Nel mondo dell'immaginario
I due ragazzini avevano un gatto, Germollo, che erano riusciti ad addomesticare ma non toppo.
Infatti il gatto adorava via via assentarsi anche per qualche giorno addentrandosi nel bosco. D’altronde era il suo habitat naturale. Era lì che era nato e cresciuto e quindi aveva delle amicizie che intendeva mantenere.
La notte lo aspettava perlopiù una civetta femmina che cantava, appollaiata sempre sullo stesso ramo, per farsi sentire anche se il suo amico Germollo l’avrebbe trovata comunque. Infatti il gatto, non appena arrivato, saliva sul ramo e le si accomodava accanto.
Felici, si raccontavano i fatti successi nei loro due diversi ambienti divertendosi molto. Non potevano fare a meno l’uno dell’altra tanta era l’amicizia che li legava e non solo ma anche la curiosità, il pettegolezzo.
La civetta amica però, fulminea, prese tra il becco un ramoscello di more belle rosse perchè non ancora mature e andò a graffiare con i suoi artigli la porta di casa del suo amico gatto. Quando i bimbi andarono ad aprire, stupefatti, chiamarono i genitori in loro soccorso. Tutti in famiglia sapevano dell’amicizia che Germollo aveva mantenuto nel bosco e quindi seguirono la civetta che, con il ramoscello colorato in bocca, gli indicava ben bene la strada. Fu così che il gatto riuscì a tornare a casa.
Sappiamo tutti che i gatti camminano anche sui tetti ma la civetta maschio aveva scelto di lasciarlo sul tetto di una casa isolata, per cui scendere da lassù per Germollo era impossibile.
Ecco l’importanza dell’amicizia ma si capisce pure che l’intesa è possibile anche nella diversità.
Tutti gli esseri viventi hanno qualcosa in comune.
Claudia
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