Perdersi in una fiaba
C'era una volta una bambina che non aveva amicizie perchè voleva stare sempre nel suo orto. Lì si sentiva libera anche al solo guardare un albero di fico che vedeva bene pure dalla finestra durante l’inverno, quando un manto di neve ricopriva tutto e non c’era modo di salirci su.
Lei adorava quell’albero anche se non consentiva di salire in alto e si doveva fermare nel punto dove il ramo era più solido. Era una bimba giudiziosa. Voleva volare, non cadere!
Così si arrampicava e, una volta trovato il punto giusto, si sedeva con le gambe penzoloni osservando in cielo l’andirivieni delle nuvole, il volo degli uccelli e, come loro, iniziava a volare con la sua fervida fantasia. La fantasia la rendeva leggera, si sentiva trasportata in un altro mondo.
I suoi genitori lavoravano lontano e lei si sedeva su di una soffice nuvola per andare da loro.
Sapeva che ogni fine mese sarebbero tornati a trovarla ma a lei mancavano, perchè un mese era lungo da passare. Senza contare che sarebbero potuti rimanere solo un paio di giorni.
La nonna non era una di quelle che prendono sulle ginocchia i nipoti e raccontano loro le favole e lei la vedeva quindi vecchia, brutta e incapace di affetto.
Il volo che ogni giorno la bimba sapeva “affrontare” la portava lontano, nelle cucine dove i suoi genitori lavoravano e lì trovava baci e abbracci e tante cose buone da mangiare che babbo e mamma le avevano di nascosto preparato.
Con il fatto che si potessero sbafare tanti dolcetti di nascosto, si sentiva attesa molto amata. Volare su di un nuvola speciale la faceva sentire importante. La nuvola che lei chiamava Azzurrina, ormai sua amica, passava ogni giorno alla solita ora e le aveva fatto capire l’importanza dell’amicizia.
Azzurrina era una nuvola felice e loro due, insieme, guardando il mondo da lassù, spesso ne ridevano, soprattutto se capitava di acchiappare un aquilone sfuggito di mano a un bimbo poco attento.
Il volo era il suo spazio felice.
Claudia

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