Mi buttooo!
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Quella mattina, nel nuovo condominio abitato da poco, stava per andare in scena qualcosa che in quel momento nessuno si sarebbe davvero mai aspettato.
Sulle scale, al terzo piano, si era radunato un bel gruppetto di persone preoccupate, che si tenevano però a distanza, incerte sul da farsi.
Nella strada sottostante, invece, si stava radunando tutto il vicinato.
"Lo butto... mi butto." mormorava tutta agitata la giovane donna quasi tra sé, mentre stringeva in modo convulso quel bimbo nato da appena venti giorni.
"Lo buttooooooo! Mi buttooooooo!!!" gridava poi all'improvviso con urla da "Profondo rosso", cercando di aprire la finestra al terzo piano, mentre il neonato rischiava di caderle dalle braccia.
Ogni tanto qualcuno provava ad avvicinarsi nel tentativo di fermarla, ma era proprio in quel momento che la reazione scomposta della donna arrivava al parossismo.
Brividi e brividi correvano allora sulla schiena di chi frastornato non sapeva cosa fare, preso com'era dal senso di dover intervenire e la paura che la situazione precipitasse con il lancio nel vuoto di quella madre fuori controllo.
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Palmina, una bella ragazza dagli occhi espressivi, si era sposata soltanto un anno prima. Suo marito era parecchio più grande di lei, un uomo gentile e benestante, faceva il fornaio in un forno ben avviato di sua proprietà.
La gravidanza non le aveva dato grandi disturbi e da venti giorni il piccolino era venuto al mondo. Lei, Palmina, era diventata mamma... i suoi occhi si erano riempiti di stupore. Lo aveva stretto forte forte al cuore, il suo bambino, in quel gioco un po' strano, come fosse stato il bambolotto che non aveva mai avuto.
Lo guardava e lo rimirava, incredula, ma niente lasciava presagire quel che sarebbe accaduto pochi giorni dopo, in quella mattina di vero terrore.
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Era l'inizio di luglio. A Roma l'estate era già avanzata.
Sul pianerottolo al terzo piano, tra un tentativo di aprire la finestra e un urlo agghiacciante, sembrava che fosse passato un tempo infinito, in realtà erano trascorsi soltanto pochi minuti.
Da un po' anche il bimbo aveva cominciato a piangere terrorizzato, urlando come è quanto più poteva.
Qualcuno aveva provveduto ad avvisare i genitori di Palmina che abitavano non lontano da lì e che giunsero increduli e spaventati per intervenire.
Appena la madre fu al suo cospetto - aiutooo! - Palmina comiciò ad urlare ancora più forte e ancora più terrorizzata se solo fosse stato possibile. Inveiva contro di lei, diceva che era la sua nemica, che voleva ucciderla con il coltello che aveva in tasca e cercava di allontanarsi dalla donna esterrefatta, armeggiando con quella finestra, che per fortuna pur nell'agitazione fuori controllo resisteva.
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(continua)

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