Luciana
Luciana era una bambina dolce e attenta a tutto ciò che accadeva intorno a lei. Sembrava saggia e riflessiva. In famiglia era molto apprezzata per questo.
Nessuno poteva immaginare che la piccola avesse un grande segreto, un segreto davvero speciale che l'aiutava moltissimo. Pensate! Era una bambina... che sapeva volare!
Infatti, ogni volta che ne aveva l'occasione, Luciana si sdoppiava e pur rimanendo lì, magari apparentemente sdraiata mezzo addormentata sul tappeto, si levava in volo ad ammirare lo spettacolo della Terra dall'alto.
Quando volava di notte, spesso ad uno sguardo attento era possibile cogliere un'ombra di bambola, che scorreva armonicamente sul disco luminescente della luna.
Un giorno di ritorno dal suo volo fantastico si guardò un po' intorno tutta eccitata, poi con gli occhi sognanti esclamò all'indirizzo della mamma che la osservava piuttosto incuriosita e forse anche un po' preoccupata.
"Mamma, mamma! Che bel castello ho visto! Meraviglioso, grande, maestoso...".
"Castello? Quale castello, Luciana? Lo hai trovato nel libro delle fiabe che ti ha regalato la zia?" chiese la mamma.
"Ma no, ma che libro... ci sono stata... ci sono stata veramente!".
"Come sarebbe che ci sei stata?".
"Sì, ci sono stata tante volte... ci abita il mio amichetto del cuore!".
"E chi sarebbe il tuo amichetto del cuore? Lo conosco?".
"Si chiama Poladù".
"Ma che dici? Chi è Poladù? Ma no, forse hai sognato...".
"Non ho sognato! Il mio amico vive nel suo castello di Milano e io ci sono appena stata. C'è un cortile bellissimo e delle stanze tanto tanto grandi...".
"Io penso che tu sia bravissima a creare delle magnifiche storie... forse da grande scriverai delle fiabe davvero speciali. Chissà?!".
"Ma che favole e fiabe... Non ci credi? Peggio per te... lì tutto è straordinario, altro che qui a casa nostra!".
"Sai, a volte nei nostri pensieri si creano delle immagini che sembrano vere, ma sono soltanto costruzioni della mente...".
"No no... è tutto verissimo. Io vado tutti i giorni a trovare il mio amico, che è molto ricco, speciale... pensa che spesso ci nascondiamo in stanze segrete... Nel salone da ballo c'è una porticina appunto segreta, direi segretissima... Se non sai il punto in cui è non la scopri di certo. Se invece lo sai, come lo sa Poladù, pigi al centro di un particolare fiorellino rosso e scatta la magia: la porta gira e lascia uno spazietto per passare. Si deve fare molta attenzione a non precipitare nel vuoto... se scendi con attenzione, invece, attraverso una stretta scala molto ripida, si raggiunge la stanza dei sogni... E lì c'è un incanto... Ci sono cavalli e cavalieri, dame e signore riccamente abbigliate, tavole imbandite con stoviglie d'oro e d'argento... e poi e poi...".
Mentre raccontava, Luciana si era alzata dal tappeto. Adesso fronteggiava la mamma con le mani sui fianchi.
"Perché non vuoi credermi? Poladù esiste e il castello pure!".
"Va bene, Luciana, non ti arrabbiare! Ti credo. Allora mi fai conoscere questo amico del cuore? Mi piacerebbe tanto visitare anche il suo castello...".
"Mamma, ma che dici? Non puoi entrare nei miei segreti, altrimenti che segreti sarebbero?".
Passarono gli anni. Luciana era diventata una bellissima ragazza, colta e simpatica.
La mamma a sua volta era un po' invecchiata, ma le due spesso si ritrovavano a ricordare con tanto affetto e grande emozione Poladù, quell'amico immaginario che aveva animato la loro vita, soprattutto quella di Luciana, mentre cresceva.


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