Il romanzo rosa
Il romanzo rosa
è un genere letterario,
che si organizza
in una storia semplice,
in cui protagonista è
l'amore.
Fa leva
sul desiderio d'amore
del lettore
e sulla necessità interiore
di risolvere
problemi e
tensioni.
Il romanzo rosa
ha una struttura simile a quella
della fiaba,
in cui c'è un protagonista,
un antagonista,
un eroe o un'eroina.
Antagonista
può essere anche un fatto,
un comportamento
o qualcosa che accade,
che ostacola il personaggio principale,
che poi comunque viene risolto.
Ha sempre un
lieto fine.
Il genere letterario
si sviluppa intorno
all'inizio dell'Ottocento
con autori come
Jane Austen
e viene detto anche
romance.
Nel
Novecento
troviamo scrittrici italiane come
Liala, Luciana Peverelli,
Sveva Casati Modignani.
E chi non ricorda
la famosa collana di
Harmony?
I romanzi rosa
sono frequentati prevalentemente
da donne
ed anche le autrici
sono generalmente
donne.
Vi va
di provare a scrivere un
racconto rosa?
Chi inizia?
🌺
Book Bar
Book Bar
Lucia frequentava quel Book Bar ogni mattina, non tanto per il cappuccino, quanto per il profumo dei libri antichi che proveniva dalla libreria nel soppalco. Lorenzo, il libraio, la osservava sempre incantato dal modo delicato in cui lei sfogliava i testi.
Un giorno, un acquazzone improvviso costrinse Lucia a rifugiarsi nel Book Bar. Lorenzo, con un sorriso timido, le offrì una bella cioccolata calda e un vecchio volume di poesie.
Lisa, la sua socia in affari e sua “innamorata” storica, cercò in tutti i modi di non lascarli soli, ma non ci riuscì. Infatti, dietro a Lucia, entrò anche un mare di turisti per ripararsi dal temporale.
Da quel momento per Lucia e Lorenzo fu l'inizio di una storia scritta tra pagine ingiallite e sguardi complici, trasformando la routine in un incanto.
Monica
🌺
Lia
Lia finì velocemente di mettersi il mascara. Andava di gran fretta ed aveva poca voglia di impegnarsi ad essere bella.
Accidenti! Era ingrassata ben due chili e... a Teo questo non piaceva affatto. Doveva stare più attenta!
Ora, però, era necessario rimanere concentrata. Infatti si doveva sbrigare: doveva uscire a controllare, perché era assolutamente necessario scoprire cosa bollisse in pentola.
Sì, doveva sapere la verità. Le si stringeva il cuore al sol pensiero. Le faceva già male la testa a furia di pensare.
Anche se si erano sposati giovani, belli come il sole e pieni di passione, adesso lui correva la cavallina con ogni ragazza che le capitava a tiro, meglio ancora con quelle giovanissime. Classico, no? Lui il professore, loro le allieve infatuate.
Dalla finestra aperta Lia osservò pensierosa la folla multicolore passeggiare sul lungomare. Come tutte le sere d'estate i villeggianti, e non solo, si stavano riversando fuori dalle case e dagli alberghi alla ricerca della brezza notturna, che dava un po' di sollievo dal caldo torrido del giorno. Sembrava un torrente in piena.
Teo ovviamente era già uscito... del resto il loro era un accordo in qualche modo siglato dall'essere entrambi di vedute ampie e moderne, più lui che lei in verità... Era diventato ormai un rapporto aperto il loro?
Una fitta al cuore la riportò alla realtà.
Lia chiuse il mascara in tutta fretta e ingoiò a vuoto con un moto di profondo dolore.
"Mamma, esci, pure tu? Allora vengo anch'io." chiese poco convinta Eli, la sua bimba, che si era nel frattempo avvicinata silenziosa.
"No, tu no. Vai dalla nonna! Io ho da fare.".
"Già... tu hai sempre da fare.".
In quella Eli si girò e scappò via come un razzo, ma non una lacrima uscì dai suoi occhi.
La nonna, in cucina, l'accolse con un sorriso e la strinse a sé con dolcezza.
Vanina
(continua)
🌺
Annabella
Lui se ne sta seduto in sala d’attesa. Aspetta il treno che lo condurrà a Innsbruck dove vive suo figlio. Da tempo é rimasto da solo e pian piano si é chiuso in se stesso. Non gli piace leggere per cui, per passare quel tempo d’attesa nel modo migliore, ha deciso di chiamare un paio di amici che si trovano a Corfù per una piacevole vacanza. Le solite chiacchiere, i soliti banali scherzi ma infondo la vita è fatta anche di questo. E poi, per alleggerire le sue preoccupazioni nonché la noia di una vita ripetitiva e da solo, ciò costituisce per lui un buon rimedio.
Nel contempo gli si siede accanto una signora poco affascinante, quasi insipida dall’aspetto e piccola di statura, che però gli ha gentilmente chiesto il permesso prima di sederglisi accanto.
Lui, sorpreso da tanto scrupolo, si limita a fare un cenno assertivo con la testa. Non ha voglia di parlare con persone che non conosce già.
- Buongiorno! - dice lei - Sono Annabella. Il mio treno è in ritardo. Io viaggio per diletto e devo dire che con questi treni succede spesso. Ormai mi sono abituata a pensare che la vacanza sta anche nel viaggio e di conseguenza pure nell’attesa. Come vede in sala d’attesa si possono incontrare persone per scambiare quattro chiacchiere. Non trova?
- Ah, sì. Certo.
- Mmmm... non mi trova invadente, vero? Non é mia intenzione disturbarla. Piuttosto vorrei rendere piacevole l’attesa.
- Ah, sì. Certo.
- Ma... ma lei non mi ha detto come si chiama o se è felicemente sposato, quindi mi scuso e mi cheto.
- Ah, no. Sono io che mi debbo scusare. Non c’è davvero nulla di male in questo. Fra l’altro non ho nulla da nascondere. Io sono Otello, non sono felicemente sposato, anzi, lo sono stato, sposato dico, ma non ha funzionato e ora sto andando a Innsbruck da mio figlio.
- Anche lei allora fa parte dell’esercito dei single! - dice velocemente Annabella.
- Ah,sì. Certo. – risponde Otello.
La sua ex gli aveva chiesto il divorzio. D’altronde lei non era fatta per vivere in campagna. Nonostante provasse gusto nell’indossare dei bei grandi cappelli di paglia e adoperasse volentieri il suo kit da giardinaggio, non era riuscita a farsi bastare una vita semplice. Lei amava il mare, le gite in motoscafo e in barca a vela. Insomma era una persona che voleva molto di più dalla vita.
- Ah, bene! Io invece non ho una meta ben precisa per cui, se non le dispiace, potremmo farci compagnia durante il viaggio.-
Otello pensa che tutto sommato, quella tipa così strana può rivelarsi interessante da ascoltare. Con i viaggi che fa avrà molto da raccontare. Inoltre parla anche per lui!
In realtà lui non sa che lei sta scappando dal suo compagno. Lo ha sopportato per circa venti anni, fino a che i loro figli fossero diventati grandi. Avrebbero meglio reagito al colpo.
Il compagno di Annabella era un tipo egoista, mai un pensiero gentile per lei, sempre solo pretese e sfuriate, ma ora era giunto il momento di darci un taglio. Si era proprio stufata.
In un attimo ha preparato la valigia e via, per una destinazione ignota.
- Non sono mai stata a Innsbruck - dice sorridendo Annabella rivolgendosi a Otello – Nel caso che decidessi di restare per un po', chissà, potremmo sentirci per scambiare ancora quattro chiacchiere o magari vederci anche soltanto per un caffè. Saprà che là fanno dei dolci favolosi e pure gradevolissimi all’occhio. Ho visto foto di belle vetrine cariche di dolciumi ma, capirà, non sto andando là solo per quello.- dice divertita Annabella.
- Ah,sì. Certo.
Otello non ha argomenti per rispondere a quella donna così loquace, ma non vuole risultare scortese o scostante quindi, per rimediare, si azzarda a lasciarle il suo numero di telefono. Perché no? Ha smosso il suo carattere introverso e si ripropone di conoscerla meglio.
Annabella lo ringrazia.
Entrambi non chiedono altro che aprirsi al mondo per ricominciare a vivere, anche se non felicemente, quantomeno serenamente.
- Pronto, sono Annabella...
Nel contempo gli si siede accanto una signora poco affascinante, quasi insipida dall’aspetto e piccola di statura, che però gli ha gentilmente chiesto il permesso prima di sederglisi accanto.
Lui, sorpreso da tanto scrupolo, si limita a fare un cenno assertivo con la testa. Non ha voglia di parlare con persone che non conosce già.
- Buongiorno! - dice lei - Sono Annabella. Il mio treno è in ritardo. Io viaggio per diletto e devo dire che con questi treni succede spesso. Ormai mi sono abituata a pensare che la vacanza sta anche nel viaggio e di conseguenza pure nell’attesa. Come vede in sala d’attesa si possono incontrare persone per scambiare quattro chiacchiere. Non trova?
- Ah, sì. Certo.
- Mmmm... non mi trova invadente, vero? Non é mia intenzione disturbarla. Piuttosto vorrei rendere piacevole l’attesa.
- Ah, sì. Certo.
- Ma... ma lei non mi ha detto come si chiama o se è felicemente sposato, quindi mi scuso e mi cheto.
- Ah, no. Sono io che mi debbo scusare. Non c’è davvero nulla di male in questo. Fra l’altro non ho nulla da nascondere. Io sono Otello, non sono felicemente sposato, anzi, lo sono stato, sposato dico, ma non ha funzionato e ora sto andando a Innsbruck da mio figlio.
- Anche lei allora fa parte dell’esercito dei single! - dice velocemente Annabella.
- Ah,sì. Certo. – risponde Otello.
La sua ex gli aveva chiesto il divorzio. D’altronde lei non era fatta per vivere in campagna. Nonostante provasse gusto nell’indossare dei bei grandi cappelli di paglia e adoperasse volentieri il suo kit da giardinaggio, non era riuscita a farsi bastare una vita semplice. Lei amava il mare, le gite in motoscafo e in barca a vela. Insomma era una persona che voleva molto di più dalla vita.
- Ah, bene! Io invece non ho una meta ben precisa per cui, se non le dispiace, potremmo farci compagnia durante il viaggio.-
Otello pensa che tutto sommato, quella tipa così strana può rivelarsi interessante da ascoltare. Con i viaggi che fa avrà molto da raccontare. Inoltre parla anche per lui!
In realtà lui non sa che lei sta scappando dal suo compagno. Lo ha sopportato per circa venti anni, fino a che i loro figli fossero diventati grandi. Avrebbero meglio reagito al colpo.
Il compagno di Annabella era un tipo egoista, mai un pensiero gentile per lei, sempre solo pretese e sfuriate, ma ora era giunto il momento di darci un taglio. Si era proprio stufata.
In un attimo ha preparato la valigia e via, per una destinazione ignota.
- Non sono mai stata a Innsbruck - dice sorridendo Annabella rivolgendosi a Otello – Nel caso che decidessi di restare per un po', chissà, potremmo sentirci per scambiare ancora quattro chiacchiere o magari vederci anche soltanto per un caffè. Saprà che là fanno dei dolci favolosi e pure gradevolissimi all’occhio. Ho visto foto di belle vetrine cariche di dolciumi ma, capirà, non sto andando là solo per quello.- dice divertita Annabella.
- Ah,sì. Certo.
Otello non ha argomenti per rispondere a quella donna così loquace, ma non vuole risultare scortese o scostante quindi, per rimediare, si azzarda a lasciarle il suo numero di telefono. Perché no? Ha smosso il suo carattere introverso e si ripropone di conoscerla meglio.
Annabella lo ringrazia.
Entrambi non chiedono altro che aprirsi al mondo per ricominciare a vivere, anche se non felicemente, quantomeno serenamente.
- Pronto, sono Annabella...
Claudia
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All'orto botanico
Era un giorno pieno di sole e, facendo la mia solita passeggiata, mi sono trovata a entrare in un giardino botanico e floreale magnifico.
Strada facendo mi sono trovata con due innamorati seduti su una panchina, che mi ha fatto molto piacere vedere. Erano tutti stretti stretti. Non riuscivo a vederli bene, però in quell'Eden questo ci stava. Vedevo che si sussurravano delle parole. Sentivo qualcosa, parole dolci dette con tanto amore.
Mi sembrava di essere tornata ai fotoromanzi che mi hanno fatto tanto sognare un tempo. Essendo di spalle, non li vedevo proprio bene, ma tutto questo amore mi incuriosì.
Allora mi sono avviata con curiosità per poterli osservare meglio.
Mi avvicinai con la scusa di salutarli per farli ruotare e fargli i complimenti per questo romanzo d'amore.
Quando sono arrivata lì, mi sono avvicinata con una scusa: chiedere l'ora.
Indovinate un po' cosa è accaduto quando mi sono trovata vicina. Mi sono accorta che erano due persone molto molto grandi, diciamo anziane va!
Quindi la scoperta mi ha fatto ancora più sognare.
Che bel fotoromanzo sarebbe questo! Proprio da favola.
Alba
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Laura e Mirko
Quanto tempo è passato da allora? Anche oggi è una bella serata di giugno. Laura esce in giardino e rimane incantata davanti allo spettacolo di quei punti luminosi e della falce di luna che illuminano il cielo. Volge gli occhi in alto, ma le lacrime scendono lentamente senza che riesca a fermarle. Ha cercato più volte di telefonare a Mirko e finalmente è riuscita a parlargli, ma lo ha sentito molto distante, quasi infastidito. Eppure, nel tempo, la loro storia è stata bella. Erano giovanissimi quando si sono conosciuti: quindici anni lei e diciotto lui. Erano in vacanza all'isola d'Elba. Lei con la famiglia, lui con un gruppo di amici.
Un falò sulla spiaggia, uno sguardo furtivo, due mani che si sfiorano, la luna e le stelle sopra di loro: ecco l'incanto. Gli sguardi si cercano e non si lasciano più. Laura torna a casa come se viaggiasse sulle nuvole. Mirko pensa a quanto le piace quella ragazzina e quanto vorrebbe conoscerla meglio. Passano i giorni e i due ragazzi trovano sempre il modo di incontrarsi, di parlare, di scambiarsi il numero di telefono. La loro storia decolla e dura nel tempo. Abitano nella stessa città e continuano a vedersi, si fidanzano e, dopo qualche anno, decidono di vivere insieme.
La convivenza non è facile, i caratteri sono diversi, gli interessi pure e non sempre è facile trovare punti di contatto. Le litigate non mancano ma l'amore è ancora forte. Passa un anno e i due giovani continuano a vivere le loro vite tra alti e bassi. Tra le loro amicizie c'è una coppia, che spesso condivide con loro fine settimana, cene, passeggiate. Sono Luca, collega ed amico di Mirko, e la sua compagna Francesca.
Tutto bene: buon affiatamento, rapporti di sincera amicizia. Ma negli ultimi templi Laura percepisce piccoli segnali che la preoccupano. Niente di grave per carità, a volte uno sguardo di troppo tra Mirko e Francesca, una risata complice, un complimento, un abbraccio appena appena più lungo fanno scatenare quella preoccupazione che la fa star male. Mettici anche il fatto che è dovuta tornare in campagna a casa dei suoi genitori per qualche giorno e che Mirco è rimasto da solo in città... la situazione è precipitata. La telefonata di stasera l'ha veramente allarmata. Cosa fare?
- Domani sera torno in città e chiarisco tutto, non posso vivere con il pensiero che fra quei due stia nascendo qualcosa che va oltre l'amicizia - pensa Laura.
Intanto, in città, Mirko è solo. È uscito dal lavoro da poco, ha risposto a Laura un po' scocciato... era la quarta chiamata della giornata e non riesce a capire cosa le succeda.
- È diventata insistente, anzi assillante: che stia diventando gelosa? Ma perché? non mi sembra di essere diverso dal solito - pensa Mirko.
Mentre rimugina tra sé questi pensieri, squilla di nuovo il cellulare e Mirko ha un moto di fastidio.
- Cosa vuole ancora? Non ci siamo già salutati?
Prende il telefono con l'intenzione di rifiutare la chiamata quando vede apparire il nome di Francesca sullo schermo.
Un falò sulla spiaggia, uno sguardo furtivo, due mani che si sfiorano, la luna e le stelle sopra di loro: ecco l'incanto. Gli sguardi si cercano e non si lasciano più. Laura torna a casa come se viaggiasse sulle nuvole. Mirko pensa a quanto le piace quella ragazzina e quanto vorrebbe conoscerla meglio. Passano i giorni e i due ragazzi trovano sempre il modo di incontrarsi, di parlare, di scambiarsi il numero di telefono. La loro storia decolla e dura nel tempo. Abitano nella stessa città e continuano a vedersi, si fidanzano e, dopo qualche anno, decidono di vivere insieme.
La convivenza non è facile, i caratteri sono diversi, gli interessi pure e non sempre è facile trovare punti di contatto. Le litigate non mancano ma l'amore è ancora forte. Passa un anno e i due giovani continuano a vivere le loro vite tra alti e bassi. Tra le loro amicizie c'è una coppia, che spesso condivide con loro fine settimana, cene, passeggiate. Sono Luca, collega ed amico di Mirko, e la sua compagna Francesca.
Tutto bene: buon affiatamento, rapporti di sincera amicizia. Ma negli ultimi templi Laura percepisce piccoli segnali che la preoccupano. Niente di grave per carità, a volte uno sguardo di troppo tra Mirko e Francesca, una risata complice, un complimento, un abbraccio appena appena più lungo fanno scatenare quella preoccupazione che la fa star male. Mettici anche il fatto che è dovuta tornare in campagna a casa dei suoi genitori per qualche giorno e che Mirco è rimasto da solo in città... la situazione è precipitata. La telefonata di stasera l'ha veramente allarmata. Cosa fare?
- Domani sera torno in città e chiarisco tutto, non posso vivere con il pensiero che fra quei due stia nascendo qualcosa che va oltre l'amicizia - pensa Laura.
Intanto, in città, Mirko è solo. È uscito dal lavoro da poco, ha risposto a Laura un po' scocciato... era la quarta chiamata della giornata e non riesce a capire cosa le succeda.
- È diventata insistente, anzi assillante: che stia diventando gelosa? Ma perché? non mi sembra di essere diverso dal solito - pensa Mirko.
Mentre rimugina tra sé questi pensieri, squilla di nuovo il cellulare e Mirko ha un moto di fastidio.
- Cosa vuole ancora? Non ci siamo già salutati?
Prende il telefono con l'intenzione di rifiutare la chiamata quando vede apparire il nome di Francesca sullo schermo.
- Ciao Fancesca! Che piacevole sorpresa!-p
-Ciao Mirko, so che Laura è fuori città. Sarai triste e solo. Che ne dici di un aperitivo e due chiacchiere?
Mirko non ci pensa molto ed accetta l'invito. Dopo una mezz'ora i due amici si incontrano in un bar, Francesca abbraccia calorosamente Mirko (anche troppo calorosamente, pensa lui), si avvia verso un angolo appartato e si accomoda sul divanetto a due posti. Mirko non sa se stare al gioco o tirarsi indietro subito. Francesca è una bella ragazza, le piace essere al centro dell'attenzione, essere corteggiata e Mirko si rende conto di essere diventato l'oggetto delle sue attenzioni. Non è facile desistere e qualche volta la tentazione di lasciarsi andare ci sarebbe, tanto più che Laura è lontana ed anche indisponente negli ultimi tempi.
Nonostante tutti gli escamotage messi in atto da Francesca per sedurlo, Mirko non si lascia coinvolgere più di tanto. Nella mente gli frulla insistentemente un pensiero. Che Laura si sia accorta prima di lui degli atteggiamenti dell'amica e che si stia preoccupando?
Mirko beve il suo aperitivo, si rivolge a Francesca e le dice a chiare note che non è disponibile ad allacciare storie e che se ha dato adito a fraintendimenti ne è dispiaciuto. Laura è l'amore della sua vita. Il pensiero di tradirla non gli è mai passato per la testa. Per cui Francesca si metta l'animo in pace e amici come prima, anzi no, ognuno per la sua strada.
Molla Francesca al bar, torna a casa velocemente, prepara la sua ventiquattr'ore, afferra le chiavi della macchina e via verso la campagna. È mezzanotte quando raggiunge la casa dei suoceri. Laura è in camera, ma ancora non riesce a dormire, è inquieta ansiosa, preoccupata. Sente il rombo di un'auto che risale il vialetto e si chiede chi puo' essere a quell'ora. Affacciata alla finestra rimane immobile quando sente chiamare il suo nome da quella voce inconfondibile che ama infinitamente. Scende veloce le scale e si precipita in giardino dove l'abbraccio di Mirko la accoglie sotto quel magico cielo, testimone della loro storia d'amore, che solo qualche ora prima l'aveva vista piangere tristi lacrime.
Eccoli ancora insieme!
-Ciao Mirko, so che Laura è fuori città. Sarai triste e solo. Che ne dici di un aperitivo e due chiacchiere?
Mirko non ci pensa molto ed accetta l'invito. Dopo una mezz'ora i due amici si incontrano in un bar, Francesca abbraccia calorosamente Mirko (anche troppo calorosamente, pensa lui), si avvia verso un angolo appartato e si accomoda sul divanetto a due posti. Mirko non sa se stare al gioco o tirarsi indietro subito. Francesca è una bella ragazza, le piace essere al centro dell'attenzione, essere corteggiata e Mirko si rende conto di essere diventato l'oggetto delle sue attenzioni. Non è facile desistere e qualche volta la tentazione di lasciarsi andare ci sarebbe, tanto più che Laura è lontana ed anche indisponente negli ultimi tempi.
Nonostante tutti gli escamotage messi in atto da Francesca per sedurlo, Mirko non si lascia coinvolgere più di tanto. Nella mente gli frulla insistentemente un pensiero. Che Laura si sia accorta prima di lui degli atteggiamenti dell'amica e che si stia preoccupando?
Mirko beve il suo aperitivo, si rivolge a Francesca e le dice a chiare note che non è disponibile ad allacciare storie e che se ha dato adito a fraintendimenti ne è dispiaciuto. Laura è l'amore della sua vita. Il pensiero di tradirla non gli è mai passato per la testa. Per cui Francesca si metta l'animo in pace e amici come prima, anzi no, ognuno per la sua strada.
Molla Francesca al bar, torna a casa velocemente, prepara la sua ventiquattr'ore, afferra le chiavi della macchina e via verso la campagna. È mezzanotte quando raggiunge la casa dei suoceri. Laura è in camera, ma ancora non riesce a dormire, è inquieta ansiosa, preoccupata. Sente il rombo di un'auto che risale il vialetto e si chiede chi puo' essere a quell'ora. Affacciata alla finestra rimane immobile quando sente chiamare il suo nome da quella voce inconfondibile che ama infinitamente. Scende veloce le scale e si precipita in giardino dove l'abbraccio di Mirko la accoglie sotto quel magico cielo, testimone della loro storia d'amore, che solo qualche ora prima l'aveva vista piangere tristi lacrime.
Eccoli ancora insieme!
Mariella
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Elena
Nacque una bambina... non desiderata dalla madre. Il padre disse che, invece, la voleva, anche se avrebbe preferito fosse nato un maschio, ma per motivi di lavoro e per mentalità maschile di quell'epoca, era poco, pochissimo il tempo in cui lui era a casa.
La bambina cresceva e il grande desiderio di essere amata la rendeva gentile, operosa, sempre sorridente e disponibile per tutti! Cresceva e, amando lo studio, sognava...
Affrontava con impegno tutte le difficoltà di una vita non agiata. Frequentò fino al Liceo,
ma poi, i soldi per l'Università non c'erano e bisognò andare a lavorare!
Si tuffò nell'attività con il solito atteggiamento che le era proprio: dare il meglio di sé sia nel lavoro che nei rapporti umani, ma ben presto si accorse della malignità, dell'invidia e della rivalità che serpeggiava fra le colleghe.
Allora capì che, per provare qualcosa di gratificante, dovesse ancor più concentrarsi sul far bene, anzi... benissimo, il suo lavoro.
Con l'andar del tempo, il Capo Reparto notò la sua bravura e relazionò al Direttore della Fabbrica.
Intanto, Elena fantasticava e, fra l'altro, rimuginava sul suo nome e su chi, nella storia, più famosa di lei, si chiamava così! La sua mente costruiva "romanzi" in cui lei... si rifugiava per darsi consolazione.
Si intensificò, intanto, l'attenzione del Direttore su questa ragazza carina, giovane, volitiva e capace di ridere in modo così contagioso, che metteva gioia anche ai più cupi burocrati della fabbrica.
Avvicinamento su avvicinamento... scattò quello che ufficialmente viene chiamato "amore" e... si sposarono. Una vita piena di sogni, di aspettative e qualche sprazzo di felicità che faceva ben presagire. Ma... solo lei viveva così, questa nuova fase di vita.
Qualche ombra all'orizzonte si affacciava, ma lei ci passava sopra, pensando che fosse legata soltanto a quel momento contingente o magari era anche... proprio per colpa sua.
Un giorno, c'era una festa da ballo, dove partecipavano tutti i Dirigenti con le mogli. Così, anche suo marito fu costretto a portare lei.
......
passava oltre !
Era lei che gestiva la casa, il figlio, la spesa... ma i soldi, a volte, scarseggiavano... e lei, ingegnosa com'era, rimediava, andando al mercato per comprare "a sconto" o cucinando cose buone, anche con modeste disponibilità!
In seguito, lo Stato aveva deciso di privatizzare le abitazioni. Quindi si presentò l'opportunità di acquistare l'appartamento dove abitavano. Poiché i soldi non erano abbastanza, ci fu la necessità di fare un mutuo. Fino ad allora, il suo grado di fiducia era tale da farla pensare che, come lei, anche lui avesse a cuore l'economia familiare.
A quel punto, un'altra ombra si affacciò all'orizzonte della mente di Elena, che cominciò a domandarsi come mai lui non la rendeva partecipe della contabilità dell'alto stipendio ! Ma... tirava avanti per non essere causa di dissidi familiari con domande, ai suoi occhi, indiscrete, quando invece erano... più che legittime !
Quando il figlio giunse ai diciotto anni, lui non voleva che prendesse la patente. Lei sì! Il ragazzo, pure! (continua)
Assuntina
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