Filo
un filo di parole da 0 a 100 anni
“La Panchina” editrice
n. 26 - 11.5.2026
Se partiamo dal finale, la scrittrice ci illustra una situazione che è anche attuale. Ci parla di pedofilia della quale la bimba protagonista è vittima.
La povera bimba è piccola, ma vivendo una situazione anaffettiva, violenta e pure di miseria, nonostante i suoi cinque anni, pensa come fosse adulta. Ci insegna che tutto sommato anche le difficoltà non portano solo sofferenza, ma hanno il rovescio della medaglia. Si può essere resilienti già a quell’età. Nella sua testolina trova tutti i possibili escamotage per sentirsi invisibile, immagino che cercherà pure di mettersi uno scudo davanti, non per respingere ma per tenersi alla larga dalle offese di tutti, spingendo i discorsi che sente su di sé, laggiù, fin nel suo animo più profondo. Si guarda intorno, è una bimba intelligente e cerca il positivo dalla morte della nonna. Avrà un letto tutto per sé.
Presentandosi al lettore con nome e cognome intende affermarsi, identificarsi, avere una sua personalità.
Tutto sommato, poi, il compagno di sua madre, pedofilo, le piace anche se non in ogni suo aspetto, perchè è l’unico che con lei in certi momenti assume un tenero atteggiamento. La tiene anche in considerazione dicendole che quello è il loro segreto e lei lo deve mantenere.
Un racconto sulla miseria come condizione, sull’ignoranza di sentimenti che porta alla scarsa comprensione di persone e situazioni.
Il vuoto che sua madre ha nel cuore la porta al bere e vive quindi la sua vita in stato di ubriachezza piuttosto che in funzione della figlia che vuole nascondere pure i suoi begli occhi scurissimi, dagli altri tanto odiati, tenendo basso lo sguardo.
Complesso. Non male.
Il primo racconto contenuto nel libro che stiamo portando alla vostra attenzione è riuscito a riportarmi ad una realtà che, pur se da lontano, ho avuto la possibilità di osservare direttamente nella vita.
La bambina, al capezzale della nonna, osserva la morte con la logica che la induce a valutare con freddezza la sua vita di bambina sfortunata. Non ha paura della morte. In fondo ogni cosa è inevitabile e se la fa scivolare addosso, quasi negandone l'orrore, per non soccombere.
La bambina bastarda e la madre non sposata stanno pagando a caro prezzo questa situazione. C'è un uomo che se ne sta approfittando e questo è davvero troppo. I suoi viaggi notturni nel letto della bimba vengono interrotti bruscamente, quando beve l'acqua che la bimba ha avvelenato.
La lettura del racconto scorre veloce. Sembra che la scena venga descritta con uno sguardo adulto e la conclusione è del tutto inaspettata.
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Difficile al presente accettare che una bimba di cinque anni si possa sentire colpevole di un rapporto extraconiugale da cui é nata. Un figlio è del tutto estraneo alle colpe della madre, questa bimba invece ha la convinzione di essere emarginata e quindi considerata bastarda dalla famiglia per questa colpa della madre ricaduta su di lei, che è accidentalmente venuta al mondo.
Sicuramente la causa di tutto ciò è dovuta ai familiari che l'hanno colpevolizzata e fatta crescere con una angoscia che la perseguiterà ingiustamente durante tutta la sua vita.
Questo racconto mi ha suscitato tanta curiosità. Mi ha colpito, per esempio, che questa bambina così piccolina, di solo cinque anni, leggesse già tutti quei libri. Ho i miei dubbi che ciò possa essere realistico.
Poi c'è da dire che la famiglia era un po' strana. Si capisce sia dalla morte della nonna. sia da quel misterioso uomo che vive in casa e la notte si infila nel letto della bambina e la tocca. Non si capisce nemmeno bene chi sia questo uomo. In ogni caso è strano che nessuno se ne accorga.
Anche la mamma non è molto chiara: nell'atmosfera familiare c'è quest'uomo, che come abbiamo detto non si capisce bene cosa ci faccia. È un amante o lei ha bisogno di soldi e si prostituisce?
Riguardo al fatto della morte, poi, sono d'accordo nel far partecipare i bambini, anche perché a me è successo e proprio con mia nonna. A me è rimasto un bel ricordo di quei momenti di veglia e di preghiera. Penso che vada spiegato con gentilezza e amore che la morte fa parte della vita.
E anche questa cosa che la bimba aspettava che morisse per avere il letto della nonna non mi sembra una cosa tanto amorosa, ma la famiglia del mulino della pubblicità credo proprio che non esista. Invece nel bene e nel male le famiglie dovrebbero stare molto unite, aiutarsi e guardare e controllare al meglio i figlioli.

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