetrine della nuova profumeria all'angolo.
È l'ora. Ciack si gira.
In questo momento, sotto il loggiato, i ragazzi del liceo stanno dando vita ad una storia, che vorrebbe esorcizzare la violenza sulle donne.
Eccomi qui nel 2025. Sono un po' frastornata in mezzo a questo manipolo di persone vocianti.
Quando ero la moglie del boscaiolo di Monte Cucco, di silenzio ce n'era fin troppo. Era il 1805. Una vita davvero dura la mia, una vita che forse non si riesce neppure ad immaginare: lavoro, casa, figliuoli; lavoro, freddo, fame e botte... Botte, lavoro, faccende, malattie e... Insomma, tutto il giorno al freddo e dietro a lui: ho fame, ho sete, portami l'acqua, portami il vino! Sposta quel tronco e anche quell'altro. Sbrigati, fannullona! Guadagnati da mangiare!
Che vitaccia!
Sempre meglio, però, di quando ancora prima ho rischiato di finire al rogo. Per tutti nel paese ero una strega da bruciare. E così in realtà fecero.
Oggi sono una moglie regolarmente accasata. Mio marito è un politico. Lui è. Lui è onnipresente in tutte le manifestazioni. C'è anche questa mattina. Eccolo lì che armeggia con il microfono. Io? Io sono qui in bella mostra per lui. Ogni tanto mi lancia uno sguardo che vuole fulminarmi. Guai se facessi trapelare qualcosa!
Mette paura... Lo vedo solo io? Come al solito... Non se ne accorge nessuno.
Eccolo lì tronfio e gradasso. Prende pure la parola e comincia a pontificare sul rispetto che si deve avere per una donna. A vederlo così chi potrebbe immaginare le vessazioni e le violenze cui mi sottopone? Prima o poi finirà con il farmi fuori.
È un uomo orribile... o, meglio, è semplicemente uno sciocco? Certo lo è. Non lo sa che io sono immortale e che potrò immediatamente vivere ancora in un'altra donna. Non si accorge che lo studio come una cavia in laboratorio.
Oh, cosa sta succedendo?
Tutti suonano un tamburello da cui penzola un nastro rosso.
15-22, 15-22, urlano in coro battendo il tempo.
Sì, è il momento.
Tiro fuori dalla tasca il cellulare... e digito 1522.
È fatta.


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