Micuccia
Era di nuovo primavera. Nel magico giardino di Dodo tutto era cambiato.
Non c'era più niente di quelle creature vegetali che avevano allietato le sue prime esperienze e quelle dei suoi amici.
Ora, a parte la grande magnolia, il vetusto cipresso-albergo a cinque stelle, qualche sparuto alberello da poco inserito, il giardino appariva come una distesa di terra arida e secca, che si trasformava in un pantano scivoloso quando cadeva la pioggia... e in quel periodo i temporali erano minacciosi e frequenti.
Quando non pioveva, arrivavano schiere di muratori, elettricisti e giardinieri che cercavano di finire una volta per tutte la riorganizzazione di questo prezioso giardino.
Nelle loro casette gli amichetti di Dodo attendavano con pazienza il miglioramento del tempo e la fine di tutti quei lavori che disturbavano molto la loro vita: adesso era anche piuttosto difficile trovare qualche bruchetto nel terreno o moscerini e farfalle per Gico.
Comunque, Nico era diventato di nuovo papà. Del resto la primavera era già molto avanzata.
Anche nell'hotel a cinque stelle la vita proseguiva il suo corso e il brusio vitale dei suoi abitanti si irradiava intorno continuo ma con discrezione.
E Dodo? Dodo aveva conosciuto una nuova amichetta: Micuccia. E chi era costei? Era una simpatica formicuccia rossa!
Micuccia viveva in una casetta nascosta nella scala che dal giardino conduceva al primo piano nella zona giorno della casa di Dodo. In verità, durante la recente ristrutturazione tutto era stato riportato al nuovo, per questo nessuno si spiegava come questa grande famiglia di formiche vivesse ancora lì.
Un giorno Micuccia, che girava curiosa dappertutto, scoprì un passaggio invisibile alle persone tra il muro e la porta finestra. Ne usciva un filino d'aria profumata che inebriava. Decise di esplorare quella piccola galleria dove entrava appena appena. Un odore così buono non poteva segnalare un pericolo.
Così, un passetto dietro l'altro, con costanza da formicuccia, la percorse tutta finché le sue antenne sbucarono in uno spazio aperto così grande e vuoto che mai avrebbe potuto immaginare. Micuccia certo non si spaventò. Continuò ad esplorare con metodo, attratta da un profumino sempre più intenso.
Fu a quel punto che si trovò bloccata da qualcosa di molto grande, morbido e caldo. Niente paura! Con tenacia cominciò ad arrampicarsi e un passetto dietro l'altro sbucò in cima e si trovò al cospetto di Dodo. E sì, aveva scalato il suo piedino! Ora era in bilico sull'alluce e, da lì, la vista era proprio emozionante: Dodo la guardava con interesse, mentre sbocconcellava un biscottone a forma di fiore pieno di marmellata all'albicocca.
Micuccia si sentì stordita da quell'insolita situazione. Era forse in pericolo?
"Chi sei?" chiese Dodo per nulla intimorito "Mi hai fatto il solletico... quasi quasi stavo per scoppiare a ridere... ma...è tutto chiuso... da dove sei entrata?".
Con la sua vocina quasi impercettibile Micuccia si affrettò a rispondere: "Sono passata attraverso la piccolissima galleria che sta laggiù, tra la portafinestra e il muro... non mi farai del male, vero? Io sono una formichina e mi chiamo Micuccia. Sentivo uscire un odorino invitante da lì e ho deciso di entrare.".
"Io mi chiamo Dodo e questa è casa mia. Ho tanti amichetti che incontro nel mio giardino, ma non ho mai visto un esserino come te... Vuoi una briciolina del mio biscotto?".
Micuccia sorrise e cominciò a risalire lungo la gambetta cicciotta di Dodo, che scoppiò a ridere irrefrenabilmente. Intanto Micuccia era arrivata e banchettò con quell'enorme briciola fantastica. Era davvero buona.
"Grazie, Dodo. Adesso devo andare. Posso portare una delle bricioline che sono sul pavimento alle mie sorelline?".
"Certo, Micuccia... se ce la fai! Mi sembrano così grandi per te... questo è un biscotto che si sgretola tantissimo ogni volta che lo addento. È più quello che cade in briciole di quello che riesco a mangiare... ma è così buono... me lo porta la mia nonna ogni volta che viene.".
"Dodo, non ci crederai, ma io sono fortissima. Riesco a portare pesi più grandi di me... e poi, appena sarò fuori dalla galleria, le mie sorelline e mi aiuteranno a trasportare il briciolone dentro la nostra tana. Noi formichine operaie lavoriamo tanto, ci alleniamo tutto il giorno e siamo incredibilmente forti.".
Da quel giorno, nel Giardino di Dodo, entrò una nuova amichetta. Tutti l'accolsero in pace e armonia tra il profumo di biscotto e di marmellata d'albicocca.





Anche a me piacerebbe avere una nonna che mi porta il biscotto ripieno di marmellata.......👏😄💙🐞
RispondiEliminaCome ti capisco! Io non ho conosciuto alcun nonno... e queste coccole mi mancano. ♥️
EliminaBellissima Vani!! Piacera’ sicuramente sia a Dodo sia a Sofia👏🏻👏🏻❤️
EliminaCo', vedrai che Sofia la riconoscerà... questi piccolini si ricordano tutto❣️
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