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Consigli per la lettura delle pagine
: 8

Il blog parte con i post periodici con cui
lanciamo spunti e ci teniamo in contatto.

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L'elenco è lungo, la voglia di scrivere è tanta,
lasciatevi coinvolgere per allenare i muscoli
della mente e del cuore

Buona lettura



F I L O - la RIVISTA de "La Panchina" - n. 31

 






Filo

un filo di parole da 0 a 100 anni

un filo di nuove opportunità

“La Panchina” editrice  

n. 31 - 28.9.2026


Editoriale

Salve,
amici lettori!
Grazie di essere ancora
qui con noi,
per un nuovo numero di
"F I L O".

Siamo al n. 31
e anche questo è un numero
monotematico.

Il tema
che vi proponiamo
questa volta
vuole sottolineare l'importanza
della musica per il nostro
equilibrio emotivo.

Se si cerca
nel nostro profondo,
ci si accorge che tutti noi,
senza saperlo,
abbiamo composto
una colonna sonora
che commenta passo passo 
la  nostra vita.

Ci avete
mai pensato?

Vanina




🥁

Sono abbastanza grande... da aver visto il mondo quando ancora la televisione non era nelle case di tutti!
In casa mia, c'era la radio che io ascoltavo volentieri e, nello stesso tempo, facevo quello che volevo fare perché... non c'era... "uno schermo da guardare"!
Mi piaceva molto ascoltare le canzoni che mi facevano volare oltre i miei orizzonti.
A differenza di quelle di oggi che... non riesco ad apprezzare, perché sono tutte in inglese (che non capisco!) e con dei ritmi musicali che non corrispondono alle mie vibrazioni interne (a parte qualcuna).
La radio era collocata su un mobile della grande cucina, ma io... non volevo stare sempre lì!
Molto spesso andavo "al cacco": uno spazio all'aperto (con un grande albero di cachì - che c'è ancora - piantato da mio nonno Olinto, che io non ho mai conosciuto perché morto prima che io nascessi), che era ad una uscita del piano nobile (quello abitato) della nostra casa.
Lì, avevo modo di ascoltare le canzoni che provenivano dall'abitazione vicina.
In particolare, ricordo "Il Mondo"... 🎼 🎶🎵..."non si è fermato mai un momento... La notte insegue sempre il giorno! Ed il GIORNO... verrà!!!"
Mi fa ricordare, ripensandoci ora, mio padre che non voleva che mi "attaccassi" emotivamente e affettivamente alle cose presenti, perché questo mi avrebbe limitato ad aprirmi al futuro e... a costruirmelo.
Intanto... io godevo della musicalità di questa e di altre canzoni, molto orecchiabili e con parole che parlavano al cuore.
Carissimi lettori, avrei potuto raccontarvi tanti altri aneddoti del mio vissuto, ma voglio lasciare spazio a voi... ai vostri racconti ed emozioni, in questa bella Rivista di "F I L O".
Assuntina 



🎷

Nel corso della vita ho cambiato interesse verso i vari generi musicali. Quello che ricordo, se voglio cominciare dai primordi della mia vita, è che mi avevano regalato tre dischi completi di un prisma nel quale, girando, si potevano vedere le figure in movimento. I dischi però sono stati tanti anni dentro la scatola.  Li ricordo particolarmente perchè io non avevo il giradischi quindi non potevo vederne l’effetto e nemmeno ascoltare le canzonette.

Sembrerà un poco infantile, sciocco per la mia età, ma ogni tanto li ascolto e guardo gli gnomi che saltano con la fatina che agita la bacchetta magica .....etc etc.... visto che quando ho avuto il giradischi per me era troppo tardi.

Una volta cresciuta è arrivato il tempo dei cantanti e dei complessi che ascoltavamo alla radio o al mangiadischi di chi lo aveva. Facevamo la collezione delle cartoline dei cantanti e per me era un mondo dorato, lontanissimo ma mi faceva sognare. Era il tempo di Patty Pravo, dei complessi come i Giganti che, con le loro canzoni molto commerciali, si contendevano la classifica che di giorno in giorno variava. Era la Hit Parade che ascoltavo alle due alla radio.

Poche mantenevano il primo posto per mesi.  Ricordo che le prime canzoni di Mina mi davano fastidio. Avevano un ritmo esuberante e strillato, per le mie orecchie, ma poi anche lei cambiò modo di cantare per diventare un mito.

Con la televisione potevamo seguire San Remo con i cantanti fin troppo seriosi, con il microfono in mano non si muovevano di una virgola fino a che non arrivò Adriano, “il molleggiato” con le sue prime canzoni. Precursore dei tempi con l’attualissima “Il ragazzo della via Gluck”.  E pure i Beatles!

Cambiai poi genere seguendo De Andrè, Guccini, Il Banco del Mutuo Soccorso, Le Orme e qualche complesso straniero tipo Simon & Garfunkel e i Pink Floyd, credo arrivati dopo in Italia. Ascoltavo i loro LP seduta per terra, al buio, nella cameretta della mia amica Antonella, che io chiamo Antobella tanto che è dolce, resiliente e ricca di animo.

Quando andavamo a scuola a Santa Fiora, sul pullman, cantavamo Battisti, un altro mito. Il canto ci accomunava, si cantava a squarciagola non badando alle varie stonature.

Andavo anche a ballare ma solo per seguire alcune mie amiche perchè  a me il ballo non è mai interessato. Oggi a volte seguo il pattinaggio artistico perchè è come un ballo ma non è impostato, dettato da passi obbligati e mi desta meraviglia tanta è la scioltezza e l’armonia.

Un poco più avanti negli anni ho preferito la musica classica. Solo musica perchè  rilassa e addolcisce l’animo. E poi la potevo ascoltare facilmente alla radio della mia automobile. Radio Classica, appunto. Ho scoperto dopo che la musica classica ha miglior senso con il canto e ho apprezzato l’opera. Un romanzo cantato con rappresentazione teatrale e magnifici scenari. Oggi è questo il genere che mi piace.

Claudia



🎸

Pensando alla musica, mi tornano in mente alcuni episodi della mia vita.
Anni fa mi è capitato di iscrivermi a una scuola di ballo perché mi è sempre piaciuto ballare. Mio marito i primi tempi aveva accettato, ma poi per il vizio del fumo si assentava sempre. Il maestro di ballo e sua moglie mi facevano ballare con loro. A un certo punto abbiamo smesso.
Mi piace molto la musica. Quando mi capita compagnia, esco e vado al karaoke. Mi  piacciono tanto le canzoni di Mango, Iva Zanicchi, Rino Gaetano, ormai morto da anni, di Mia Martini, anche lei andata via troppo presto.
Quando ero ragazzina mi è capitato di andare a una festa da ballo a casa di una mia amica con mio marito che allora era il mio fidanzato. Io non ballavo, così lui aveva scommesso con un nostro amico che non avrei ballato. Io da una amica lo venni a sapere. Per fargli perdere la scommessa, io ci ballai anche se non sapevo fare. Mi guidava lui e ce la feci.
Nely




🪇

La radio... Fantastica per me che ero piccolissima! Quattro anni? Cinque? Una volta sollevato il pesantissimo coperchio di legno, giravo la manopola e seguivo sul vetro illuminato di giallo l'asticella marrone, che si spostava alla ricerca della stazione che trasmetteva... Quanti nomi su cui fantasticare da più grande! Subito la musica riempiva il mio mondo ed io, immediatamente, ne sottolineavo il ritmo muovendo le piccole dita su un pianoforte immaginario. In realtà si trattava del bordo del pretenzioso radiogrammofono di legno che, scatola magica, racchiudeva tutte quelle meraviglie tecniche.
Spesso in quei momenti entravano dalla finestra altre note in voga in quel periodo, canzoni popolari magari anche quelle dei primi festival di Sanremo. A me colpiva molto il Quartetto Cetra con le loro "Vecchia America", "Aveva un bavero color zafferano", "Un bacio a mezzanotte". Ancora oggi ricordo con emozione la bravura nel miscelare le loro voci e, nemmeno a dirlo, i testi simpatici delle loro canzoni.   (continua)
Vanina



🎶

Da bambina adoravo ballare e ascoltare “a tutto volume” le canzoni che trasmetteva la radio. Mi chiudevo in camera mia e iniziavo a volteggiare imitando le più famose ballerine della tv e quelle del teatro alla Scala. Il mio volteggiare era un semplice girare intorno, ma in quegli istanti ero la bambina più felice del mondo!
A venti anni ho scoperto, quasi per caso, “Io vagabondo” dei Nomadi, sembrava la canzone scritta per me… rappresentava benissimo il mio bisogno di libertà e di crescita.
In quel periodo avevo esasperato la mia famiglia ascoltandola a ripetizione… portavo il mangiacassette rosa in ogni dove. Queste le parole che mi colpivano nel profondo: “Io un giorno crescerò
E nel cielo della vita volerò.
Ma un bimbo che ne sa?
Sempre azzurra non può essere l'età”.
Sentivo la necessità di questo continuo incitamento per poter credere di riuscite a spiccare il volo e a non rimanere sotto una campana di vetro. 
Un’atra frase che sentivo e
profondamente mia era “Ma lassù mi è rimasto Dio”… la fede è da sempre un’ancora che mi salva.
Non mi rispecchiavo nel senso letterale del titolo “ lo vagabondo”, ma nel senso romantico (vagare con i pensieri, con la fantasia). 
Monica



🎻

Canzoni... Mi ricordo il classico jukebox. Non vedevo l'ora di avere una monetina per poterla mettere e poter scegliere le mie canzoni preferite. 
Io abitavo in un paese e vicino a me c'era un bar in cui c'era questo jukebox, che tutto il giorno mandava la musica. Io ero molto felice, perché ho amato tanto la musica. Mi piaceva ballare tantissimo e la musica è stata sempre presente in me.
Sono stata una bimba, poi una ragazzina molto vivace e le canzoni hanno hanno fatto parte della mia vita. 
Ai miei tempi sono andata a vedere Patty Pravo, Rita Pavone... a tutti i concerti se potevo ci andavo. Mettevo i miei soldini da parte e ci andavo. Però vi devo dire che c'era la mia mamma, la mia carissima mamma, che era disperata, perché a giornate - allora c'era la radio - era accesa a tutto volume. Nel ricordo non c'è una canzone singola ma tante tante canzoni che mi piacevano, non una in particolare.
Ce ne sono tante, ognuna è legata a un mio evento, a ballare e con gli amici, al mare e ai monti. Non potrei descriverle tutte. 
E poi ne vogliamo parlare del famoso mangiadischi? Quanto mi ha fatto compagnia! È stato sempre insieme a me. Lo portavo al mare, ai monti, a fare il pic-nic coi miei amici. Era un po' il mio cellulare di ora, anche se era solo per ascoltare i dischi.
Stamani Vanina mi ha fatto scendere e salire le scale dei ricordi in una escalation di emozioni. Grazie, Vanina. Hai colpito ancora. 
Poi un'altra fase della mia vita. Un tempo la musica sinfonica non la potevo sentire, non mi piaceva, non mi divertiva, la trovavo noiosa, non la capivo. Con l'età poi ho incominciato ad apprezzarla questa musica, questa musica che ti trasporta, che è interessante. Prendiamo per esempio Mozart... o altri musicisti che possa capire, perché ho cominciato tardi ad apprezzare queste cose. È stato un corso di musica che mi ha fatto un certo Colombini che mi ha scatenato questa voglia e ora questo tipo di musica lo ascolto volentieri. Sapete che vi dico? Che le canzoni adesso mi danno quasi fastidio.
E poi ci sono le opere... non le capisco del tutto, però mi stanno proprio prendendo, prendendo davvero tanto...
Alba




🥁

Se penso alla colonna sonora della mia mi sento in un vortice musicale perché la mia esistenza fino dai primi anni é stata legata alla musica. 
Negli anni della scuola hanno accompagnato le mie giornate le colonne sonore dei film che al giovedì, essendo giorno di vacanza, la nonna mi portava a vedere.  Alla sera invece la musica cambiava. Non esisteva ancora la televisione e mio padre, dopo cena, si accostava al giradischi  e, uno dopo l'altro, mi faceva apprezzare, nonostante  la mia tenera età, vari pezzi di opere liriche del grande Giacomo Puccini, che sono rimaste nel profondo del mio cuore ancora adesso e che amo tanto da non perdere l'occasione per partecipare a ogni concerto che avviene nella mia città. Ma d'altronde come può non amare Puccini una che si chiama Lauretta e chiamava suo padre "babbino"? 
Poi gli anni sono passati, i miei interessi musicali sono logicamente cambiati e diretti verso una musica per me fantastica che é la musica brasiliana degli anni 60. Il mio compositore e cantante preferito era Chico Buarque de Hollanda la cui musica "desafinada" mi faceva sognare e mi coinvolgeva, invogliandomi a muovermi ancheggiando come se sapessi davvero ballare....
Molte volte mi accade, quando sono a casa e sono indaffarata in cucina, di dire: "Alexa, canzoni di Chico Buarque". Entro così in un mondo lontano che mi dà tanta serenità...
I tempi della gravidanza, molto meno sereni, erano accompagnati dalla voce di Fabrizio de André di cui avevo tutte le musicassette e le cui canzoni oltre a divagarmi, mi trascinavano nei suoi mondi profondi.  
Poi ad occupare i miei interessi musicali é arrivato Burt Bacharach  con la sua musica piacevole, serena, allegra, capace di rendere partecipi... Sono riuscita a vedere il suo concerto al Summer Festival qui a Lucca poco prima che novantaquattrenne se ne andasse. Ma la sua musica non se ne é andata con lui, rimane sempre in un lungo scaffale che ogni tanto spolvero scoprendo un'altra sua composizione stupenda da ascoltare.
Insomma la mia vita é e sempre sarà accompagnata da una colonna sonora varia e piacevole.
Lauretta 
















 

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