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Consigli per la lettura delle pagine
: 8

Il blog parte con i post periodici con cui
lanciamo spunti e ci teniamo in contatto.

Sotto seguono una serie di pagine
(link) divise per argomento.

Clicca sulla pagina desiderata.

L'elenco è lungo, la voglia di scrivere è tanta,
lasciatevi coinvolgere per allenare i muscoli
della mente e del cuore

Buona lettura



giovedì 9 novembre 2017

C'era l'autunno









Ecco. Mi sono appena seduta sulla nostra panchina.
Avevo proprio bisogno di respirare un po' di aria pura, quella rarefatta che circonda questo luogo magico, in cui le idee la fanno da padrone e incontrano la fantasia che è la loro ancella.
Ho sempre avuto un debole per il colore più  che per la forma, per le sfumature più che per la pignoleria dei dettagli.
La natura generosa ci ha sempre gratificato con tutte le sfumature dell'iride, che alterna come abiti stagionali.
Questi sono ogni volta uno spettacolo irripetibile, uno spettacolo sempre simile a se stesso e pur sempre meravigliosamente diverso.
Eccoci giunti nuovamente al vestito autunnale.


 C'era una volta e ancora c'è...


Un'amica de “La Panchina“, la carissima Stella, mi ha inviato una foto bellissima.
Vi sono pochi semplici elementi che disegnano l'autunno, un autunno che comunque accoglie, che ci  immerge in colori che formano il tempo, che bisbigliano storie magiche di scoiattolini che raccolgono ghiande, di animaletti di ogni forma e dimensione che allestiscono tane per il rigido inverno, di odori di funghi e di castagne che cuocciono al fuoco.
Ci richiamano all'oggi il noi-bambino, quando con il grembiulino ancora nuovo ascoltavamo i racconti bellissimi che i libri di scuola illustravano.
Vedo (o rivedo?) un picchio che al tronco si aggrappa.
Sento chiarissimo il tic tac del suo becco sulla dura corteccia del grande albero nel giardino della scuola.
Cercava il picchio larve gustose con grande impegno e suonava una musica nuova per noi che eravamo lì, zitti, in ascolto.
Monotone le gocce di pioggia scendevano intanto generose.
Ristoravano le erbette del prato ancora verdi e piene di vita.
La sinfonia di pace e di suoni ritmici creava un'atmosfera fantastica ed onirica.
Poi la pioggia gradualmente cessava, il sole faceva capolino e gli ori e i rossi e i ruggine del bosco della villa ricominciavano a sfavillare in un tripudio di luce autunnale.
Oggi, qui intorno alla nostra panchina, osservo uno spettacolo intrigante.
È simile a quello della mia memoria eppure è così diverso e speciale, rinnovato com'è solo per noi che lo viviamo in questo momento.

È  bello recuperare dalla memoria i ricordi buoni che ci strappano un involontario sorriso sulle labbra al solo pensarci, ma molto importante è anche rivivere quelli più brutti per eliminarli dalla nostra vita, rielaborarli col senno di poi, gettarli nel cestino delle scorie e riempirsi gli occhi e il cuore dall'atmosfera rarefatta e meravigliosa che si respira qui, adesso, intorno a noi.

Grazie per essere stati con me.
Alla prossima.
Vi aspetto!
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!






Published: giovedì 9 novembre 2017

martedì 7 novembre 2017

Il Verbo









Buongiorno sotto la pioggia, amici cari de “La Panchina”!
Un'altra settimana è ai nastri di partenza.
Questo tempo scorre veramente in fretta!
Dunque, proprio per questo, affrontiamolo con brio e voglia di vivere.
Proviamo a cambiare prospettiva e godiamo anche dell’avere tanto da fare.
Se siamo poi così fortunati di avere un lavoro, godiamoci anche la fatica di alzarci presto e di lavorare sodo.
In fondo se il bicchiere è mezzo pieno tutto è meno pesante e meno tedioso.
Tentiamo di riflettere su questo.

Vorrei far notare, ancora una volta, che queste semplici considerazioni che andiamo snocciolando sono possibili grazie ad un insieme di parole che concretizzano i nostri pensieri.
Infatti, è a tutti evidente che utilizziamo collane di parole per chiarirci come ci sentiamo e come potremmo sentirci intervenendo in qualche modo su di noi.
Già! Le parole hanno dei poteri magici e con la forza dei pensieri con cui sono strettamente interconnesse riescono addirittura a modificare la nostra percezione e la nostra realtà.
Giorni fa ho avuto occasione di leggere un libercolo in cui si citavano dei versi del Vangelo.
Sono stata davvero colpita per lo stretto collegamento che ho trovato con queste tematiche.
Vedere sottolineare l'importanza della parola in modo eclatante mi ha molto colpito.
Osservare l'importanza del linguaggio emergere addirittura dalla notte dei tempi è stato inevitabilmente oltremodo emozionante.
Dunque racconta il Vangelo che la parola è il principio di tutto.
Chi non ricorda “In principio era il Verbo.... e il Verbo era Dio... e tutto è stato fatto per mezzo di lui...”?
Pensate! La parola si identifica addirittura con la divinità, è il principio di tutto e tutto si fa attraverso  di essa!
È davvero interessante vedere che l’uomo ha sempre saputo che la parola, il linguaggio, la formazione e la condivisione delle idee, sono talmente importanti da essere il fulcro della propria vita, quindi indispensabili alla stessa sopravvivenza.
Come mai oggi si rifugge spesso dal buon utilizzo della parola e quindi dalla conseguente speculazione del pensiero?
Perché ci si accontenta degli stereotipi, delle frasi fatte e di routine, di un interesse per le parole che spesso è pari a zero?
Forse, per stare bene o almeno un pochino meglio, dovremmo ricominciare a scoprire la loro magia
È proprio questo il vivere tra le parole che auspica “La Panchina”.
È riscoprirci esseri pensanti che costruiscono se stessi attraverso nuove e più numerose parole, organizzate in splendide collane di pensieri.
Quindi andiamo a tutte parole... e qualche pensiero!

Buona giornata, amici cari de “La Panchina”!
Tornate ancora qui a fare un bagno, spero molto piacevole, di meravigliose parole!



Published: martedì 7 novembre 2017

giovedì 2 novembre 2017

Stimolo amico









Buongiorno!
Torno ancora per scambiare con voi due parole anche oggi.
C'è molta gente questi giorni intorno alla nostra panchina.
Ne sono proprio contenta!

Questa foto, volutamente nebulosa ed incerta, è stata scattata durante l'incontro di cui al post precedente.
Perchè nebulosa? Per entrare nel magma dei pensieri più profondi e confusi.


                        


Questa foto, dunque, dimostra come le parole possano sorgere spontanee insieme alle idee, anche partendo da semplici strumenti di cui non dobbiamo avere paura… carta per scrivere, matite colorate, foglietti.

Nelle bustine avevo posto il disegnino di una bifora dalla quale si affaccia un uomo. Ne ho donata una ad ogni convenuto.
Ho chiesto anche di raccontare i pensieri che venivano via via loro in mente.
Quale lo scopo?
Un regalino da portare via dà sempre gioia a chi lo riceve. Evoca sorpresa costruttiva e pensieri belli e positivi.
L'immagine,  anche insolita se vogliamo, apre mondi impensati, sconosciuti, intriganti.
Ognuno può fare il suo percorso di pensieri ed emozioni, traducendolo in parole che senza quello stimolo mai sarebbero state dette.

Io ho poi comunicato il mio pensiero.
In quell'immagine io vedo un possibile "amico immaginario", come quello che hanno molti bambini,  quello che mi può aprire mondi nuovi e riportarmi al “fanciullino” che sonnecchia sempre dentro di noi, anche se apparentemente siamo adulti con la barba o vecchi addirittura.
È  questo il mondo bello da riscoprire per trovare conforto alle ansie quotidiane, quelle evocate da un mondo che va troppo di corsa e non ci lascia mai il tempo di riflettere, di meditare, di digerire ciò che ci accade.

Ho letto negli occhi dei convenuti una sorpresa reale, un piccolo sasso lanciato per fare cerchi nell'acqua.

Grazie, amici, per essere stati qui.
Tornate ancora. È  bello allenare i muscoli della mente e del cuore.


Published: giovedì 2 novembre 2017

mercoledì 1 novembre 2017

Sulla panchina












Eccoci insieme su una possibile panchina!


                                                 

Buongiorno, cari amici de “La Panchina “!
Eccoci qua di nuovo insieme.
Il ricordo del nostro incontro reale è ancora vivo ed emozionante.

Questa è una delle immagini-ricordo, un piccolo scorcio dal quale si comprende l'atmosfera rilassata che abbiamo vissuto.
I pasticcini sono qualcosa in più come è facile comprendere.
Ci sono perché il taglio che era stato dato all'incontro era un po' quello di un “tè letterario” tra amici.
È ovvio che creare una circolarità di parole e di pensieri non ha necessità imprescindibile di questo.
Quello che è importante, invece, è guardarsi negli occhi e predisporsi a rilassarsi e a farsi coinvolgere.
Anche quando si è tendenzialmente molto chiusi, questo cerchio di sguardi trascina inconsapevolmente al coinvolgimento.
Interessante notare la posizione di calma accogliente dell'una e l'impegno ad esprimersi dell'altra.

Il suggerimento per tutti è a partecipare con fiducia non solo allo snocciolarsi dei nostri pensieri virtuali, ma di ricercare anche nella realtà momenti come questi in cui le conversazioni non si limitino a bere birra e cocktails, ma cerchino di scavare nei nostri bisogni profondi e generino una disponibilità all'ascolto che fa tanto bene al cuore.

Sì può imparare, credetemi!

Grazie, amici, per essere stati qui.
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!









Published: mercoledì 1 novembre 2017

giovedì 19 ottobre 2017

Prima panchina reale








Buongiorno, amici de “La Panchina”!
Come  va?
Benvenuti!
Oggi in lontananza il cielo è un po' bigio, ma qui la luce è sempre quella fantastica che si sprigiona dalla panchina o, meglio, dalla nostra mente e dai nostri pensieri.
In questo spazio non ci sono perturbazioni atmosferiche che vengano a turbarci,  non ci sono se appena appena noi non lo vogliamo e non lo permettiamo.
Qui possiamo scegliere noi.
Pensate quale grande libertà di scelta abbiamo!
In questo spazio possiamo fare davvero quello che vogliamo.
È solo qui che possiamo incidere in modo totale, allontanandoci dalle mille e una pressioni esterne.

Ieri c'è stata una grande affluenza qui intorno, specialmente dalla Russia.
Sono stata davvero molto contenta di questo.
Spero che restiate a lungo con noi!
Approfitto per ringraziare anche le molte persone affezionate che seguono “La Panchina“ regolarmente tramite i lanci che faccio su Facebook.
Per me la vostra assiduità è preziosa.

Intanto, parlando del più e del meno, io mi sono già completamente rilassata.
Magia delle parole e dei pensieri, io sto già bene e potrei riprendere la routine quotidiana con nuova grinta ed efficienza.
Invece voglio raccontarvi ancora qualcosa.
Ieri pomeriggio ci siamo incontrati per una ristretta PANCHINA REALE.
È stata questa la PRIMA PANCHINA RITROVATA.
Abbiamo trascorso un paio d'ore nel mondo delle idee, nel silenzio e nella pace di una panchina ricreata per star bene.
L'assenza di movimento e di rumori è stata fondamentale, un musica bassissima ha fatto da discretissimo sottofondo.
Un biscottino ed un tè non hanno disturbato il fluire dei pensieri, che per una volta non si sono scontrati o accavallati, ma si sono serenamente confrontati.
Alcune esperienze meno positive sono fluite come fosse la cosa più  naturale del mondo, ma anche pensieri nuovi sono saltati fuori con gioia ed allegria.
Questa parte più creativa è stata quella più bella.
Spaziare in campi mai praticati ha indotto nuove connessioni, considerazioni, emozioni, che sono quelle secondo me più importanti.
Sì, più importanti perché attivano nuovi schemi di pensiero, nuove sinapsi che fanno bene al cervello e alle nostre emozioni,  proprio quell'allenamento dei muscoli della mente e del cuore, che richiamamiamo sempre qui intorno alla nostra panchina.
Qualcuno ha disquisito sull'amore come motore del mondo, l’amore che fa bene a tutte le persone con le quali ci relazioniamo.
Qualche altro ha sottolineato come sia importante poter condividere le proprie idee e il proprio sentire con qualcuno che ti ascolti, cosa questa molto difficile da realizzare.
Io ho scelto di leggere ai convenuti una mia filastrocca per bambini, quella di un folletto che si chiama Rarité.
Uh, come mai mi è venuta un'idea così infantile da proporre in questa occasione?
Non è stato per sbaglio o per abbassare il livello della discussione.
In realtà volevo entrare in un mondo piuttosto sconosciuto per gli adulti, far vivere loro un momento altro completamente diverso da quelli vissuti abitualmente.
Lo scopo era di assaporare insieme un momento di leggerezza, che mettesse in moto qualcosa di nuovo: sensazioni, emozioni e ricordi, ironia e gioco, ma non solo.
Infatti il secondo obiettivo correlato era attivare appunto nuove riflessioni, connessioni, inferenze e quant'altro accade nella nostra complessissima mente in presenza di nuove esperienze.
Quel folletto dispettoso, un amico immaginario come accade di averne a molti bambini, può anche essere una metafora per rappresentare quella parte di noi che non invecchia mai, che sempre si stupisce e che forse costituisce il nostro vero Io.

Ieri pomeriggio ho visto occhi brillanti ed animi sereni intorno alla panchina.
Spero che anche voi, che partecipate a questo momento di parole e pensieri, abbiate un input di nuove idee quando vi allontanerete per ritornare nel vostro mondo reale.
Sono stata molto contenta di avervi avuto qui con me ad allenare i muscoli della mente e del cuore!
Tornate ancora per vivere in armonia tutti insieme momenti di parole e di pensieri liberi.



Published: giovedì 19 ottobre 2017

martedì 10 ottobre 2017

Saggezza nel fosso








Il sole ha appena fatto capolino tra i tetti delle case.
Filtra adesso tra le fronde sempre verdi degli alberi che schermano l'orizzonte intorno alla nostra panchina.
I colori ora non mancano di certo…  mille sfumature di ocra e di tabacco si rincorrono sul terreno già bruciato.
Alcune foglie cadute punteggiano il piccolo spiazzo in cui lo scoiattolo sta per saltare.
No, si arresta. Annusa l'aria. Avverte la nostra presenza e ristà.
All'ombra, i ciclamini sono spuntati generosi, le loro piccole foglie a cuore una carezza per lo sguardo.
E poi si avvertono, più che vederli, i colori sfumati delle nostre anime in attesa nella radura.
Stiamo giocando un nascondino profondo in cui è bello palesarsi un po', ma anche celarsi a conservare la nostra intimità che sempre un pochino ci fa paura.
Io mi sono già seduta da un pezzo.
Mi piace questa luce che viene di lontano e lucida ogni cosa.
Apparentemente sono sola, ma la solitudine è una buona compagna, utilizza i miei pensieri per farne collane.
In questi fili di idee riconosco parole amiche.
Riconosco anche nomi.
Sono nomi di donne e di uomini che riportano a me persone per le quali ho cercato una via di benessere.
So per certo che ci sono occhi che si stanno avvicinando, creature che cercano di entrare in un vortice di parole che possa richiamare in loro qualcosa di piacevole, di rassicurante, un momento di purezza che arrechi ristoro ed allontani dal brutto che prepotentemente vorrebbe circondarci.
Ora che ci siamo un po' tutti vi voglio raccontare una riflessione che ho fatto recentemente.
Una cosa apparentemente banale, che ha attivato in me una girandola di pensieri che vogliono essere tradotti in parole.
Passeggiando lungo un fosso non ho potuto fare a meno di incantarmi a guardare l'acqua limpida che scorreva decisa allontanandosi verso una meta.
Sembrava sapere dove fosse diretta, come fosse dotata di una propria precisa volontà.
Il ritmo denotava sicurezza, personalità, forza vitale.
Al suo passaggio accarezzava con garbo piccole piante d'acqua piegandole ad indicare la meta.
Esse si inchinavano con eleganza.
Collaboravano con sicurezza, riducendo al minimo l'attrito.
Vivevano il loro presente con ineluttabile e serena partecipazione.
La cosa che più mi ha colpito, però, sono stati i pesci.
Ce ne erano di tutte le misure, ma per la maggior parte erano molto grandi, lunghi e neri.
Qualche movimento appena accennato e poi eccoli lì, tutti fermi, affiancati, a guardare nella stessa direzione.
Occupavano tutta la larghezza del fosso.
La bocca spalancata, attendevano il flusso dell'acqua che li superava per allontanarsi subito, correndo in tranquillità verso la sua meta.
Che stavano facendo? Aspettavano che il cibo trascinato dalla corrente si infilasse loro direttamente in bocca? Forse.
La cosa che colpiva me, in realtà, era osservare come è semplice la vita di queste creature che sanno davvero vivere solo il presente.
Esse non si preoccupano di ciò che è stato prima di quel momento. Neanche di ciò che accadrà dopo.
Sanno che lì, in quell’ istante, a loro è utile quella corrente che corre lontana. Sanno che devono sfruttarla a loro vantaggio e mettono in atto i comportamenti più utili al raggiungimento del loro obiettivo.
Le piccole piantine acquatiche non pongono resistenza.
Sanno inconsciamente che il gioco sarebbe inutile.
Si potrebbero spezzare e ne potrebbero morire.
Forse questa scena colta per caso illustra molto bene come anche per noi umani vivere la dimensione del presente sia una grande conquista.
Ci aiuterebbe a sedare l'ansia che ci attanaglia da mane a sera e non ci fa cogliere le opportunità che via via ci si presentano.
A volte facciamo una resistenza inutile, che ci rende più fragili e ci distrae dai risultati che potremmo ottenere, invece di fermarci ad aspettare che le cose indipendenti dalla nostra volontà semplicemente seguano il loro corso.
Chissà se sono riuscita a suscitare anche in voi un qualche interesse per questa mia riflessione!
Lo spero davvero.
Grazie per essere rimasti qui ad ascoltarmi.
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!


Published: martedì 10 ottobre 2017

martedì 3 ottobre 2017

Profumo di vita









Eccomi qui, finalmente!
Come va?
Avevo tanta voglia di sedermi di nuovo sulla nostra panchina!
Troppe cose invece mi hanno tenuta un pochino lontana, anche se sono state cose piacevoli in cui i profumi sono stati molto intensi, profumi aromatici di cibi, ma soprattutto profumi buoni di persone.
Anche se lontana, però, ho molto pensato… e adesso sono qui di nuovo. Che bello!

Dicevo… soprattutto profumi buoni di persone.
Sì, proprio così.
Mentre preparavo una zuppetta di funghi e un tortino al cioccolato, mi sono trovata a riflettere sul profumo che un animo bello riesce a diffondere intorno a sé.
Non è mai questione d'età, di censo o di cultura.
Un animo bello è un animo semplice.
È quello che sa percepire la bellezza, l'armonia, la gentilezza, l'equilibrio, la misura.
È quello che non vuole prevaricare, che non impone regole, che dubita delle certezze inamovibili, che riflette prima di tranciare giudizi, che non si lascia imbrancare nel gruppo.
È soprattutto quello che apprezza il buono che capita e che trasforma il brutto in qualcosa di positivo, che non cede al pessimismo, che si dà da fare per superare le difficoltà.
Vedere un volto sorridente dà una carica inimmaginabile, accende il sole anche in un giorno di pioggia.
Nella realtà di tutti i giorni, invece, è difficilissimo incontrare un volto che non sia formale, stereotipato, standardizzato, politicamente corretto, distratto, disinteressato a tutto ciò che non riguarda se stesso.

Perché siamo così poco inclini a vivere serenamente anche un piccolo momento in cui si dice semplicemente “Buongiorno!” o “Come va?”?
In fondo, che costo avrebbe un piccolo sorriso e un minuscolo moto di vero interessamento all'altro?
Credo che pochi si rendano conto di come questo farebbe bene soprattutto a se stessi.
Sarebbe questo un piccolo momento in cui non si vivrebbe per il futuro e non si metterebbero in atto strategie di chiusura, inconsce strategie di difesa da ciò che sembra un rallentamento nella corsa senza meta che viviamo ogni giorno.

Intorno alla zuppetta di funghi e al tortino di cioccolato, ho incontrato persone amene che hanno fatto della positività un loro stile di vita, che cercano di vivere al meglio e al massimo il tempo che è loro concesso su questa terra.
Nemmeno Irma, il ciclone, è riuscito a cambiare i loro programmi.
Appena riaperto l’aeroporto, erano già lì pronti a intraprendere il viaggio che avevano organizzato, con l'allegria nella voce e la limpidezza nello sguardo.
Un bell'esempio da seguire e che può farci riflettere.

Voi cosa ne pensate?
Grazie di essere stati qui, intorno alla nostra panchina!
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!
Io vi aspetto come al solito.




Published: martedì 3 ottobre 2017

lunedì 18 settembre 2017

Ciclamini













Ciclamini 


Buongiorno, amici cari!
È bello vedervi numerosi qui, intorno alla panchina!
Insieme è tutto più bello e significativo.
La mattina di questo settembre avanzato è ancora carica delle voci dei piccoli bimbi appena entrati a scuola, una scuola grandissima che li ha inghiottiti, richiudendo porte e portoni.
C'è, però,  un po' nascosto, uno spazio all'aperto, quasi un giardino, dove fra un po' gli scolari usciranno a far merenda.
Il sole caldo reca con sé una persistente voglia di mare, una voglia profonda che non vuole acquetarsi, ma rende comunque allegro anche il rientro alle abituali occupazioni scolastiche, illuminandole di nuove gradevoli sfumature.
Pian pianino si tornerà "al lavoro usato" e l'atmosfera magica riscalderà la pioggia grigia e persistente, il freddo e la bora che certamente sono già in agguato.

In questo periodo dell'anno siamo tutti un pochino strani, siamo tutti coinvolti nei cambiamenti climatici che incidono moltissimo sui nostri umori.
Sempre,  se ci fate caso, queste sensazioni sono in grande fermento.
Oscillano tra un estremo e l'altro portandoci a volte dalle stelle alle stalle, come si suol dire.
E che dire della pressione che si abbassa e si alza, andando su e giù come uno jo-jo?
Bene! Un po' di silenzio e abbiamo già definito alcuni aspetti del nostro sentire.
Vedete come è più facile, qui tra le parole, analizzare ciò che ci accade?
Proviamo ad andare avanti?
Dunque, qui intorno alla nostra panchina, possiamo scendere dentro di noi con uno spirito diverso, uno spirito conoscitivo che ci fa vedere le cose in un'altra prospettiva e ci fa superare le eventuali difficoltà che possiamo incontrare sul nostro cammino.
Non è che il disagio non sia reale.
È l'importanza che decidiamo di attribuirgli che cambia.
Una leggera velatura di tristezza che ci assale guardando una famigliola di ciclamini, può essere semplicemente un attimo di nostalgia per la luce estiva che se ne sta andando o per un ricordo che viene da un lontano passato, quando in noi c'era magari ancora incertezza.
Scoprire che siano già spuntati dei bellissimi ciclamini ci spiazza.
Seminascosti da poche foglie gialle nel sottobosco ci colgono di sorpresa.
Cambiano l'essenza stessa di una passeggiata che credevamo ancora estiva.
Tuttavia, se ci soffermiamo sui colori bellissimi che vediamo intorno, potremmo accorgerci che forse la grande bellezza di questo luogo evoca in noi un'emozione straordinaria che non sappiamo riconoscere.
Si muove in noi qualcosa così nel profondo che ci lascia un po' attoniti e ci spaventa.
Forse basta rifletterci su nel silenzio del nostro io, per accorgerci che, semplicemente, la natura ci regala ancora un attimo di felicità.
Che ne dite?
La sentite la bellezza che commuove?
Quella bellezza così intensa da essere confusa con qualcosa che quasi ci fa male?

Le parole corrono ora intorno alla panchina nel profumo della poesia... mentre...
Timide spuntano le giovani corolle.
Fanno capolino i fiori di autunno...

Nel giardino della scuola, Laura e Giulio smettono di addentare il minuscolo panino.
Sotto il grande albero, seminascosta da qualche foglia stropicciata, una piccola coroncina carnosa spunta piena di vita.
Ieri non c'era.
I due sono così felici che dimenticano di mangiare la merenda.
È un momento magico.
Tutti i bimbi accorrono a guardare il futuro.

Grazie, amici, grazie per essere stati qui con me, in questo giorno che si avvicina a grandissimi passi ad un autunno pieno pieno pieno di bellissime parole!















Published: lunedì 18 settembre 2017

Poetar m'è caro

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