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Consigli per la lettura delle pagine
: 8

Il blog parte con i post periodici con cui
lanciamo spunti e ci teniamo in contatto.

Sotto seguono una serie di pagine
(link) divise per argomento.

Clicca sulla pagina desiderata.

L'elenco è lungo, la voglia di scrivere è tanta,
lasciatevi coinvolgere per allenare i muscoli
della mente e del cuore

Buona lettura



Lucca Insieme - Il romanzo rosa

 




Il romanzo rosa

Il romanzo rosa
è un genere letterario,
che si organizza
in una storia semplice,
in cui protagonista è
l'amore.

Fa leva
sul desiderio d'amore
del lettore
e sulla necessità interiore
di risolvere
problemi e 
tensioni.

Il romanzo rosa
ha una struttura simile a quella
della fiaba,
in cui c'è un protagonista,
un antagonista,
un eroe o un'eroina.

Antagonista
può essere anche un fatto,
un comportamento
o qualcosa che accade,
che ostacola il personaggio principale,
che poi comunque viene risolto.
Ha sempre un
lieto fine.

Il genere letterario
si sviluppa intorno
all'inizio dell'Ottocento
con autori come
Jane Austen
e viene detto anche
romance.

Nel
Novecento
troviamo scrittrici italiane come
Liala, Luciana Peverelli,
Sveva Casati Modignani.
E chi non ricorda
la famosa collana di
Harmony?

I romanzi rosa
sono frequentati prevalentemente
da donne
ed anche le autrici
sono generalmente
donne.


Vi va
di provare a scrivere un
racconto rosa?

Chi inizia?




 🌺
Book Bar
Lucia frequentava quel Book Bar ogni  mattina, non tanto per il cappuccino, quanto per il profumo dei libri antichi che proveniva dalla libreria nel soppalco. Lorenzo, il libraio, la osservava sempre incantato dal modo delicato in cui lei sfogliava i testi.
Un giorno, un acquazzone improvviso costrinse Lucia a rifugiarsi nel Book Bar. Lorenzo, con un sorriso timido, le offrì una bella cioccolata calda e un vecchio volume di poesie.
Lisa, la sua socia in affari e sua “innamorata” storica, cercò in tutti i modi di non lascarli soli, ma non ci riuscì. Infatti, dietro a Lucia, entrò anche un mare di turisti per ripararsi dal temporale.
Da quel momento per Lucia e Lorenzo fu l'inizio di una storia scritta tra pagine ingiallite e sguardi complici, trasformando la routine in un incanto.
Monica




🌺 
Lia
Lia finì velocemente di mettersi il mascara.  Andava di gran fretta ed aveva poca voglia di impegnarsi ad essere bella.
Accidenti! Era ingrassata ben due chili e... a Teo questo non piaceva affatto. Doveva stare più attenta!
Ora, però, era necessario rimanere concentrata. Infatti si doveva sbrigare: doveva uscire a controllare, perché era assolutamente necessario scoprire cosa bollisse in pentola. 
Sì, doveva sapere la verità. Le si stringeva il cuore al sol pensiero. Le faceva già male la testa a furia di pensare.
Anche se si erano sposati giovani, belli come il sole e pieni di passione, adesso lui correva la cavallina con ogni ragazza che le capitava a tiro, meglio ancora con quelle giovanissime. Classico, no? Lui il professore, loro le allieve infatuate.
Dalla finestra aperta Lia osservò pensierosa la folla multicolore passeggiare sul lungomare. Come tutte le sere d'estate i villeggianti, e non solo, si stavano riversando fuori dalle case e dagli alberghi alla ricerca della brezza notturna, che dava un po' di sollievo dal caldo torrido del giorno. Sembrava un torrente in piena.
Teo ovviamente era già uscito... del resto il loro era un accordo in qualche modo siglato dall'essere entrambi di vedute ampie e moderne, più lui che lei in verità...  Era diventato ormai un rapporto aperto il loro? 
Una fitta al cuore la riportò alla realtà.
Lia chiuse il mascara in tutta fretta e ingoiò a vuoto con un moto di profondo dolore. 
"Mamma, esci, pure tu? Allora vengo anch'io." chiese poco convinta Eli, la sua bimba, che si era nel frattempo avvicinata silenziosa.
"No, tu no. Vai dalla nonna! Io ho da fare.".
"Già... tu hai sempre da fare.".
In quella Eli si girò e scappò via come un razzo, ma non una lacrima uscì dai suoi occhi.
La nonna, in cucina, l'accolse con un sorriso e la strinse a sé con dolcezza.
Vanina
(continua)



🌺
Annabella
Lui se ne sta seduto in sala d’attesa. Aspetta il treno che lo condurrà a Innsbruck dove vive suo figlio. Da tempo é rimasto da solo e pian piano si é chiuso in se stesso. Non gli piace leggere per cui, per passare quel tempo d’attesa nel modo migliore, ha  deciso di chiamare un paio di amici che si trovano  a Corfù per una piacevole vacanza. Le solite chiacchiere, i soliti banali scherzi ma infondo la vita è fatta anche di questo. E poi, per alleggerire le sue preoccupazioni nonché la noia di una vita ripetitiva e da solo, ciò costituisce per lui un buon rimedio.
Nel contempo gli si siede accanto una signora poco affascinante, quasi insipida dall’aspetto e piccola di statura, che però gli ha gentilmente chiesto il permesso prima di sederglisi accanto.
Lui, sorpreso da tanto scrupolo, si limita a fare un cenno assertivo con la testa. Non ha voglia di parlare con persone che non conosce già.
- Buongiorno! - dice lei - Sono Annabella. Il mio treno è in ritardo. Io viaggio per diletto e devo dire che con questi treni succede spesso. Ormai mi sono abituata a pensare che la vacanza sta anche nel viaggio e di conseguenza pure nell’attesa. Come vede in sala d’attesa si possono incontrare persone per scambiare quattro chiacchiere. Non trova?
- Ah, sì. Certo.
- Mmmm... non mi trova invadente, vero? Non é mia intenzione disturbarla. Piuttosto vorrei rendere piacevole l’attesa.
- Ah, sì. Certo.
- Ma... ma lei non mi ha detto come si chiama o se è felicemente sposato, quindi mi scuso e mi cheto.
- Ah, no. Sono io che mi debbo scusare. Non c’è davvero nulla di male in questo. Fra l’altro  non ho nulla da nascondere. Io sono Otello, non sono felicemente sposato, anzi, lo sono stato, sposato dico, ma non ha funzionato e ora sto andando a Innsbruck da mio figlio.
- Anche lei allora fa parte dell’esercito dei single! - dice velocemente Annabella.
- Ah,sì. Certo. – risponde Otello.
La sua ex gli aveva chiesto il divorzio. D’altronde lei non era fatta per vivere in campagna. Nonostante provasse gusto nell’indossare dei bei grandi cappelli di paglia e adoperasse volentieri il suo kit da giardinaggio, non era riuscita a farsi bastare una vita semplice. Lei amava il mare, le gite in motoscafo e in barca a vela. Insomma era una persona che voleva molto di più dalla vita.
- Ah, bene! Io invece non ho una meta ben precisa per cui, se non le dispiace, potremmo farci compagnia durante il viaggio.-
Otello pensa che tutto sommato, quella tipa così strana può rivelarsi interessante da ascoltare. Con i viaggi che fa avrà molto da raccontare. Inoltre parla anche per lui!
In realtà lui non sa che lei sta scappando dal suo compagno. Lo ha sopportato per circa venti anni, fino a che i loro figli fossero diventati grandi. Avrebbero meglio reagito al colpo.
Il compagno di Annabella era un tipo egoista, mai un pensiero gentile per lei, sempre solo pretese e sfuriate, ma ora era giunto il momento di darci un taglio. Si era proprio stufata.
In un attimo ha preparato la valigia e via, per una destinazione ignota.
- Non sono mai stata a Innsbruck - dice sorridendo Annabella rivolgendosi a Otello – Nel caso che decidessi di restare per un po', chissà, potremmo sentirci per scambiare ancora quattro chiacchiere o magari vederci anche soltanto per un caffè. Saprà che là fanno dei dolci favolosi e pure gradevolissimi all’occhio. Ho visto foto di belle vetrine cariche di dolciumi ma, capirà, non sto andando là solo per quello.- dice divertita Annabella.
- Ah,sì. Certo.
Otello non ha argomenti per rispondere a quella donna così loquace,  ma non vuole risultare scortese o scostante quindi, per rimediare, si azzarda a lasciarle il suo numero di telefono. Perché no? Ha smosso il suo carattere introverso e si ripropone di conoscerla meglio.
Annabella lo ringrazia.
Entrambi non chiedono altro che aprirsi al  mondo per ricominciare a vivere, anche se non felicemente, quantomeno serenamente.
- Pronto, sono Annabella...
Claudia



🌺
All'orto botanico
Era un giorno pieno di sole e, facendo la mia solita passeggiata, mi sono trovata a entrare in un giardino botanico e floreale magnifico.
Strada facendo mi sono trovata con due innamorati seduti su una panchina, che mi ha fatto molto piacere vedere. Erano tutti stretti stretti. Non riuscivo a vederli bene, però in quell'Eden questo ci stava. Vedevo che si sussurravano delle parole. Sentivo qualcosa, parole dolci dette con tanto amore.
Mi sembrava di essere tornata ai fotoromanzi che mi hanno fatto tanto sognare un tempo. Essendo di spalle, non li vedevo proprio bene, ma tutto questo amore mi incuriosì.
Allora mi sono avviata con curiosità per poterli osservare meglio.
Mi avvicinai con la scusa di salutarli per farli ruotare e fargli i complimenti per questo romanzo d'amore. 
Quando sono arrivata lì, mi sono avvicinata con una scusa: chiedere l'ora. 
Indovinate un po' cosa è accaduto quando mi sono trovata vicina. Mi sono accorta che erano due persone molto  molto grandi, diciamo anziane va!  
Quindi la scoperta mi ha fatto ancora più sognare. 
Che bel fotoromanzo sarebbe questo! Proprio da favola.
Alba




🌺
Laura e Mirko
Quanto tempo è passato da allora? Anche oggi è una bella serata di giugno. Laura esce in giardino e rimane incantata davanti allo spettacolo di quei punti luminosi e della falce di luna che illuminano il cielo. Volge gli occhi in alto, ma le lacrime scendono lentamente senza che riesca a fermarle. Ha cercato più volte di telefonare a Mirko e finalmente è riuscita a parlargli, ma lo ha sentito molto distante, quasi infastidito. Eppure, nel tempo, la loro storia è stata bella. Erano giovanissimi quando si sono conosciuti: quindici anni lei e diciotto lui. Erano in vacanza all'isola d'Elba. Lei con la famiglia, lui con un gruppo di amici.
Un falò sulla spiaggia, uno sguardo furtivo, due mani che si sfiorano, la luna e le stelle sopra di loro: ecco l'incanto. Gli sguardi si cercano e non si lasciano più. Laura torna a casa come se viaggiasse sulle nuvole. Mirko pensa a quanto le piace quella ragazzina e quanto vorrebbe conoscerla meglio. Passano i giorni e i due ragazzi trovano sempre il modo di incontrarsi, di parlare, di scambiarsi il numero di telefono. La loro storia decolla e dura nel tempo. Abitano nella stessa città e continuano a vedersi, si fidanzano e, dopo qualche anno, decidono di vivere insieme.
La convivenza non è facile, i caratteri sono diversi, gli interessi pure e non sempre è facile trovare punti di contatto. Le litigate non mancano ma l'amore è ancora forte. Passa un anno e i due giovani continuano a vivere le loro vite tra alti e bassi. Tra le loro amicizie c'è una coppia, che spesso condivide con loro fine settimana, cene, passeggiate. Sono Luca, collega ed amico di Mirko, e la sua compagna Francesca.
Tutto bene: buon affiatamento, rapporti di sincera amicizia. Ma negli ultimi templi Laura percepisce piccoli segnali che la preoccupano. Niente di grave per carità, a volte uno sguardo di troppo tra Mirko e Francesca, una risata complice, un complimento, un abbraccio appena appena più lungo fanno scatenare quella preoccupazione che la fa star male. Mettici anche il fatto che è dovuta tornare in campagna a casa dei suoi genitori per qualche giorno e che Mirco è rimasto da solo in città... la situazione è precipitata. La telefonata di stasera l'ha veramente allarmata. Cosa fare?
- Domani sera torno in città e chiarisco tutto, non posso vivere con il pensiero che fra quei due stia nascendo qualcosa che va oltre l'amicizia - pensa Laura.
Intanto, in città, Mirko è solo. È uscito dal lavoro da poco, ha risposto a Laura un po' scocciato... era la quarta chiamata della giornata e non riesce a capire cosa le succeda.
- È diventata insistente, anzi assillante: che stia diventando gelosa? Ma perché? non mi sembra di essere diverso dal solito - pensa Mirko.
Mentre rimugina tra sé questi pensieri, squilla di nuovo il cellulare e Mirko ha un moto di fastidio.
- Cosa vuole ancora? Non ci siamo già salutati?
Prende il telefono con l'intenzione di rifiutare la chiamata quando vede apparire il nome di Francesca 
sullo schermo.
- Ciao Fancesca! Che piacevole sorpresa!-p
-Ciao Mirko, so che Laura è fuori città. Sarai triste e solo. Che ne dici di un aperitivo e due chiacchiere?
Mirko non ci pensa molto ed accetta l'invito. Dopo una mezz'ora i due amici si incontrano in un bar, Francesca abbraccia calorosamente Mirko (anche troppo calorosamente, pensa lui), si avvia verso un angolo appartato e si accomoda sul divanetto a due posti. Mirko non sa se stare al gioco o tirarsi indietro subito. Francesca è una bella ragazza, le piace essere al centro dell'attenzione, essere corteggiata e Mirko si rende conto di essere diventato l'oggetto delle sue attenzioni. Non è facile desistere e qualche volta la tentazione di lasciarsi andare ci sarebbe, tanto più che Laura è lontana ed anche indisponente negli ultimi tempi.
Nonostante tutti gli escamotage messi in atto da Francesca per sedurlo,  Mirko non si lascia coinvolgere più di tanto. Nella mente gli frulla insistentemente un pensiero. Che Laura si sia accorta prima di lui degli atteggiamenti dell'amica e che si stia preoccupando?
Mirko beve il suo aperitivo, si rivolge a Francesca e le dice a chiare note che non è disponibile ad allacciare storie e che se ha dato adito a fraintendimenti ne è dispiaciuto. Laura è l'amore della sua vita. Il pensiero di tradirla non gli è mai passato per la testa. Per cui Francesca si metta l'animo in pace e amici come prima, anzi no, ognuno per la sua strada.
Molla Francesca al bar, torna a casa velocemente, prepara la sua ventiquattr'ore, afferra le chiavi della macchina e via verso la campagna. È mezzanotte quando raggiunge la casa dei suoceri. Laura è in camera, ma ancora non riesce a dormire, è inquieta ansiosa, preoccupata. Sente il rombo di un'auto che risale il vialetto e si chiede chi puo' essere a quell'ora. Affacciata alla finestra rimane immobile quando sente chiamare il suo nome da quella voce inconfondibile che ama infinitamente. Scende veloce le scale e si precipita in giardino dove l'abbraccio di Mirko la accoglie sotto quel  magico cielo, testimone della loro storia d'amore, che solo qualche ora prima l'aveva vista piangere tristi lacrime.
Eccoli ancora insieme!
Mariella



🌺
Elena
Nacque una bambina... non desiderata dalla madre. Il padre disse che, invece, la voleva, anche se avrebbe preferito fosse nato un maschio, ma per motivi di lavoro e per mentalità maschile di quell'epoca, era poco, pochissimo il tempo in cui lui era a casa.
La bambina cresceva e il grande desiderio di essere amata la rendeva gentile, operosa, sempre sorridente e disponibile per tutti! Cresceva e, amando lo studio, sognava... 
Affrontava con impegno tutte le difficoltà di una vita non agiata. Frequentò fino al Liceo,
ma poi, i soldi per l'Università non c'erano e bisognò andare a lavorare!
Si tuffò nell'attività con il solito atteggiamento che le era proprio: dare il meglio di sé sia nel lavoro che nei rapporti umani, ma ben presto si accorse della malignità, dell'invidia e della rivalità che serpeggiava fra le colleghe.
Allora capì che, per provare qualcosa di gratificante, dovesse ancor più concentrarsi sul far bene, anzi... benissimo, il suo lavoro.
Con l'andar del tempo, il Capo Reparto notò la sua bravura e relazionò al Direttore della Fabbrica.
Intanto, Elena fantasticava e, fra l'altro, rimuginava sul suo nome e su chi, nella storia, più famosa di lei, si chiamava così! La sua mente costruiva "romanzi" in cui lei... si rifugiava per darsi consolazione.
Si intensificò, intanto, l'attenzione del Direttore su questa ragazza carina, giovane, volitiva e capace di ridere in modo così contagioso, che metteva gioia anche ai più cupi burocrati della fabbrica. 
Avvicinamento su avvicinamento... scattò quello che ufficialmente viene chiamato "amore" e... si sposarono. Una vita piena di sogni, di aspettative e qualche sprazzo di felicità che faceva ben presagire. Ma... solo lei viveva così, questa nuova fase di vita.
Qualche ombra all'orizzonte si affacciava, ma lei ci passava sopra, pensando che fosse legata soltanto a quel momento contingente o magari era anche... proprio per colpa sua.
Un giorno, c'era una festa da ballo, dove partecipavano tutti i Dirigenti con le mogli. Così, anche suo marito fu costretto a portare lei.
Si mise i tacchi più alti che aveva per far fare più figura a lui che era alto e bello, mentre lei era bassa, ma molto vistosa nel suo proporzionato corpo che... non passava inosservata!
Tutti fecero i complimenti al marito per la bella moglie che aveva e che vedevano per la prima volta!
Qualche sospetto iniziò ad insinuarsi nell'ingenua sposa, che cominciò a domandarsi se qualche altra festa, bella come quella fosse stata fatta, ma a lei era stato detto soltanto, che il marito sarebbe uscito per una riunione di lavoro e sarebbe tornato tardi. 
Intanto tre anni prima, era nato un bambino e, come tutte le mamme, anche lei aveva dato tutta se stessa con divertimento e creatività, mettendo a buon frutto la sua capacità di amare e tutte le doti organizzative di cui era dotata.
Al primo posto era lui, ma una persona così talentuosa sapeva dare il giusto tempo al marito ed anche dedicare spazio alla cura dei genitori.
Era la fiducia nel bene che la sorreggeva e non le faceva sentire la fatica, però cominciava a percepire certe manchevolezze alle quali prima non faceva poco caso e passava oltre!
Era lei che gestiva la casa, il figlio, la spesa... ma i soldi, a volte, scarseggiavano... e lei, ingegnosa com'era, rimediava, andando al mercato per comprare "a sconto" o cucinando cose buone, anche con modeste disponibilità!
In seguito, lo Stato aveva deciso di privatizzare le abitazioni. Quindi si presentò l'opportunità di acquistare l'appartamento dove abitavano. Poiché i soldi non erano abbastanza, ci fu la necessità di fare un mutuo. Fino ad allora, il suo grado di fiducia era tale da farla pensare che, come lei, anche lui avesse a cuore l'economia familiare.
A quel punto, un'altra ombra si affacciò all'orizzonte della mente di Elena, che cominciò a domandarsi come mai lui non la rendeva partecipe della contabilità dell'alto stipendio! Ma... tirava avanti per non essere causa di dissidi familiari con domande, ai suoi occhi, indiscrete, quando invece erano... più che legittime!
Quando il figlio giunse ai diciotto anni, lui non voleva che prendesse la patente. Lei sì! Il ragazzo, pure!
Non so perché quando una madre combatte non per sé, ma per un figlio, gli "occhi della consapevolezza" si aprono! E l'occasione fu ancora più palese quando dopo il liceo il figlio avrebbe dovuto andare all'università. Non c'erano i soldi! Ma una madre non molla mai... al punto di cambiare NAZIONE e assicurarsi una paga dignitosa - anche se con un lavoro umile - che le permettesse di mantenere il figlio agli studi, pagare la rata del mutuo e passare un sussidio ai genitori che nel frattempo erano invecchiati. Provvedeva praticamente a tutto... con la sua vita di sacrificio.
Intanto il figlio aveva conseguito la laurea e aveva deciso di trasferirsi all'estero per trovare un lavoro remunerativo.
Lei continuava a provvedere... fino all'amara scoperta del perché lui, non solo non aveva soldi, ma aveva pure debiti! Quei risparmi che lei inviava credendo che si accumutassero in banca, andavano invece a tamponare i buchi dei debiti e gli sprechi di lui che era fin dall'inizio ludopatico, senza che lei si fosse mai accorta di nulla!
La normale fiducia nella vita e nella persona, a volte, è un'arma a doppio taglio che può far tanto male. Il sentirsi ingannati... ancor di più, ma la vita poi presenta il conto.
La speranza non muore mai. Ogni anno, per Natale, Elena aveva iniziato a concedersi un appiglio per sé: comprava un solo biglietto della lotteria di capodanno, sperando che le portasse fortuna. Consapevole che erano soldi buttati via, certamente! Ma era una pochezza, in confronto a quelli sprecati dalla persona con cui aveva messo su famiglia con tanti sogni e naturali aspettative. Chissà che la vita le volesse donare una vincita, tale da poter, in parte, ripagarla del suo buon cuore.
Ma incapace di restituire il male, sono convinta che se la fortuna avesse voluto che accadesse, lei avrebbe provveduto a far avere a lui una vita per il giusto necessario e avrebbe tenuto per sé quella minuzia per vivere dignitosamente, in maniera "risparmiosa" e parsimoniosa come aveva sempre vissuto.
Dio lo avesse voluto!
L'andar della vita ha voluto premiare la sua capacità di non odiare e la sua tenace volontà di voler credere e avere fiducia.
Non ha avuto una vincita miracolosa, ma le è stata lasciata in eredità una casa e una somma di denaro dalla coppia che ha custodito con dedizione e sincera amorevolezza fin quasi alla centenaria loro età.                
Assuntina
 


 🌺
Serena
La via sulla collina saliva dolcemente fino a raggiungere il piccolo paese antico dove Serena tornava, finita la scuola, ogni giorno all'ora di pranzo.
Alla stessa ora, ogni giorno, un giovane compaesano scendeva accompagnato dal suo asinello che portava due sacchi di farina sulla groppa.
I giovani al momento dell'incontro si salutavano, ma non sapevano assolutamente i nomi uno dell'altro. Serena lo aveva incontrato sempre e solo sulla strada che saliva verso il paese ed era molto incuriosita, ma le mancava il coraggio di fermare il ragazzo e chiedere, "scorrettamente" secondo lei, come si chiamasse.
La fortuna volle che un giorno fosse il ragazzo ad essere incuriosito e le rivolgesse la parola mettendo in agitazione il cuore di Serena.
"Ciao, mi chiamo Alberto, tu chi sei? Non ti vedo mai su in paese, ma solo in questo punto della strada, da dove vieni? Da scuola? Io ritorno verso la mia campagna dopo essere stato al mulino lassù a portare il grano a macinare. Vedi che bei sacchi che mi riporto a casa? Io abito in quel campo laggiù dove vedi la casa colonica bianca. Se ti farà piacere, potremo vederci qualche volta. Cosa fai il sabato pomeriggio e la domenica?"
" Rimango a casa." rispose Serena.".
" Bene - disse Alberto - se ti fa piacere verrò a trovarti, così potremo chiacchierare un po''.".
Arrivò il sabato pomeriggio e Serena era agitata al pensiero di rivedere quel bel ragazzo che si presentò molto elegante insieme ad un'altra ragazza anche lei molto bella. 
Inutile dire che il cuore di Serena si gelò e pensò: "Io questo tipo non lo voglio proprio più vedere. Questo Alberto ha il coraggio di venire a trovare me accompagnato da un'altra ragazza... devo dedurre che proprio non é serio. Pazienza, credevo di aver trovato un amore, invece ho trovato il solito traditore.".
Affranta, tornò a casa col cuore spezzato evitando di incontrarlo.
Tornò il giorno di scuola e Serena ripeté il solito percorso per il ritorno a casa, ma si accorse che ad accompagnare l'asinello non c'era Alberto, ma la bella ragazza che aveva visto in sua compagnia su al paese nel giorno di festa. La ragazza si fermò e le sorrise, mentre Serena aveva deciso di non fermarsi, anzi aveva allungato il passo per non incontrare direttamente la ragazza. Si sentì chiamare dalla ragazza e quindi si trovò costretta a girarsi.
Sorridente, la ragazza le disse: " Come mai, Serena,  sabato quando siamo saliti al paese hai fatto finta di non vederci? Capisco che tu non sappia chi io sia, ma Alberto era venuto su in collina al paese proprio per te e per farti conoscere me che sono sua sorella... E' rimasto molto male quando ha visto la tua indifferenza nei suoi riguardi, credimi Alberto è molto innamorato di te e quindi ora é anche in uno stato depressivo impressionante, non riesce ad alzarsi dal letto pensando di averti persa per sempre.".
Serena prese atto di quanto era accaduto e in pochi secondi pensò di aver fatto una figura orribile nei confronti del ragazzo che tanto le faceva battere il cuore:
Pensò immediatamente a come avrebbe potuto porre rimedio ad una situazione così spiacevole: si girò di scatto, cambiando direzione e si mise a scendere correndo verso la casa di quel povero ragazzo che stava soffrendo, tanto veloce, che nemmeno l'asinello con i due sacchi riusciva a starle dietro. 
Arrivò alla casa colonica e cominciò a gridare: "Alberto, Alberto, perdonami se puoi.. C'è stato un fraintendimento, ho pensato che volessi farmi ingelosire venendo a trovarmi accompagnato da quella bella ragazza, che ho scoperto essere tua sorella e che devo ringraziare per avermi aperto gli occhi velati dalla gelosia.".
Un abbraccio amoroso concluse l'equivoco che proseguì con una grande storia di vita tra i due ragazzi che si amarono fino alla vecchiaia con grande rispetto e devozione.
Lauretta 



🌺

Marilù
Erano giornate afose, di tanta calura, in quell'estate di una pianura dell'entroterra della regione del nord, in cui viveva Marilù.
La giovane donna bruna, di bell'aspetto, era piena di iniziative per trascorrere quelle giornate libere da impegni di studio e di lavoro.
Le trascorreva leggendo di tutto: dai libri di studi, di ricerca, ai fumetti di ogni genere, ai fotoromanzi, in particolare romanzi al femminile, in rosa. In varie ore del giorno si sedeva all'ombra di alberi di acacie, contornate da pioppi e gelsi, per leggere e chiacchierare con i ragazzi della sua età vicini di casa. Ogni tanto per rinfrescarsi, a turno, si recavano alla baracchina dei gelati nella piazzetta vicina e prendevano gelati per ognuno di loro.
In quella estate Marilù leggeva soprattutto romanzi di avventure amorose che si ambientavano nei mari del sud. A lei piaceva tanto il mare, sognava di poterci vivere. Dopo poco tempo da quell'estate, in autunno, si trasferì con la propria famiglia in una città di mare, felice pur non essendo quella sognata. I personaggi dei romanzi avevano stimolato tanto la sua fantasia, bene comunque. 
Un giorno in riva al mare la ragazza ormai signorina avvenente era presa dal gioco della pallavolo con una sua amica e non si era accorta di una figura che girava intorno a loro in modo da attirare l'attenzione, soprattutto la sua. L'attenzione avvenne quando un giorno quel giovane baldanzoso, facendosi coraggio, offrì un gelato ad ambedue le ragazze. Malandrino il gelato! Risultò una passione comune soprattutto per lei, che continuò poi ad accettare quei gelati.
Una volta, due e poi si rese conto di quanto fosse piacevole accettare quelle frescure, seguite da conversazioni per approfondire la loro conoscenza. Lei, ragazza del nord, da quando era arrivata in quella città, era diventata ambita da tanti. Avrebbero voluto essere al posto di Franco, quello era il nome di quel giovane, anche lui ambito dal genere femminile perché era un insegnante di origini del nord Italia. Aveva praticato vari sport tra cui nuoto e canottaggio per cui era abbastanza conosciuto in quell'ambiente. Accadde poi che piano piano, per seguire lei, lasciò il gruppetto di ragazze, insegnanti anche loro, per dedicarsi con più tenacia a questa ragazza nuova dell'ambiente, poco conosciuta, che stava molto sulle sue non dando confidenza e restia a stare col gruppo di ragazze.
Marilù andava in spiaggia nell'intervallo di lavoro, poiché era impegnata tutto il giorno. La fortuna era quella di abitare proprio là non lontano dalla spiaggia, bastava attraversare la strada ed eccola arrivata.
Sembrava che in quell'estate potesse nascere una storia, ma a lei lui non interessava poi tanto. Finalmente viveva in un luogo quasi simile a quello dei suoi sogni, era ammirata e stimata nei vari ambienti che frequentava, in più aveva mire di fare una carriera di lavoro di un certo livello. Ecco invece che Sigfrido, il folletto, ci mise lo zampino. Dopo alcuni mesi Franco prende il coraggio a due mani, Marilù è tosta è difficile da attaccare, e si dichiara nelle sue intenzioni di voler intraprendere un percorso di vita insieme a lei. 
Sembrerebbe quasi una favola, solo che dopo pochi giorni Franco accetta un lavoro lontano da lei. I tempi per conoscersi diventano poca cosa. Si vedono solo negli intervalli del lavoro di lui. Poi la lontananza non piace. Non è mai stata favorevole per questa situazione. Nonostante in passato situazioni come questa non erano state mai accettate, la ragazza accetta questa prova.
Non era facile ritrovarsi, ad ogni incontro vivevano delle difficoltà di vario genere, a volte anche a causa delle proprie famiglie. Addirittura qualcuno tentò di mettere in cattiva luce la figura del ragazzo, facendolo passare per un fanfarone. Queste persone non riuscivano ad accettare come lui avesse potuto arrivare a quel traguardo di lavoro ed affettivo. Tutto questo ha fatto sì che dopo poco tempo la decisione di convolare a nozze sia stata presa senza pensarci troppo. Poiché  la ragazza aveva ricevuto varie offerte vantaggiose oltre che di lavoro, anche di affetti personali che non aveva accettato, conoscendosi, lei decise: ora o mai più.
Così, convolarono a nozze e ĺasciarono anche la città per nuove avventure di vita.
Vissero felici e contenti? Chissà chi lo sa, chi vivrà poi vedrà, così si dice ancora da quelle parti.
Maddalena

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