"La sala delle agitate" del manicomio di San Bonifacio a Firenze
1865 - Telemaco Signorini
In questo periodo,
la trasmissione
in RAI della serie TV "Le libere donne",
ispirata al libro di Mario Tobino,
ci coinvolge nel mondo
della pazzia e dei manicomi.
Che ne dite?
Ne parliamo?
📌
Nely ci racconta...
Una quindicina di anni fa Nely è stata ospitata per un periodo nei locali dell'ex manicomio di Maggiano.
Ci ha riferito che in quel periodo c'erano anche delle persone con problemi mentali. Ci racconta alcuni comportamenti che l'avevano molto sorpresa.
C'era un ragazzo che per attraversare un corridoio guardava con grande attenzione e più volte, prima a destra e poi a sinistra, come se fosse su una strada pericolosa.
Un'altra persona che era in difficoltà era una ragazza che, scioccata dalla morte del padre, piangeva tutto il giorno appartandosi in angoli isolati.
C'era poi la signora che affermava di essere la madre dell'illusionista Giucas Casella... e non solo. In più raccontava che le avevano tagliato la testa e gliela avevano sostituita con un'altra.
Natalino poi si spogliava nudo e correva dappertutto. Era difficile convincerlo a rivestirsi.
📌
Siamo tutti un poco pazzi perché molto spesso ci illudiamo e quindi non vediamo chiaramente la realtà. E ancora, ci troviamo molto spesso a fare qualcosa senza ragionamento, d’istinto e l’istinto secondo me, é un lato personale che può risultare anche pazzo.
Per quanto mi riguarda, la sola cosa che ho provato è stata quella di relazionarmi per diversi anni con una malattia di altro genere ma comunque affine alla pazzia. Si tratta di una persona che faceva giornalmente i bagagli per tornare a casa, di conseguenza serviva attenzione per tenere la porta di casa sempre chiusa a chiave. Avevamo la sensazione di essere reclusi in casa nostra. Non era violenta e nemmeno ne avrebbe avuto la forza ma aveva un vagare continuo per casa, un alzarsi di notte, un nascondere gli oggetti e anche urla e lamenti. Capivamo che sono malattie comunque da sopportare giorno dopo giorno, ma non é affatto semplice.
Ci ridevamo su, ma ci usavamo violenza da noi stessi. E’ difficile tirare avanti con persone di questo tipo nonostante l’affetto e il rispetto che, essendo genitori, é sentito e pure dovuto.
Probabilmente se fosse stata giovane, avrebbe potuto essere inserita in qualche progetto e magari anche imparare a dipingere per sfogare quel malessere che sicuramente aveva dentro. Molti pittori oggi apprezzatissimi erano pazzi. Se si parla di cure per pazzi veri e propri sembra che, una volta chiusi gli ospedali psichiatrici, i malati restano in famiglia, che li lascia poi liberi di girare per le strade e in questo modo si può verificare un problema di sicurezza.
Ospedali si, ospedali no.
Io sarei per il sì ma per un sì seguito da personale adeguato e dal farmaco, non certo con misure tribali di contenimento.
Ci ridevamo su, ma ci usavamo violenza da noi stessi. E’ difficile tirare avanti con persone di questo tipo nonostante l’affetto e il rispetto che, essendo genitori, é sentito e pure dovuto.
Probabilmente se fosse stata giovane, avrebbe potuto essere inserita in qualche progetto e magari anche imparare a dipingere per sfogare quel malessere che sicuramente aveva dentro. Molti pittori oggi apprezzatissimi erano pazzi. Se si parla di cure per pazzi veri e propri sembra che, una volta chiusi gli ospedali psichiatrici, i malati restano in famiglia, che li lascia poi liberi di girare per le strade e in questo modo si può verificare un problema di sicurezza.
Ospedali si, ospedali no.
Io sarei per il sì ma per un sì seguito da personale adeguato e dal farmaco, non certo con misure tribali di contenimento.
Claudia
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La pazzia: un argomento che, di primo acchito, suscita preoccupazione, paura, apprensione, ripugnanza... ilarità... o ci fa andare immediatamente, con uno sguardo, a com'era considerata nel passato e alla situazione presente.
PER ESSERE IL PIÙ POSSIBILE SINTETICA, desidero articolare il mio scritto con dei flash che affiorano nei miei ricordi riguardanti il mio contatto con... i problemi di salute mentale.
IL PRIMO, credo che sia stato quando sentii dire a mia madre che, quando aspettava i figli, pensava... - venissero in qualunque modo, ma con il cervello sano -.
E, lì, capii che... c'era anche questa eventualità che io non sapevo, ma di cui sentivo tutto il dolore che avrebbe provocato in famiglia, creando un difficile scombussolamento da gestire.
Ciò mi ha talmente colpito che... l'ho sempre tenuto in mente e, come mia madre, ero intimamente grata che, a noi tre figli, non fosse successo nulla del genere!
POI... le esperienze di vita, mi hanno fatto incontrare personaggi ritenuti "lo scemo del paese".
Che siamo tutti diversi, era cosa scontata, ma quello che conobbi quando frequentavo le Scuole Medie nel capoluogo del mio Comune, era diverso assai!
Curiosa e... attenta a tutto (come sono!), io osservavo a distanza per capire e per vedere come le persone lo consideravano.
Se da un lato intuivo che aveva, nella sua stranezza, un suo "spazio" nella comunità, con dispiacere notavo che c'era sempre qualcuno che lo prendeva in giro per... ricavarne una risata.
Rimanevo in osservazione e, dentro di me, sorgevano valutazioni che andavano mutando man mano che mi capitava di rincontrarlo.
Era sempre affabile e scherzoso con dignità.
Avevo capito già che era un amante del parlare: cantava in rima stornelli con allegria e ripeteva a memoria brani di autori noti aggiungendo considerazioni sue, particolari, che, a me, sembravano "lezioni di vita".
Un giorno, lo vidi arrivare in piazza con una bicicletta da corsa e con i pantaloni infilati dentro i calzettoni che gli arrivavano fin sotto i ginocchi.
Era anche un atleta !
Però... era considerato pazzo.
ARCHIVIATE NELLA MENTE tutte queste esperienze, più tardi, nei miei studi, incontrai una parola: fisiognomica.
È una disciplina parascientifica che si basa sull'idea che l'aspetto esteriore rispecchia l'interiorità di una persona.
Può darsi...
Ma l'esperienza mi diceva che avevo conosciuto anche persone "brutte" e malformate, ma che, quando le ascoltavo parlare, diventavano splendide ai miei occhi.
Allora... tutto è relativo!
Siamo tutti diversi ed ogni diversità è portatrice di qualcosa di originale e di unico.
IL RISPETTO reciproco non può portare che "bene" nel vivere in comunità dove ognuno trova il suo spazio, anche il "pazzo"!
PERCHÉ, come diceva mia suocera con una SINTETICA filastrocca:
TUTTI SIAM NATI
DAL MATERNO SENO
CON UN GRADO DI PAZZIA,
CHI PIÙ' CHI MENO.
Assuntina
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Penso che la follia sia dentro di noi.
Se non ci fosse sarebbe una noia mortale, un pizzico di follia aiuta ad affrontare le avversità e a gioire per le conquiste.
Certo non occorre fare “cose folli” da rimanere incatenati a lei, ma un pizzico non guasta.
Ci sono poi tutte le malattie legate a questa patologia, ma questa è tutta un’altra storia con dietro un’immensa sofferenza che va trattata con immenso rispetto.
Monica
Se non ci fosse sarebbe una noia mortale, un pizzico di follia aiuta ad affrontare le avversità e a gioire per le conquiste.
Certo non occorre fare “cose folli” da rimanere incatenati a lei, ma un pizzico non guasta.
Ci sono poi tutte le malattie legate a questa patologia, ma questa è tutta un’altra storia con dietro un’immensa sofferenza che va trattata con immenso rispetto.
Monica
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