Profondità
Che ve ne pare?
Di cosa si tratta?
Dove ci condurrà questo viaggio?
💥
Sono entrata in Santa Maria del Fiore a Firenze. Come tutte le opere desta meraviglia, soprattutto per il pavimento. Lì per lì mi ha ricordato il duomo di Siena, il primo che ho visto con il pavimento in marmo e non ne sarei mai uscita perchè quello è veramente interessante, oltre che magnifico. Anche questo è indubbiamente magnifico ma i riquadri non hanno immagini e nel complesso è un genere che mi disorienta. Ho davanti un particolare riquadro che mi desta un profondo senso di vuoto. Guardandolo intensamente dall’alto, vedo un imbuto che mi porta velocemente in fondo ad esso. Di coseguenza mi trovo davanti a un precipizio angosciante che mi conduce nell’ignoto.
A me, che sono una persona in cerca di possibili certezze, mi induce a fuggire.
Bisogna riconoscere l’intelligenza e la maestria di chi lo ha fatto. È un opera perfetta altrimenti non susciterebbe il giusto effetto.
Credo che tutti noi si tenda alla perfezione ma, non essendo un obiettivo veramente raggiungibile, occorre sapersi accotentare delle nostre umane deficienze. Se qualcuno credesse di esserci riuscito, potrebbe avere un problema di fondo non indifferente.
Errori se ne fanno. Impariamo a schernirci e resteremo nella realtà.
Claudia
💥
Da un'immagine proposta nel nostro incontro a "LA PANCHINA", abbiamo detto "la nostra" e... quello che sembrava ad ognuna di noi.
Di primo acchito, a me è sembrata la ragnatela di un ragno (che io ammiro con meraviglia, ogni volta che mi capita di vederne una !).
Ma... era solo perché l'immagine era troppo piccola e... un po' sfocata.
Ingrandendola, mi è sembrato essere, probabilmente, un cestino fotografato da sopra, con disegni arabeschi orientaleggianti, oppure, un pavimento visto dall'alto (dato che... a guardar bene, su un lato, ci sono delle persone che ci camminano sopra) che, con delle geometrie studiate ad hoc, crea questo effetto ottico particolare!
Altre di noi hanno detto di vedere...
chi un pozzo, visto dall'alto;
chi una cupola, vista dal basso;
chi una fustella della ricotta...
Comunque sia, l'immagine, a me, suggerisce... un TUTTO che, DA DIVERSI PUNTI, porta al CENTRO.
È un po' quello che ognuno di noi cerca di fare nel proprio cammino di crescita.
Poiché siamo animali sociali, dal centro, abbiamo bisogno anche di tornare verso la periferia per apprendere ed attingere tesori che possono generare favolose "costruzioni"!
E... così via :
LA VITA È MOVIMENTO !
E l'andare dalla periferia al centro e viceversa, ...poi tornare al centro, (oppure, ...per chi preferisce: scendere e... risalire, per poi riscendere...) è la METAFORA perfetta del nostro vivere !
Facendo ricerca, abbiamo saputo che quell'immagine è una porzione di pavimento del Duomo di Santa Maria del Fiore, a Firenze.
Dobbiamo riconoscere che, in quel tempo, c'erano dei "crani" che non avevano solo delle mani da artisti/artigiani, ma anche un cervello e un grado di spiritualità da saper parlare all'anima con le immagini (...per chi ha la sensibilità di vedere, di ascoltare, di interiorizzare... e poi fare azione esteriorizzando...) !
Mi piacerebbe tanto essere una piccola particella senziente e... poter fare un viaggio nei pensieri, nei sentimenti, nelle idealità di quegli artisti che poi... sono passati alla STORIA per le loro opere eccelse che, a tutt'oggi, noi possiamo ammirare.
Fino a che... uno sciagurato guerrafondaio distrugge tutto in pochi secondi...
Assuntina
💥
L'effetto di questo stupendo pavimento del Duomo di Firenze progettato e costruito nel 1800 dall'architetto Enrico Romoli, camminandoci sopra, é ben diverso se si sale nella navata e lo si guarda dall'alto verso il basso. Solo così si vede che il pavimento scende verso il fondo con una fantastica prospettiva che non risulta assolutamente spiacevole anche se la sensazione é quella di sprofondare in un vortice retato. Guardando l'opera nasce subito una sensazione di curiosità per scoprire cosa c'è scritto sul fondo...
E lì si legge OPA diminutivo di Opera, Opificio, ma la nostra mente ci può leggere tutto ciò che desidera in questa bellissima prospettiva da dove nasce tutta l'opera.
Chissà se per caso dall'alto qualcuno volesse scendere fino in fondo cosa potrebbe trovare oltre alla scritta... Un desiderio mai realizzato? Un sogno forse? e perché no. Bene, ecco vorrei che laggiù ci fosse un mago che mi tolga gli acciacchi di dosso, perché ora comincio ad essere stanca di avere dolori e altri problemi. Forse la sigla OPA significa "Organizzazione partenza acciacchi" ed é proprio l'ideale per vedere sparire queste scocciature. Mi ci butto subito. Grazie, Enrico Romoli!
Lauretta
💥
......... Stiamo parlando di un'opera d'arte.
Qualcuno forse ricorda che anche sulla panchina abbiamo provato a giocare con le linee e le geometrie... il risultato è sempre straordinario!
A questo proposito mi vengono in mente gli artisti di strada, che spesso disegnano sull'asfalto queste illusioni ottiche in tempi brevi e con una abilità che lascia senza fiato. Sui social ogni tanto ne compare una ......... (v. Post "Lucca Estate - 26.8.2026")
Vanina
💥

0 commenti:
Posta un commento