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Buona lettura



F I L O - la RIVISTA de "La Panchina" - n. 25

 







Filo

un filo di parole da 0 a 100 anni

un filo di nuove opportunità

“La Panchina” editrice  

n. 25 - 20.4.2026


Editoriale

Salve,
amici lettori di "FILO".
Siamo ancora qui
con un nuovo numero monotematico.
Una ripresa regolare della pubblicazione della rivista?
Una provocazione? Uno stimolo accidentale?
Decidete voi.

Ora vi racconto come è andata.
È accaduto che la redazione di "F I L O",
riunita per fare il punto sulla vita generale de "La Panchina",
ha recuperato dalla cronaca di questi giorni un fatto singolare,
per certi versi interessante, per altri piuttosto inquietante:
la rapina rocambolesca a mano armata
in una banca di Napoli,
con un enorme numero
di ostaggi.

Così ci siamo ritrovate
in un vivace scambio di opinioni
e c'è parso alla fine del tutto naturale
concretizzarle in questo numero di "F I L O",
che speriamo riesca a coinvolgervi.

Buona lettura e alla prossima!

Vanina



📌

La banda del buco 
Vanina

Era davvero tanto che non si verificava una rapina in banca come questa di Napoli, una stranissima rapina a dire tutta la verità.
E il cronista, abituato a riferire sui fatti oggettivì di cronaca, non ha potuto che rimanere incredulo, davanti a quanto andava accadendo sotto i suoi occhi, non proprio i suoi, ma quelli del grande fratello. E sì, l'abbiamo vista più o meno in diretta quasi dall'inizio, tutti incollati davanti alla tv, a seguire passo passo gli avvenimenti
Si sa che i gialli intrigano molto. In questo periodo, poi, vanno tanto di moda.
Così a noi spettatori è apparso quasi normale quando siamo stati gettati con forza dentro un vero e proprio film, forse in un racconto giallo... in cui comunque manca qualcosa.
Una porta che si apre direttamente nella stanza in cui si fanno le operazioni bancarie, una porta di sicurezza con il maniglione antipanico.
Maschere da film indossate dai tre che sono entrati da questa porta, armi appena appena puntate per intimidire  e... un buco praticato sul pavimento da cui entrare e poi fuggire gli altri cinque, sei... sette rapinatori. Possibile che nessuno in banca se ne sia accorto prima di mezzogiorno?
E le cassette di sicurezza? Per quello che appare in televisione sembrano quelle di Barbie, che si aprono facendo leva con un cacciavite.
Sembra che la rapina arrivi a conoscenza delle forze di sicurezza prestissimo, appena i tre in maschera varcano la soglia e bloccano il maniglione. È un passante che li vede e li segnala.
Ingenti e diverse queste forze si schierano intorno strategicamente, chi di dovere controlla e mette in sicurezza l'auto con la quale i banditi sembrano essere arrivati, i vigili del fuoco procedono ad abbattere una vetrata e cominciano ordinatamente a liberare i venticinque ostaggi. Da Livorno sono già in arrivo due elicotteri con personale speciale,  per fare irruzione all'interno ed acciuffare i banditi.
È tutto talmente  perfetto che sembra incredibile.
Tutti i canali TV sono in diretta su questa scena che tiene gli italiani con il fiato sospeso.
Sorpresa! Tutto finito!
All'interno della banca non c'è più nessuno: i banditi sono fuggiti da ore chissà dove. attraverso il famoso buco.  Di loro non se ne sa più niente.
Le pistole? Si scopre che sono pistole giocattolo, ma un ingente bottino è stato arraffato e portato via.
Di colpo tutte le trasmissioni in diretta si spengono nel giro di secondi. Che silenzio assordante!
È tutto finito e della banda del buco non se ne sa più niente.
Forse la ritroveremo in un film.



📌

Grande bottino con pistole giocattolo
Claudia


Il 16 aprile, in un quartiere di Napoli, si è verificata una ulteriore rapina, certamente spettacolare, preparata indubbiamente da tempo in tutti i dettagli.

Scavando e percorrendo reticoli di fognature, i  ladri sono entrati in una Banca e hanno svuotato diverse cassette di sicurezza, svignandosela a breve con il bottino.

Immaginate lo spavento delle persone tenute in ostaggio davanti alle pistole, anche se poi si sono rivelate pistole giocattolo. Una pistola è una pistola e davanti ad essa, forse solo un grande esperto può rendersi conto che è innocua, quindi credo che ci sarebbe da prendersi un colpo apoplettico o giù di lì.

Ma non solo. Essere ostaggio di incappucciati deve essere terribile. Chi si cela sotto la maschera? Che intenzioni può avere? Per quanto mi riguarda mi viene da pensare che mi potrebbe impedire di urlare premendomi con forza la mano sulla bocca. Aiuto!! Soffoco!!

Mi sento soffocare già ora che sto scrivendo le mie impressioni in merito all’accaduto, pur comodamente seduta al tavolo della nostra sede in via del Moro a Lucca.

Ohi, ohi... come tendo a dire per esprimere direttamente il mio stato d’animo!

In questo momento sto pensando che, in un mondo dichiarato più agevole per tutti noi, ci troviamo giornalmente davanti a fatti di malvivenza più o meno orribili.

Ebbene, con tante telecamere disposte qua e là in abitazioni e servizi pubblici, non mi pare impossibile poter sorvegliare direttamente il territorio collegandole con le forze dell’ordine, in modo tale da poter intervenire rapidamente se non ancor prima, seguendo anomalie nei comportamenti di certe persone.

A quanto pare occorre sorvegliare pure le fognature.

Ad esempio, in Inghilterra, con le telecamere guidate dall’I.A., oltre alla velocità, è possibile controllare il comportamento delle persone all’interno dell’abitacolo di  un’auto. Vale a dire che, se il conducente ha in mano il cellulare o se non ha le cinture di sicurezza, piovono multe a gogò.

Ma allora perché si cercano espedienti per far soldi e non per proteggerle? Si proteggerebbero di conseguenza anche le persone.

I poveri clienti della Banca in questione, che si sono visti svuotate le loro cassette, cosiddette di sicurezza, si sono trovati disperati senza più i loro averi.  Dicono che, se gli oggetti non sono stati assicurati, nessuno di loro potrà essere risarcito.

Per quanto mi riguarda, se avessi dei valori custoditi in tali cassette, non penserei ad assicurarli proprio perché si chiamano cassette di sicurezza. Non vi pare? 




📌

La banda del buco nel 2026

Maddalena


Da tanto tempo non veniva data notizia dai nostri telegiornali di rapine alle banche nazionali.

La settimana scorsa su tutti i canali nazionali s’è parlato della rapina alla banca francese al Vomero (Na), a dire il vero alla base del Vomero, tipo Banda del buco dell’omonimo film di tanti anni or sono, forse del 1956, con Totò. 

Vien da chiedersi come sia stato possibile visto che oggi le banche sono fornite di strumenti di sorveglianza fisica e fotoelettrica, con porte particolari; forse qui non ci sono, ma strano, trattandosi di una banca come questa. 

Pur non avendo seguito tanto tutta la vicenda ciò che ho sentito mi fa pensare. 

I rapinatori sono entrati in parte dalla porta principale da dove sono anche usciti, una parte da una botola nel muro nei pressi del caveau dove sono situate le cassette di sicurezza. 

Per mia conoscenza in questo luogo si può accedere solo digitando numeri segreti sull’apposito display posto sulla porta d’ingresso dopo aver percorso brevi corridoi, questo possibile solo tramite alcuni impiegati della banca preposti per questa mansione. 

I rapinatori quindi hanno fatto man bassa nelle cassette di sicurezza meglio fornite… chi poteva sapere quali?

Hanno in maggioranza  proceduto in modo da potersi dileguare riattraversando il buco fatto per introdursi nell’ambiente. Sicuramente il locale ha le fondamenta comunicanti con uno dei tanti cunicoli e fognature su cui Napoli è stata edificata nel corso dei secoli. Oggi addirittura ci sono visite guidate per vedere questi sotterranei. I signori ben carichi di bottino sono spariti, ancora non se ne ha traccia. 

Altro aspetto da considerare: tutti gli impiegati, i clienti sono stati presi in ostaggio e rinchiusi in una sala? Forse no, sicuramente chi doveva aprire la porta del caveau o era sotto minaccia o sapeva dell’evento.

Ho sentito dell’arrivo delle forze dell’ordine, dei pompieri e dei RIS di Livorno; dopo varie ore e sfondamento di vetrate sono stati messi in salvo tutti gli ostaggi.

Vien da fare una considerazione nonostante siano arrivati aiuti chiamati in chissà quale maniera, forse le telecamere interne alla banca sono collegate ai sistemi di sorveglianza esterna per cui è stato possibile intervenire. 

Per me sarebbe stata comunque un’esperienza traumatica, non facile da dimenticare.

Fuori da tutto il contesto, ritengo che un colpo così sia stato programmato, preparato, articolato da tempo, con l’aiuto di talpe all’interno dell’organizzazione bancaria, quindi impiegati di banca e perché no qualche possessore di cassette di sicurezza con la conoscenza precisa di come procedere nell’individuare le più fornite.

Fatto sta che la maggior parte dei possessori delle cassette avranno poco di risarcimento per tali perdite, ma che banca è? Francese al Vomero? Sicuramente la chiuderanno.




📌

Eclatante rapina al Credit Agricol

Lauretta


Eclatante rapina al Credit Agricole di Napoli in questi giorni.

La televisione si é collegata in diretta con la banca per tanto inusuale ed inatteso é stato un simile evento.
Ladri, che definire geniali é poco, sono entrati attraverso le fognature e dopo aver bloccato i dipendenti e i clienti, si sono impadroniti del contenuto di molte cassette di sicurezza. 
Quando sono arrivati i RIS chiamati da Livorno per la loro grande capacità di sventare le rapine sono rimasti a bocca aperta: sono entrati in banca ed usciti nel giro di pochi minuti perché dei ladri non c'era più l'ombra.
Quindi oltre che geniali, anche rapidissimi, questi ladri inattesi.
Assistere a questo avvenimento di persona sarà stato sicuramente molto angoscioso per gli astanti, cosa che non é stato per chi seguiva la televisione, che ha vissuto la cosa più ironicamente, ricordando la trama di molti film comici degli anni '50 e '60 dove l'argomento erano proprio le rapine perpetrate da simpatici ladri impersonati da famosi attori italiani. 
Meditando sul fatto che é accaduto  in una  zona della Napoli "bene"  viene da pensare ai "poveri" titolari delle cassette di sicurezza svuotate. Probabilmente non saranno in grado di giustificare con documenti comprovanti la proprietà degli oggetti sottratti, quindi non verranno rimborsati.

E' stata supposta la presenza di una "talpa"  che abbia preparato la rapina nei minimi particolari, studiando in presenza dall'interno della banca e fornendo tutte le informazioni utili ad una perfetta riuscita della rapina molto inusuale in questi tempi.
Lauretta 




📌

Vivere una rapina 

Alba

La rapina in banca di cui si sta tanto parlando, mi ha richiamato immediatamente alla memoria un'esperienza che ho vissuto in passato. Vi racconterò dunque quello che è successo a me.
Mi trovavo in una farmacia a causa della malattia della mia mamma. Era l'ora di chiusura e stavo chiedendo delle medicine, quando a un certo momento, mentre ero di spalle alla porta, sento entrare uno con una siringa e una pistola, che urla a gran voce: "Fermi tutti! Voglio della droga, altrimenti vi faccio del male!".
Essendo io di fronte alla dottoressa, questa mi fa cenno di stare ferma senza far niente, senza voltarmi, e mi sussurra che lei accetterà tutto quello che l'uomo vuole perché è una persona in astinenza...
Io non vi dico come mi sentivo, ero impietrita e tremavo tutta, non vedendo cosa accadeva dietro di me. Lui in continuazione urlava e chiedeva: "Roba, roba, robaaa!".
Sono stati momenti bruttissimi perché non sapevo cosa avesse in mente e sentivo che quella persona era pronta a tutto. 
Vi dico solo che, quando tutto era passato, non mi reggevo più in piedi dalla paura. In quegli attimi mi sono vista esattamente nei miei ultimi momenti di vita. Che spavento!
Così, per quanto riguarda la rapina di Napoli, non avrei voluto certo trovarmi in quella situazione e rivivere per la seconda volta una tale orribile esperienza. Penso proprio che non c'è l'avrei fatta.
Alba





 📌




















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