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Consigli per la lettura delle pagine
: 8

Il blog parte con i post periodici con cui
lanciamo spunti e ci teniamo in contatto.

Sotto seguono una serie di pagine
(link) divise per argomento.

Clicca sulla pagina desiderata.

L'elenco è lungo, la voglia di scrivere è tanta,
lasciatevi coinvolgere per allenare i muscoli
della mente e del cuore

Buona lettura



giovedì 19 ottobre 2017

Prima panchina reale








Buongiorno, amici de “La Panchina”!
Come  va?
Benvenuti!
Oggi in lontananza il cielo è un po' bigio, ma qui la luce è sempre quella fantastica che si sprigiona dalla panchina o, meglio, dalla nostra mente e dai nostri pensieri.
In questo spazio non ci sono perturbazioni atmosferiche che vengano a turbarci,  non ci sono se appena appena noi non lo vogliamo e non lo permettiamo.
Qui possiamo scegliere noi.
Pensate quale grande libertà di scelta abbiamo!
In questo spazio possiamo fare davvero quello che vogliamo.
È solo qui che possiamo incidere in modo totale, allontanandoci dalle mille e una pressioni esterne.

Ieri c'è stata una grande affluenza qui intorno, specialmente dalla Russia.
Sono stata davvero molto contenta di questo.
Spero che restiate a lungo con noi!
Approfitto per ringraziare anche le molte persone affezionate che seguono “La Panchina“ regolarmente tramite i lanci che faccio su Facebook.
Per me la vostra assiduità è preziosa.

Intanto, parlando del più e del meno, io mi sono già completamente rilassata.
Magia delle parole e dei pensieri, io sto già bene e potrei riprendere la routine quotidiana con nuova grinta ed efficienza.
Invece voglio raccontarvi ancora qualcosa.
Ieri pomeriggio ci siamo incontrati per una ristretta PANCHINA REALE.
È stata questa la PRIMA PANCHINA RITROVATA.
Abbiamo trascorso un paio d'ore nel mondo delle idee, nel silenzio e nella pace di una panchina ricreata per star bene.
L'assenza di movimento e di rumori è stata fondamentale, un musica bassissima ha fatto da discretissimo sottofondo.
Un biscottino ed un tè non hanno disturbato il fluire dei pensieri, che per una volta non si sono scontrati o accavallati, ma si sono serenamente confrontati.
Alcune esperienze meno positive sono fluite come fosse la cosa più  naturale del mondo, ma anche pensieri nuovi sono saltati fuori con gioia ed allegria.
Questa parte più creativa è stata quella più bella.
Spaziare in campi mai praticati ha indotto nuove connessioni, considerazioni, emozioni, che sono quelle secondo me più importanti.
Sì, più importanti perché attivano nuovi schemi di pensiero, nuove sinapsi che fanno bene al cervello e alle nostre emozioni,  proprio quell'allenamento dei muscoli della mente e del cuore, che richiamamiamo sempre qui intorno alla nostra panchina.
Qualcuno ha disquisito sull'amore come motore del mondo, l’amore che fa bene a tutte le persone con le quali ci relazioniamo.
Qualche altro ha sottolineato come sia importante poter condividere le proprie idee e il proprio sentire con qualcuno che ti ascolti, cosa questa molto difficile da realizzare.
Io ho scelto di leggere ai convenuti una mia filastrocca per bambini, quella di un folletto che si chiama Rarité.
Uh, come mai mi è venuta un'idea così infantile da proporre in questa occasione?
Non è stato per sbaglio o per abbassare il livello della discussione.
In realtà volevo entrare in un mondo piuttosto sconosciuto per gli adulti, far vivere loro un momento altro completamente diverso da quelli vissuti abitualmente.
Lo scopo era di assaporare insieme un momento di leggerezza, che mettesse in moto qualcosa di nuovo: sensazioni, emozioni e ricordi, ironia e gioco, ma non solo.
Infatti il secondo obiettivo correlato era attivare appunto nuove riflessioni, connessioni, inferenze e quant'altro accade nella nostra complessissima mente in presenza di nuove esperienze.
Quel folletto dispettoso, un amico immaginario come accade di averne a molti bambini, può anche essere una metafora per rappresentare quella parte di noi che non invecchia mai, che sempre si stupisce e che forse costituisce il nostro vero Io.

Ieri pomeriggio ho visto occhi brillanti ed animi sereni intorno alla panchina.
Spero che anche voi, che partecipate a questo momento di parole e pensieri, abbiate un input di nuove idee quando vi allontanerete per ritornare nel vostro mondo reale.
Sono stata molto contenta di avervi avuto qui con me ad allenare i muscoli della mente e del cuore!
Tornate ancora per vivere in armonia tutti insieme momenti di parole e di pensieri liberi.



Published: giovedì 19 ottobre 2017

martedì 10 ottobre 2017

Saggezza nel fosso








Il sole ha appena fatto capolino tra i tetti delle case.
Filtra adesso tra le fronde sempre verdi degli alberi che schermano l'orizzonte intorno alla nostra panchina.
I colori ora non mancano di certo…  mille sfumature di ocra e di tabacco si rincorrono sul terreno già bruciato.
Alcune foglie cadute punteggiano il piccolo spiazzo in cui lo scoiattolo sta per saltare.
No, si arresta. Annusa l'aria. Avverte la nostra presenza e ristà.
All'ombra, i ciclamini sono spuntati generosi, le loro piccole foglie a cuore una carezza per lo sguardo.
E poi si avvertono, più che vederli, i colori sfumati delle nostre anime in attesa nella radura.
Stiamo giocando un nascondino profondo in cui è bello palesarsi un po', ma anche celarsi a conservare la nostra intimità che sempre un pochino ci fa paura.
Io mi sono già seduta da un pezzo.
Mi piace questa luce che viene di lontano e lucida ogni cosa.
Apparentemente sono sola, ma la solitudine è una buona compagna, utilizza i miei pensieri per farne collane.
In questi fili di idee riconosco parole amiche.
Riconosco anche nomi.
Sono nomi di donne e di uomini che riportano a me persone per le quali ho cercato una via di benessere.
So per certo che ci sono occhi che si stanno avvicinando, creature che cercano di entrare in un vortice di parole che possa richiamare in loro qualcosa di piacevole, di rassicurante, un momento di purezza che arrechi ristoro ed allontani dal brutto che prepotentemente vorrebbe circondarci.
Ora che ci siamo un po' tutti vi voglio raccontare una riflessione che ho fatto recentemente.
Una cosa apparentemente banale, che ha attivato in me una girandola di pensieri che vogliono essere tradotti in parole.
Passeggiando lungo un fosso non ho potuto fare a meno di incantarmi a guardare l'acqua limpida che scorreva decisa allontanandosi verso una meta.
Sembrava sapere dove fosse diretta, come fosse dotata di una propria precisa volontà.
Il ritmo denotava sicurezza, personalità, forza vitale.
Al suo passaggio accarezzava con garbo piccole piante d'acqua piegandole ad indicare la meta.
Esse si inchinavano con eleganza.
Collaboravano con sicurezza, riducendo al minimo l'attrito.
Vivevano il loro presente con ineluttabile e serena partecipazione.
La cosa che più mi ha colpito, però, sono stati i pesci.
Ce ne erano di tutte le misure, ma per la maggior parte erano molto grandi, lunghi e neri.
Qualche movimento appena accennato e poi eccoli lì, tutti fermi, affiancati, a guardare nella stessa direzione.
Occupavano tutta la larghezza del fosso.
La bocca spalancata, attendevano il flusso dell'acqua che li superava per allontanarsi subito, correndo in tranquillità verso la sua meta.
Che stavano facendo? Aspettavano che il cibo trascinato dalla corrente si infilasse loro direttamente in bocca? Forse.
La cosa che colpiva me, in realtà, era osservare come è semplice la vita di queste creature che sanno davvero vivere solo il presente.
Esse non si preoccupano di ciò che è stato prima di quel momento. Neanche di ciò che accadrà dopo.
Sanno che lì, in quell’ istante, a loro è utile quella corrente che corre lontana. Sanno che devono sfruttarla a loro vantaggio e mettono in atto i comportamenti più utili al raggiungimento del loro obiettivo.
Le piccole piantine acquatiche non pongono resistenza.
Sanno inconsciamente che il gioco sarebbe inutile.
Si potrebbero spezzare e ne potrebbero morire.
Forse questa scena colta per caso illustra molto bene come anche per noi umani vivere la dimensione del presente sia una grande conquista.
Ci aiuterebbe a sedare l'ansia che ci attanaglia da mane a sera e non ci fa cogliere le opportunità che via via ci si presentano.
A volte facciamo una resistenza inutile, che ci rende più fragili e ci distrae dai risultati che potremmo ottenere, invece di fermarci ad aspettare che le cose indipendenti dalla nostra volontà semplicemente seguano il loro corso.
Chissà se sono riuscita a suscitare anche in voi un qualche interesse per questa mia riflessione!
Lo spero davvero.
Grazie per essere rimasti qui ad ascoltarmi.
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!


Published: martedì 10 ottobre 2017

martedì 3 ottobre 2017

Profumo di vita









Eccomi qui, finalmente!
Come va?
Avevo tanta voglia di sedermi di nuovo sulla nostra panchina!
Troppe cose invece mi hanno tenuta un pochino lontana, anche se sono state cose piacevoli in cui i profumi sono stati molto intensi, profumi aromatici di cibi, ma soprattutto profumi buoni di persone.
Anche se lontana, però, ho molto pensato… e adesso sono qui di nuovo. Che bello!

Dicevo… soprattutto profumi buoni di persone.
Sì, proprio così.
Mentre preparavo una zuppetta di funghi e un tortino al cioccolato, mi sono trovata a riflettere sul profumo che un animo bello riesce a diffondere intorno a sé.
Non è mai questione d'età, di censo o di cultura.
Un animo bello è un animo semplice.
È quello che sa percepire la bellezza, l'armonia, la gentilezza, l'equilibrio, la misura.
È quello che non vuole prevaricare, che non impone regole, che dubita delle certezze inamovibili, che riflette prima di tranciare giudizi, che non si lascia imbrancare nel gruppo.
È soprattutto quello che apprezza il buono che capita e che trasforma il brutto in qualcosa di positivo, che non cede al pessimismo, che si dà da fare per superare le difficoltà.
Vedere un volto sorridente dà una carica inimmaginabile, accende il sole anche in un giorno di pioggia.
Nella realtà di tutti i giorni, invece, è difficilissimo incontrare un volto che non sia formale, stereotipato, standardizzato, politicamente corretto, distratto, disinteressato a tutto ciò che non riguarda se stesso.

Perché siamo così poco inclini a vivere serenamente anche un piccolo momento in cui si dice semplicemente “Buongiorno!” o “Come va?”?
In fondo, che costo avrebbe un piccolo sorriso e un minuscolo moto di vero interessamento all'altro?
Credo che pochi si rendano conto di come questo farebbe bene soprattutto a se stessi.
Sarebbe questo un piccolo momento in cui non si vivrebbe per il futuro e non si metterebbero in atto strategie di chiusura, inconsce strategie di difesa da ciò che sembra un rallentamento nella corsa senza meta che viviamo ogni giorno.

Intorno alla zuppetta di funghi e al tortino di cioccolato, ho incontrato persone amene che hanno fatto della positività un loro stile di vita, che cercano di vivere al meglio e al massimo il tempo che è loro concesso su questa terra.
Nemmeno Irma, il ciclone, è riuscito a cambiare i loro programmi.
Appena riaperto l’aeroporto, erano già lì pronti a intraprendere il viaggio che avevano organizzato, con l'allegria nella voce e la limpidezza nello sguardo.
Un bell'esempio da seguire e che può farci riflettere.

Voi cosa ne pensate?
Grazie di essere stati qui, intorno alla nostra panchina!
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!
Io vi aspetto come al solito.




Published: martedì 3 ottobre 2017

lunedì 18 settembre 2017

Ciclamini













Ciclamini 


Buongiorno, amici cari!
È bello vedervi numerosi qui, intorno alla panchina!
Insieme è tutto più bello e significativo.
La mattina di questo settembre avanzato è ancora carica delle voci dei piccoli bimbi appena entrati a scuola, una scuola grandissima che li ha inghiottiti, richiudendo porte e portoni.
C'è, però,  un po' nascosto, uno spazio all'aperto, quasi un giardino, dove fra un po' gli scolari usciranno a far merenda.
Il sole caldo reca con sé una persistente voglia di mare, una voglia profonda che non vuole acquetarsi, ma rende comunque allegro anche il rientro alle abituali occupazioni scolastiche, illuminandole di nuove gradevoli sfumature.
Pian pianino si tornerà "al lavoro usato" e l'atmosfera magica riscalderà la pioggia grigia e persistente, il freddo e la bora che certamente sono già in agguato.

In questo periodo dell'anno siamo tutti un pochino strani, siamo tutti coinvolti nei cambiamenti climatici che incidono moltissimo sui nostri umori.
Sempre,  se ci fate caso, queste sensazioni sono in grande fermento.
Oscillano tra un estremo e l'altro portandoci a volte dalle stelle alle stalle, come si suol dire.
E che dire della pressione che si abbassa e si alza, andando su e giù come uno jo-jo?
Bene! Un po' di silenzio e abbiamo già definito alcuni aspetti del nostro sentire.
Vedete come è più facile, qui tra le parole, analizzare ciò che ci accade?
Proviamo ad andare avanti?
Dunque, qui intorno alla nostra panchina, possiamo scendere dentro di noi con uno spirito diverso, uno spirito conoscitivo che ci fa vedere le cose in un'altra prospettiva e ci fa superare le eventuali difficoltà che possiamo incontrare sul nostro cammino.
Non è che il disagio non sia reale.
È l'importanza che decidiamo di attribuirgli che cambia.
Una leggera velatura di tristezza che ci assale guardando una famigliola di ciclamini, può essere semplicemente un attimo di nostalgia per la luce estiva che se ne sta andando o per un ricordo che viene da un lontano passato, quando in noi c'era magari ancora incertezza.
Scoprire che siano già spuntati dei bellissimi ciclamini ci spiazza.
Seminascosti da poche foglie gialle nel sottobosco ci colgono di sorpresa.
Cambiano l'essenza stessa di una passeggiata che credevamo ancora estiva.
Tuttavia, se ci soffermiamo sui colori bellissimi che vediamo intorno, potremmo accorgerci che forse la grande bellezza di questo luogo evoca in noi un'emozione straordinaria che non sappiamo riconoscere.
Si muove in noi qualcosa così nel profondo che ci lascia un po' attoniti e ci spaventa.
Forse basta rifletterci su nel silenzio del nostro io, per accorgerci che, semplicemente, la natura ci regala ancora un attimo di felicità.
Che ne dite?
La sentite la bellezza che commuove?
Quella bellezza così intensa da essere confusa con qualcosa che quasi ci fa male?

Le parole corrono ora intorno alla panchina nel profumo della poesia... mentre...
Timide spuntano le giovani corolle.
Fanno capolino i fiori di autunno...

Nel giardino della scuola, Laura e Giulio smettono di addentare il minuscolo panino.
Sotto il grande albero, seminascosta da qualche foglia stropicciata, una piccola coroncina carnosa spunta piena di vita.
Ieri non c'era.
I due sono così felici che dimenticano di mangiare la merenda.
È un momento magico.
Tutti i bimbi accorrono a guardare il futuro.

Grazie, amici, grazie per essere stati qui con me, in questo giorno che si avvicina a grandissimi passi ad un autunno pieno pieno pieno di bellissime parole!















Published: lunedì 18 settembre 2017

venerdì 15 settembre 2017

Accettami... un ordine?













Accettami... un ordine?


Salve amici!
Grazie, per essere venuti ancora qui!
Allora, dove eravamo rimasti?
Ah sì! Eravamo alle prese con una parolina che ci apostrofava quasi perentoria...

“accettami”
Svolazza incerta la parolina.
Zampetta tra le maglie della rete senza risultati.

La ragazza accenna un timido sorriso.
Si siede e rimane silenziosa.
Ascolta la conversazione che sta prendendo vita intorno a lei.
La donna sorride. Ammicca rassicurante.
La ragazza è sempre immobile, enigmatica.
Non reagisce alle reazioni delle due donne di cui sta ascoltando la conversazione.
Una di loro in particolare, quella che non conosce, cerca di strapparle una parola, un sorriso pertinente con ciò che sta avvenendo nel piccolo salotto all’aperto.
La situazione è piuttosto kafkiana.
La donna, usa a comunicare, cerca di escogitare una qualche strategia per arrivare a comprendere chi è la persona che ha davanti.
A parte qualche sorrisino di circostanza, qualche sguardo difficile da decifrare, tutti i segni del corpo sono di chiusura totale.
Il messaggio che arriva a chi guarda è che lei non è interessata a ciò che avviene e vuole essere lasciata in pace, non vuole essere disturbata.
È  quasi quasi un po’ arrogante, altezzosa.
Poi le due restano sole, la donna e la ragazza,  e finalmente la più anziana trova un argomento-ponte, il bandolo della matassa che le consente di aprire un varco in quel muro di diffidenza, probabilmente di timore.
La maggior parte della gente non si sarebbe più occupata della ragazza, sarebbe fuggita lontano da quel rifiuto palese, da quella freddezza sconcertante che sembrava scelta e voluta.
Invece la donna, incuriosita, tenta serenamente di abbattere le mura di Gerico con armi semplici ma sempre efficaci.
Non utilizza le trombe e la musica, ma qualcosa che in fondo è alla portata di tutti.
Con le parole giuste, organizzate in suadente melodia, con il sorriso e l’accettazione della persona che si cela sotto la chiusura e l’arroganza, fa il miracolo.

Passa il tempo. Scorrono i giorni.
La ragazza è contenta. Si esprime. Ha capito di essere accettata.
Muove passi più consapevoli. Si distende all’ascolto.
Cura maggiormente il suo aspetto estetico.
Sorride.
Non è più la stessa!

Accettami!
Non era un ordine perentorio.
La donna ha guardato più nel profondo e ha colto il grido accorato della ragazza.
Accettami!
Non so come fare. Insegnami la strada.
In fondo era una richiesta di aiuto.
Sono seguite tante parole.
Parole gentili, comprensive e stimolanti, catene di parole in collegamento tra di loro.
Parole, parole, parole.
Idee, concetti, pensieri da vivere e scambiare.
Parole e pensieri per conoscere se stessi, per superare i nodi del vivere e andare avanti.

Che bello frequentare le parole!
Non sempre nel vivere, spesso superficialmente, nel mondo reale si hanno gli stessi risultati.
Le parole sono pensieri, ragionamento, lavoro della mente e del cuore che imparano a conoscersi e a strutturare schemi di pensiero e di relazione sempre più avanzati.

Tornate ancora qui tra le parole ad allenare i muscoli per una vita più serena!
Io sono sempre qui ad aspettarvi.
















Published: venerdì 15 settembre 2017

mercoledì 13 settembre 2017

Accettami








Salve!
Eccomi qui felicemente sulla nostra panchina.
Dopo tanta pioggia davvero troppo arrabbiata, è bello rilassarsi un po’ in un mare di parole.
Quante parole!
Corte, lunghe, lunghissime, difficili da leggere o semplici semplici.
Mi galleggiano intorno ammiccanti.
Ora ne catturerò una.
Fisso un punto di luce. Fatto. Adesso mi appartiene.
Un calore amico mi invade, riscalda ogni più  piccolo anfratto dentro e fuori di me.
Sto bene attenta a restare all’interno di questo spazio carezzevole, materno.
Al di là c’è ombra, freddo, isolamento.
È stato facile entrare, devo dire.
Solo un piccolo salto.
Un piccolo movimento volontario... ed eccomi in un mondo altro.
Tutti, se lo desiderano, possono entrare con me. E stare insieme tra le parole è anche molto più bello ed eccitante.
Le parole ben rimescolate sono amiche, spesso divertenti, a volte rilassanti, senza parere terapeutiche.
Le vedete svolazzare nell’aria ancora tiepida di settembre?
Sembrano farfalle tardive.
Leggere, leggiadre, quasi incantate, svolazzano qua e là speranzose.
Sono alla ricerca di un’immortalità, di un piccolissimo anelito di vita che le traghetti attraverso il tempo.
Giocano davanti agli occhi di chi sta lì un po’ distratto a guardarle.
Formano arabeschi, unendosi in piccole e grandi catene, in isole in movimento in cui le catene sembrano scegliersi ed intrecciarsi con soddisfazione.
Che voglia di stare al gioco!
Che grande desiderio di farmi io stessa avviluppare nel groviglio!
No, forse no. È meglio che afferro una parola, una sola.
Una semplice piccola parola da cui partire indomita e da cui costruire una matassa solo apparentemente ingarbugliata, una matassa di idee da dipanare che mi facciano sentire l’essere pensante che sono.
Dunque, vediamo!
Quella mi ispira. Né lunga né corta, modesta... potrebbe andare bene.
Forse sarà troppo semplice? Più in là c’è n’è un’altra che mi svolazza davanti da tempo.
Vuol farsi notare a tutti i costi.
Mi avvicino.  L’afferro.  La leggo...
“accettami”.
Uh, che parolina perentoria! Sembra quasi un ordine...
No, è solo un po’ sfrontatata...
No, non devo lasciarmi trarre in inganno.
Se ascolto con più attenzione... è quasi una preghiera...  un grido sommesso di aiuto...

Amici de “La Panchina”, vi ho incuriosito abbastanza?
Se vi ho distratto almeno per un attimo, se vi ho intrigato quasi con il nulla, tornate ancora qui ad allenare i muscoli della mente e del cuore.
Riprenderemo il discorso su quella parolina-farfalla che è venuta ad infilarsi nella mia rete.



Published: mercoledì 13 settembre 2017

sabato 9 settembre 2017

Irma









Eccomi ancora qui, carissimi amici de “La Panchina”!
Anche questa mattina intorno alla nostra panchina c’è una pace idilliaca.
Un incredibile stuolo di uccellini si è appropriato dell’ambiente circostante.
Merli, tortore, colombi, soprattutto passeri.
Uno stuolo di frugoletti che incantano con i lor frullar d’ali improvvisi.
Si muovono leggeri e silenziosi.
Ristanno gioiosi in un circolo comunicativo commovente.
Osservano il mondo con occhietti vivaci, sereni.
Nell‘ora mattutina un pochino avanzata ancora tutto è pieno di mistero.
C’è aria d’attesa del giorno pieno.
Anche gli umani sono piuttosto silenziosi e guardinghi in questo sabato ancora caldo di settembre.

Sembra impossibile che altrove,  Irma, il ciclone, stia falciando tutto ciò che incontra sul suo cammino.
Dalla panchina appare quasi affascinante, solo uno spirito inquieto, novello genio che esce libero dalla lampada di ottone.
Disegna, il genietto, ghirigori verso la Florida, vivo e misterioso, incurante della distruzione che lascia dietro di sé.
Alice ha tutto preparato.
Ha ritirato le suppellettili esterne e le piante, mettendole al sicuro.
Infaticabili, marito e cognato stanno già inchiodando assi robuste a porte e finestre.
Tutto è ben sigillato. Tutto è pronto ora per attendere Irma.
“Stay safe. Dio vi protegga!” rimbalzano frenetici i messaggi di amici e parenti nel web.
I tre, intanto, sorridono al mondo. Un bicchiere in mano, brindano.
Una bella vitalità si sprigiona dalla loro immagine. La inviano a parenti e amici con una battuta.
“Certamente,  da qualche parte nel mondo, saranno le cinque, l’ora dell’aperitivo. Abbiamo fatto tutto il possibile. Dunque, adesso brindiamo a noi!”.
Che gioia vederli così positivi!
Questo è davvero lo spirito de “La Panchina”!
Sì, riuscire a piegare la realtà comunque al nostro star bene.

I passerotti, dopo i saluti e i convenevoli mattutini, si sono sparpagliati in giro alla ricerca di cibo.
Il sole adesso è più alto all’orizzonte.
“Stay safe, Alice! Waiting for you in Italy.”

E voi, cari amici, tornate ancora qui sulla panchina, ad allenare i muscoli della mente e del cuore!



Published: sabato 9 settembre 2017

mercoledì 6 settembre 2017

Verso l'autunno








Buongiorno, carissimi amici de “La Panchina”!

È da un po’ di tempo che non mi siedo in questo luogo fantastico!
Quante persone nel mondo reale si sono avvicendate intorno a me, tutte con l’allegria dell’estate e la voglia di vivere intensamente!
Mi hanno letteralmente sequestrato e tenuto lontana da voi.

È stato bello cercare di ricreare l’armonia della nostra panchina nella realtà estiva e non sono mancati incontri interessanti.
Questo non vuole dire assolutamente che io non vi abbia pensato. Anzi.
Il desiderio di ritornare a fermarmi cinque minuti nel silenzio magico di questa pace virtuale è stato decisamente grande.
Le parole che giravano nella giostra della mia mente hanno trovato uno sbocco all’esterno solo in parte.
Ancora una volta tutta questa folla di persone desiderava essere ascoltata, accolta in un abbraccio di comprensione.
Dunque me ne sono restate a iosa per noi, qui, nel luogo della riflessione e della meditazione.

Mi viene subito in mente che il repentino cambiamento del tempo solleva mille emozioni e sensazioni variegate.
Avrete notato i colori che utilizzano una nuova tavolozza di sfumature.
La cosa che mi colpisce particolarmente è il colore dell’aria,  limpida e cristallina, che allunga l’orizzonte lontano lontano e rende l’azzurro del cielo di vetro, anche un po’ freddo, ma foriero di nuove sollecitazioni e di mistero.
Il sole sulla pelle torna ad essere indispensabile. Ogni nostra più piccola fibra avverte che l’autunno è in arrivo a grandi passi e che è bellissimo fare un’ultima scorta di luce e di calore.
In tutto questo la mente lavora ad un ritmo nuovo.
Da un lato guarda con disappunto al buio che striscia subdolamente nella sera e alle corone di nuvole che ogni tanto si formano per correre chissà dove, dall’altra sente nascere una nuova aspettativa che qualcosa di bello accada, qualcosa che consoli, che gratifichi l’anima tenuta in standby durante i giochi estivi.
Mi viene di pensare che sta a noi scrivere in qualche modo il nostro futuro e che quindi questa sia una bella opportunità di ricominciare a progettare una vita piena, fatta di poco, ma scelta almeno nella libertà del pensiero, alla ricerca di parole che ci rendano più saggi e più armonici come esseri pensanti, a dispetto di tutti gli intralci e gli orrori che troviamo ogni giorno sul nostro cammino.

Buone parole e buoni pensieri a tutti noi!
Tornate ancora qui con me a divagare alla ricerca della serenità!
Insieme alleneremo i muscoli della mente e del cuore!
Vi aspetto!



Published: mercoledì 6 settembre 2017

Poetar m'è caro

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