Filo
un filo di parole da 0 a 100 anni
un filo di nuove opportunità
“La Panchina” editrice
n. 27 - 1.6.2026
Editoriale
Salve,
amici lettori di "F I L O".
Ancora
un nuovo numero monotematico,
un modo simpatico
per far vivere la nostra rivista
e solleticare
la vostra curiosità.
Vi va di leggerlo e
commentare?
Il ventaglio
Questo
è l'ultimo ventaglio
che mi hanno regalato.
Molto bello, vero?
Se vi fermate
un pochino a pensare,
cosa richiama alla vostra memoria
questo oggetto, a volte umile,
a volte vezzoso,
a volte ricco,
altre pretenzioso?
E le emozioni?
Quali emozioni risalgono
in superficie?
📌
Vanina
Ecco. Ho un nuovo ventaglio. Ne avrò una decina, forse di più. Ultimamente ne ho ricevuto in dono uno dal Giappone, dipinto a mano e pieno di rimandi culturali dell'Oriente.
Infine ho avuto questo, tutto pizzi e legno naturale, legato a un forte affetto e che vuole essere una carezza più che un semplice dono.
Scendo le scale e le scendo in fretta. Mi ritrovo a cavallo degli anni sessanta/settanta e anche prima. I ventagli: ecco, li vedo. Allora si incorniciavano e si appendevano in salotto o in camera da letto.
E poi? E poi mi vengono in mente testi noti in cui il ventaglio è protagonista, da Goldoni, che lo ha posto al centro di una commedia, a M. L. Alcott, autrice di "Piccole donne". Quest'ultima, come Jo, scriveva e inviava ad una rivista dei racconti. In essi ritroviamo in bella vista un ventaglio. Sarete stupiti nel sapere che questi erano racconti foschi, bui, completamente diversi dall'atmosfera serena e limpida del suo famosissimo libro.
Vi ho incuriosito? Provate ad approfondire.
📌
Alba
Scendendo le scale dentro di me, vedo un ventaglio sul mondo che mi dà tanta negatività perché vedo come volersi coprire dei sensi di colpa senza mettere la faccia per tutte quelle ingiustizie che avvengono.
Un po' come fa la ballerina di flamenco che ama coprirsi il volto forse per non farsi riconoscere oppure per essere misteriosa per gli altri e anche per conquistarsi il suo uomo.
Poi c'è il lato usuale per cui il ventaglio serve a rinfrescarsi un po', cosa che io non uso particolarmente, perché sventolandomi sento sempre più caldo. Allora preferisco comprare dai cinesi, a poco e con la pila, i loro piccoli ventilatori.
Come si vede interpreto in modo contrario tutti questi ventagli, però vi dico la verità, per la dama del settecento era bello perché era un ornamento molto interessante anche perché il momento era giusto, i vestiti adatti a quei luoghi e anche le persone. Ora, però, li vedo in alcuni casi molto molto volgari. Perciò rimango dell'idea, come dice Vanina, di vedere e ascoltare il mio cuore.
Il ventaglio non è per me un accessorio visto che da tempo immemore non posso farne a meno. Anzi, vorrei dargli più attenzione nel senso che sarebbe carino se, insieme al fiocco per legarmi i capelli che tengo sempre a disposizione sul mio braccio destro a mo' di bracciale, lo abbinassi al vestiario. Una piccola soddisfazione che potrebbe costituire un escamotage per sopportare al meglio il mio problema. Il ventaglio mi aiuta notevolmente a rinfrescarmi la testa e il viso che, essendo in prima linea, in quei particolari momenti mi dà un senso di impaccio, di disagio, davanti alle persone con le quali mi sto relazionando.
Con ciò intendo raccontarvi l’importanza reale che ha per me il ventaglio che ho da tantissimi anni. Me lo aveva regalato mia madre e lo tenevo in vetrina. Non avrei saputo cos'altro farne allora. Ora mi fa anche tornare alla mente il mio tempo giovanile, quando vedevo le persone farsi vento agitando il ventaglio con una certa lentezza e subito la mia analisi, fatta a colpo d’occhio, senza realmente sapere, mi portava alla certezza che intendessero dimostrare la loro appartenenza a un certo ceto sociale.
Con il tempo ho imparato che se non ci troviamo in situazioni spesso non capiamo e siamo preda della faciloneria dando giudizi insindacabili. Salvo poi vergognarsi se qualcuno ci fa notare la possibilità di errore.
Ho avuto l’opportunità del ventaglio per portare alla luce il mio pensiero ma, se ci pensate bene, sicuramente anche voi vi sarete trovati in simili situazioni, vale a dire a valutare i comportamenti degli altri, ventaglio o meno.
Spendiamo bene quindi il nostro tempo nel dialogo per sensibilizzare con le nostre esperienze, con le nostre deduzioni, le persone più giovani anche se non hanno granché tempo e voglia di ascoltare perché il fine, a parer mio, sarebbe quello di infondere il senno di prima, per quanto possibile possa essere. In seguito ognuno farà la propria diretta esperienza ma un seme andrebbe comunque gettato affinchè possano farci caso, rifletterci, quando le situazioni si presentano.
Andiamo....non demonizziamo più di tanto i nostri giovani che sono invece molto intelligenti e, dato che è stato dimostrato che la Natura ci ha donato una corteccia celebrale capace di continua evoluzione, potranno probabilmente esserlo molto più di noi.
Claudia
Ho la fronte imperlata di sudore in questo primo giorno di giugno. Aprendo un cassetto della camera dell’antico albergo dove soggiorno ho trovato un ventaglio di pizzo molto elegante, naturalmente è ingiallito dal tempo, ma è ancora affascinante. Chissà chi l’avrà dimenticato? Chissà da quanto tempo è qui.
Inizio a farmi aria, ecco piano piano il calore si attenua un po’ e mi rilasso sulla poltrona fronte mare. Sempre sventagliando chiudo gli oggi e scendo le scale che sono in me. Ora mi sento perfettamente a mio agio e penso alla vacanza al mare che sto per terminare, anche se siamo solo a lunedì. Pensare che non volevo neppure partire, ma rimanere nella mia tana, avvolta dalle mie sicurezze, dai miei agi e perché no dalla mia pigrizia… invece eccomi qui in un paese conosciuto nell’infanzia, ma comunque nuovo a contatto con nuove esperienze e persone. Fermo il ventaglio e lo osservo con attenzione, se non fosse stato per lui probabilmente non avrei riflettuto su questo.
Lo ripongo delicatamente dentro al cassetto… immaginando che sia stato della giovane sposa del proprietario.
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