Allora, cominciamo?
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| Il fascino della moda |
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È da parecchio tempo che mi gira in testa questo modellino che ora vi proporrò.
Sono stata sempre sensibile all'armonia e all'eleganza.
Mi attraggono meno gli abiti troppo sportivi e amo i dettagli.
Allora ecco il mio outfit, che metto in concorso.
Le dix
"Le dix" è un abito che si ferma sotto il ginocchio, una lunghezza che dà grazia alla figura.
È composto da un gonnellone e da una camicia.
La gonna risulta elemento importante. Nasce da una fascia in vita rigida di 8 cm e scende con pieghe sciolte in una mezza ruota. È realizzata in popelin color carta da zucchero.
Si completa con una camicia in un punto di colore appena più chiaro di quello della gonna. Il colletto è sostenuto, simile a quello di una giacca degli anni '50. Ha maniche al gomito con risvolto rigido di almeno 5 cm, spalle larghe e importanti.
Prende vita all'interno della cintura della gonna, creando una linea interessante tra la larghezza delle spalle e il girovita ristretto.
Importanti sono gli accessori.
Sceglierei una scarpetta scollata decoltè con tacco contenuto di 4 o 5 cm, una scarpetta blu scuro, in gradazione con quello di gonna e camicia.
Il modello che propongo si completa con un cappellino rosso di paglia leggera da abbinare ad un cestino di vimini, di piccole dimensioni, dello stesso colore, il cui coperchio basculante è arricchito da un mazzolino di fiori come quello che decora anche il cappellino.
Infine, verrà completato da guantini trasparenti in tulle blu scuro come le scarpe.
Un girocollo e un anello di perle daranno luce all'outfit.
Una curiosità: il nome del modello discende da un profumo molto in voga alla fine degli anni '60.
Vanina
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Per quest’anno ho in mente un abito che possa soddisfare sia esigenze estive, sia di mezza stagione e pure invernali.
Vi propongo un coordinato che vesta, come si suol dire, a cipolla. D’altronde so bene che gli armadi sono spesso stracolmi di vestiti e se ci piacciono è difficile separarsene. Di conseguenza può essere utile un capo versatile sul quale contare. Succede spesso di non trovare nel guardaroba l’abbigliamento giusto per l’occasione che ci troviamo ad affrontare e per la stagione in corso.
Ho pensato quindi a un abito da indossare con delle ballerine in estate ma anche con un paio di stivaletti in inverno.
Parto con una gonna pantaloni, plissé, color bronzo, con un orlo tipo sopraffilo per renderla leggera. Metterò due tasche nascoste, non si sa mai. Noi donne abbiamo mille esigenze.
La gonna rimarrà scoperta perché è il pezzo forte che dà eleganza al tutto. Infatti la blusa in scalatura di colore, è pari vita e pari collo per permettere di evidenziare la collana color avorio, lunga in estate e corta d’inverno, dato che ho intenzione di creare una maglia tipo liseuse con collo sciallato. In inverno sarà la giusta soluzione per scaldare le spalle.
Visto che la collana ha un bellissimo fermaglio, può andar bene anche con l’abbigliamento invernale. Basterà fargli fare due giri.
Per l’inverno ho in mente qualcosa che renda la gonna sempre abbastanza visibile. Sto pensando ad un paletot un poco più corto al fine di lasciare intravedere la plissettatura. Si tratta di un paletot a rombi bronzo e avorio, maniche ampie e senza collo per non creare impaccio, data la sciallatura della liseuse sottostante che, volendo, visto che il colore è bene abbinato, si potrebbe usare anche come collo del paletot stesso.
Gli stivali saranno in pelle scamosciata marrone, a tronchetto, suola a zeppa, con cerniera laterale interna al piede e risvolto impunturato beige. L’impuntura fermerà una fila di pietre panna e argento.
Completerò con una borsa in camoscio marrone a zainetto con frange a coprire la chiusura, in estate è la stessa trasformabile a tracolla, per l’ inverno.
Guanti in lana marrone.
Claudia
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Il mio modello ideale si ispira agli anni in cui comparve la minigonna, perche avendo fantasia si prestava a molte varianti anche se si avevano poche possibilità economiche: con un piccolo pezzo di stoffa si poteva creare tanto. E poi dava un senso di grande libertà.
Vi propongo la mia prima minigonna. Me l'aveva cucita mia sorella. La stoffa era un pezzo di tappezzeria, ma molto molto bella. La base era marrone con tanti girasoli... magari tanti tanti no, perché la gonna era tanto piccola. L'abbinavo a sandali alla schiava marroni che arrivavano fino al ginocchio e a un top giallo allacciato solo dietro, il triangolo. Naturalmente potevo indossarlo perché a quell'età il seno ne era ben contenuto. Mi sentivo una diva ed ero al settimo cielo anche se ero piccola, piccola.
Aggiungerei un cappello. A me piaceva e piace molto il cappello, che comunque deve essere proporzionato alla figura. È indispensabile per rifinire e completare l'outfit, come la borsa e le scarpe, accessori che vanno scelti con cura.
Alba
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Abito Millefiori
Inizio dal tessuto che tanto è importante per rendere l'abito più elegante.
Bene, avrei scelto uno chiffon a fiori color pastello.
Ho una amica che dipinge sul tessuto e da lei troverò sicuramente ciò che mi piace. Siamo in estate quindi creerei un abito leggero, ma lungo fino alle caviglie, con drappeggio sul fianco destro trattenuto da una spilla, grande di color smeraldo, che rappresenta un fiore e che dovrà risaltare molto sopra al tessuto.
La scollatura dovrà riprendere morbidamente il drappeggio sul fianco, in maniera ampia tale da dare risalto a una collana di perle scaramazze che accompagnerà l'abito.
La lunghezza dell'abito, come avevo detto arriverà alle caviglie, in modo tale che siano ben visibili un paio di sandali con tacco dodici, punte acute decorate da perline di varie dimensioni che riprendono i colori dell'abito.
La borsetta che accompagna l'abito sarà piccola con una sottile catena argentata decorata con rare perle intervallate, adatta ad essere portata alla spalla e decorata da piccole pietre bianche che riflettono i colori dell'abito e ricoprono in maniera totale la sua superficie, rendendola molto appariscente quando si poggia sull'abito "Millefiori" fresco e svolazzante.
Lauretta
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Tulipano
Vi propongo questo mio modellino che ha una qualche radice nel passato.
Riecheggia un po' gli anni '80, ma sono certa che indossandolo si avvertirà quell'eleganza che crea sobrietà e piacevolezza ed è sempre attuale.
Si tratta di un abitino autunno-inverno. È realizzato in panno di lana, abbastanza sostenuto ma morbidissimo. Ho scelto un color melanzana, caldo e luminoso.
Il corpino è allacciato davanti, con piccoli bottoncini neri. Termina in un collettivo rigido alla coreana, tenuto chiuso anch'esso da un bottoncino nero.
La gonna è costruita da cannoncini che si aprono mentre scendono a formare un moderato palloncino. Il palloncino è aperto davanti: le due parti si sovrappongono, fissate fino ad un certo punto, per arrotondarsi nella parte finale dando morbidezza e movimento al tutto.
Le maniche lunghe, importanti al punto spalla, terminano con un polsino rigido di sette o otto centimetri e si chiudono con tre bottoncini.
Ciò che rende più accattivante questa mise è un macramè nero che percorre il colletto e i polsinì e che si dispone in tre strisce orizzontali di cinque centimetri sul davanti del corpetto.
L'abito si completa con una cintura rigida di otto centimetri, nel tessuto color melanzana, chiusa da una fibbia rettangolare.
L'abito è già importante di suo. Volendo si può aggiungere una bella spilla a forma di fiore in oro.
V. D.
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Un abito per la Prima Comunione di altri tempi
Erano gli anni a cavallo della fine del 1950 e gli inizi del 1960. Nei paesi era in uso festeggiare con grande solennità la Prima Comunione che allora avveniva in genere in prima elementare, quindi a sei o sette anni.
In quegli anni non era consuetudine andare a pranzo in ristoranti ricercati... in genere si allestiva una bella colazione con l'immancabile cioccolata calda molto densa subito dopo la cerimonia (che a quei tempi era in orari assai mattinieri) e a seguire un pranzo in famiglia con i parenti più stretti. Si dava però tantissima importanza all'abito, specialmente a quello delle bambine, che spesso era cucito dalle mamme o dalle sartine del paese. E le sarte allora erano davvero tante... a fine scuola noi bambine venivamo mandate a imparare a fare orli, cucire bottoni e rammendare!
Detto questo mi ritorna in mente la Prima Comunione di mia sorella Giovanna!
La scelta dell'abito fu assai laboriosa perché mia mamma desiderava per lei un abito che somigliasse quasi ad una nuvola, un sogno da realizzare per lei che, da bambina, era sempre vissuta in condizioni disagiate ai limiti della povertà.
Accanto alla nostra casa abitava Maria Teresa, una ragazza molto amica di mamma, che di mestiere faceva la sarta, aiutata da Lorena e da qualche giovane delle vicinanze. Maria Teresa, nel tempo, aveva molti cartamodelli da mostrare alle sue clienti e si è sbizzarrita a confezionare abiti di ogni genere... peccato non averne conservato nessuno.
Ecco, dicevo, cominciammo così a cercare un abito adatto a Giovanna, una bambina bionda, assai minuta e di carattere molto dolce. Se ci ripenso ora, in quell'abito non ritrovo per niente il carattere di mia sorella!
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