Ed entri nel mondo onirico
Oggi
è la giornata dell'
Alzheimer.
Allora
vi propongo alcune riflessioni,
partendo da questo
racconto.
Versione integrale nella pagina
di questo blog.
"Racconto - Gli strani scherzi di Foll"
.
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Dove saranno gli occhiali? Eppure li avevo lasciati proprio qui... sì, li avevo con me quando sono venuta a struccarmi, dunque dovrebbero essere qui da qualche parte... ma dove?
Inutile, qui non ci sono... li avrò lasciati nello spogliatoio... in lavanderia mentre avviavo la lavatrice o in cucina sul tavolo?
Dopo un giro di ricerca, ripetuto più volte, sono al punto di partenza. Gli occhiali non si trovano. Cerco di rimanere calma, ma sento la minaccia di una crisi di nervi dirompente. È tardissimo e io ho sonno.
Foll, sei veramente insopportabile! I tuoi scherzi stanno diventando davvero poco divertenti! Vuoi smetterla di rubarmi tempo prezioso e farmi perdere le staffe? Qualche volta ho sorriso ai tuoi giochetti perversi, ma a quest'ora della notte lo trovo proprio di cattivo gusto.
A proposito, domani mattina devo ricordarmi di portarmi lo scialle rosso. Sarà meglio che lo prepari adesso per evitare di dimenticarlo. Ora lo vado a prendere. Dovrebbe essere in basso nell'armadio bianco... se Foll ce lo ha lasciato. Ovviamente non c'è. Dove sarà?
Dopo aver girato un po' a vuoto, lo trovo già pronto, protetto nella sua bustina di plastica, nello zaino con cui uscirò domani. Foll... sì, sempre lui. Foll è instancabile. Mi ha stuzzicato ancora una volta, ma almeno in questo caso lo ha sistemato per me così da farmi risparmiare tempo. Forse voleva proprio aiutarmi e voleva essere gentile.
Adesso torniamo a cercare gli occhiali.
Ricomincio a girare per la casa: spogliatoio, cucina, lavanderia... ma anche soggiorno, ingresso e sala da pranzo. Degli occhiali nessuna traccia, mentre è già passato un quarto d'ora. Non voglio perdere la pazienza. Stai pur certo, Foll, che non perderò il mio sorriso, anche se vorrei chiuderti, se potessi, nella lampada come Genio. Stai pur certo,però, che non la strofinerei mai più, mai e poi mai. Ti lascerei lì dentro per l'eternità. A volte sei anche simpatico, ma esageri... esageri davvero. Meglio non darti troppo retta e non cedere alle tue lusinghe.
Dunque è tardissimo e non voglio arrabbiarmi. Farò l'ultima ricognizione in bagno, poi andrò a letto e, per guardare cinque minuti di tv, prenderò gli occhiali che indosso per uscire.
Qui no, lì no... non è possibile! Eccoli lì a cavallo della bottiglia del tonico, proprio dove li sistemo sempre. No, non posso non averli visti... certo è tutta colpa di Foll che prima li ha fatti sparire e poi ce li ha rimessi.
Fammi sbrigare ad andare a dormire, anche se mi viene in mente che avrei dovuto fare un'altra cosa prima. Già, che cosa? Mi è sfuggito di mente... eppure era una cosa importante. Accidenti, Foll, smettila di interferire con ciò che vorrei e dovrei fare. Ora scompigli anche i miei pensieri? Sei davvero implacabile e questo gioco non mi diverte più.
🎈
È questa
una versione scherzosa e ironica
di ciò che accade
nella mente di molti di noi
invecchiando.
Vogliamo parlarne?
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Ben venga la giornata sull’Alzheimer, ben venga l’informazione che possa veramente dare la consapevolezza di cosa può andare incontro la famiglia che si trova a prendersi cura di chi ne è affetto. Sapere porta a trovare il modo di affrontare via via le varie situazioni.
Il cervello è una macchina complessa e non sempre può godere di ottima salute, nemmeno da giovani e mi viene da fare considerazioni, a torto o a ragione. Sapete perchè penso cosi? Perché per anni ne ho avuto esperienza diretta in casa, di conseguenza il senno di poi mi porta a osservare altre persone, sulle quali noto un comportamento tale da vederci un potenziale indirizzo. Trattandosi di altri udire alcuni discorsi può essere anche divertente, mi viene abbastanza immediato riderci su. Con mia suocera ci ho provato per un po' ma non era facile a lungo andare. Di positivo trovavo il fatto che dovevo cercare dentro di me tutti i modi possibili per rimediare al problema e sopravvivere.
Non è facile nemmeno accorgersi per tempo di questa particolare malattia, notare i piccoli segni, a partire da me che sono portata a dimenticare. Non ho mai avuto troppa memoria ma credo, o perlomeno lo spero, che ciò possa essere dovuto al fatto che sono distratta, poco precisa, non abitudinaria e che voglio fare tante cose. Mi capita di fare su e giù per le scale, di girare le stanze alla ricerca dell’oggetto perduto. Non ci voglio pensare perchè questa situazione provoca ansia e smarrimento se l’oggetto introvabile è importante.
Non è detto che ciò induca a una qualche forma di demenza. Se però succederà ci penseranno gli altri.
Mi conforta il fatto che mia suocera era una persona molto precisa, meticolosa, metodica. Quindi...
Claudia
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Anche io ho avuto mia madre con l'Alzheimer. Sono stati momenti difficili.
Doverle stare dietro era tremendo. Vedeva le bestie che uscivano dal muro, i gatti di mia figlia dentro la vetrata e diceva: "Levali da lì dentro... muoiono!" e soffriva nel vedere tutto questo.
La notte mi faceva fare le nottate. Mi chiamava in continuazione e voleva sempre essere al centro dell'attenzione. Buttava le sbarre del letto in terra e si buttava giù anche lei. Per fortuna sapeva cascare e non si faceva male.
Quando capitava di ricoverarla all'ospedale, la notte mi voleva con lei, non voleva stare sola. Così, quando la mandavano alle cure intermedie, la notte non mi facevano restare e io andavo a casa. Allora lei mi diceva: "Vai, vai via, ma domani quando torni mi trovi morta!".
Lì veniva una ragazza che guardava un anziano e, a volte mi chiedeva di andare a prendere un caffè insieme a lei. Lei non voleva e la mandava via.
Quel periodo è stato molto difficile. È morta a novantaquattro anni.
Neli
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