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Consigli per la lettura delle pagine
: 8

Il blog parte con i post periodici con cui
lanciamo spunti e ci teniamo in contatto.

Sotto seguono una serie di pagine
(link) divise per argomento.

Clicca sulla pagina desiderata.

L'elenco è lungo, la voglia di scrivere è tanta,
lasciatevi coinvolgere per allenare i muscoli
della mente e del cuore

Buona lettura



giovedì 18 agosto 2022

Lucca Estate - Adriatico/Tirreno: 16.8.2022

 





Salve! Eccoci di nuovo.

Allora... per "La Panchina" è sempre fondamentale conoscere se stessi e comunicare idee ed emozioni in un contesto di parole, scritte o orali che siano.
Anche in questo incontro estivo ne abbiamo aggregate tante intorno a noi e ne siamo uscite certamente più ricche e più serene.

Ho inizialmente proposto la lettura di un mio raccontò che ha riscontrato interesse tra i lettori del blog, forse per le tematiche che tratta, piuttosto attuali.
Si tratta dello sviluppo intellettuale ed emotivo di due amiche dall'esperienza molto strutturata, che può attivare in chi legge molte riflessioni. 
Troverete il racconto alla pagina "Racconto: Pulcetta".

Trovo che trasferire la propria esperienza attraverso il racconto, sia altamente educativo. 
Un tempo i bambini e i giovani si trovavano costantamento in una situazione di questo tipo,  forse era anche troppo. Oggi, però, questo trasferimento di riflessioni manca del tutto.
Convinta che la misura sia un grande valore, ho proposto di far rivivere questi importanti scambi comunicativi che gratificano chi racconta e chi ascolta. 
L'immaginazione ci é venuta in aiuto. Ne sono scaturite molte parole e altrettanti scritti, interessanti sì, ma anche molto sentiti nell'intimo.
Li troverete alla pagina "Lucca Estate - Ti voglio raccontare".

Sempre grazie per frequentare la nostra panchina intorno alla quale allenare insieme i muscoli della mente e del cuore... con emozione, tante parole e tante idee da sviluppare!

Vi aspettiamo ancora!











Published: giovedì 18 agosto 2022

giovedì 11 agosto 2022

Lucca Estate - Adriatico/Tirreno - 9.8.2022





 

San Lorenzo, io lo so perché
tanto di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade...

L'incontro de "La Panchina" di questa settimana ha avuto il profumo delle stelle cadenti,  il sogno di poter realizzare un piccolo o grande desiderio che il passaggio annuale delle Perseidi ci potrebbe regalare.
Sono certa che chi è stato così fortunato da vedere una stella scendere gèntilmente verso la Terra abbia chiesto per tutti che guerre e pàndemie arretrino e che l'economia riprenda, perché si possa tornare a vivere in modo un pochino più sereno.

Noi dal canto nostro, ricordando quelle popolari del passato, abbiamo giocato con filastrocche in rima, legate da una concatenazione che non sempre è stata facilissima da realizzare.
Puntualmente troverete i nostri scritti nella pagina "Lucca Estate - Giochi di filastrocche".

Il nostro pomeriggio è continuato con un momento di riflessione anche personale, un brainstorming che troverete alla pagina "Donne e social - La Stanza della Civetta 5".
Immedesimarsi, riflettere, cercare di capire, si rivela sempre un momento di grande valore per una conoscenza e una catarsi personale.

Che bel modo di allenare i muscoli della mente e del cuore!
Restate con noi!

Alla prossima!










Published: giovedì 11 agosto 2022

mercoledì 3 agosto 2022

Lucca Estate - Adriatico/Tirreno: 2.8.2022







Martedì 2 agosto.
Sulla nostra linea web Adriatico/Tirreno quest'oggi scorre tanta allegria e tanto gioco.
 
Era molto tempo che non giocavamo con le parole, un po' come fanno i bambini. 
Così mi è sembrata una bella opportunità riproporre l'allegria e la serenità dello scherzo, del gioco. Non dimentichiamo che il gioco è fondamentale in tutto l'arco della vita per stare bene e ricreare la nostra indispensabile armonia.
Così oggi mi fa piacere richiamare il divertimento e lo scherzo che nasce dall'organizzare le parole, spaziando nel regno dell'assurdo e del nonsense.
Nasce così la pagina "Lucca Estate - Nonsense e Gioco".

La maggior parte del tempo, però, ci farà rientrare nella "Stanza della Civetta", che è rimasta defilata da un po' di tempo. Siete curiosi di sapere che direzione prenderà la conversazione?
Ne troverete traccia nella pagina "Donne e social: La Stanza della Civetta 5".

Che bello sedere sulla nostra panchina, all'ombra di un mondo di parole, vero?
Grazie per averlo capito e per essere qui con noi ad allenare i muscoli della mente e del cuore in allegria e spensieratezza.

Alla prossima!


Mark Chagall



 




Published: mercoledì 3 agosto 2022

lunedì 1 agosto 2022

Benvenuto Agosto

 




Benvenuto Agosto


È agosto. 
Che bello! Il mare è ancora molto azzurro.

Sí, oggi non voglio pensare affatto che l'estate sia già più o meno a metà del suo percorso né che questo sia l'ottavo mese del 2022, anno che quindi si avvia velocemente verso la sua conclusione. La verità? Non posso fare a meno di affermare ancora una volta che, almeno per me, il tempo scorre un po' troppo velocemente.
Già, meglio pensare positivo, mentre viviamo un mese tradizionalmente pieno di luce sì, ma anche permeato da un caldo intenso - e mai come quest'anno! -  un agosto, che svuota le città e riempie le strade alla ricerca di un qualche refrigerio.

Il confronto con altre estati sorge spontaneo, chissà perché!
Io, inevitabilmente, scivolo a ritroso nel tempo... ed ecco le estati romane.
La prima immagine che prende vita davanti a me è sempre la stessa: è il vuoto assoluto che si creava a Roma ad agosto quando ero bambina o giovane ragazza, una desolazione che mi colpiva nel profondo perché stravolgeva ogni cosa.
La vita si fermava letteralmente e la città diventava una sconosciuta.
Era quello il periodo in cui le attività lavorative si fermavano tutte insieme e gli abitanti che ne avevano la possibilità migravano verso luoghi più ameni e vivibili, magari soltanto verso i Castelli Romani o banalmente verso il mare di Ostia, dove si affittavano piccole abitazioni in cui trascorrere un mese di pura e refrigerante vacanza.
Già... perché allora si chiamavano vacanze e non c'era il turismo mordi e fuggi.

Ricordo la luce accecante di quei meriggi, nelle ore in cui la città era massimamente arroventata. L'asfalto tendeva a sciogliersi luccicando al sole e la polvere ghermiva marciapiedi, piazze, cortili e davanzali. I platani polverosi guardavano tristemente l'erba secca ai loro piedi che ingialliva nei riquadri terrosi lungo i marciapiedi deserti.
Nelle strade le serrande dei negozi erano tutte abbassate e non era semplice reperire il cibo se non ci si organizzava per tempo.

Io soffrivo moltissimo il caldo. Unica cosa positiva da piccolissima... avevo il permesso di giocare con l'acqua ghiacciata del rubinetto. Ed io ci stavo le ore.
E poi c'erano i banchetti del cocomero, tenuto in fresco con le enormi lastre di ghiaccio che gocciolavano sul marciapiede. Questi erano gli unici angoli colorati che portavano una nota d'allegria, una nota comunque un po' stonata in quel bagliore che scoraggiava pure il frinire delle cicale.
Anche le fontanelle pubbliche, che al tempo erano numerose, smettevano di buttare acqua corrente e proseguivano a singhiozzo.

Quando da grande percorrevo mezza Roma per raggiungere il posto di lavoro, mi guardavo intorno disorientata. Continuavo a non accettare quel deserto arido che trasfigurava la città. Il messaggio di calura che mi rimandava si permeava di una grande tristezza, di una insopportabile solitudine, di uno sfregio estetico perpetrato all'Eterna Bellezza.
Mi è rimasta addosso questa sensazione. Anche oggi la rivivo nel centro storico in cui abito, quando i negozi sono chiusi. Le serrande, infatti, si mostrano quasi sempre rovinate, imbrattate da scritte e vecchi disegni lasciati chissà da chi. È un fatto che io percepisco la città come un'estranea, qualcosa che non mi appartiene.

Per fortuna adesso tutto rimane aperto e vivo, perché l'esodo non è mai totale e poi ci sono i turisti che vanno e vengono in ogni dove... anche in tempo di Covid.

Dunque, benvenuto agosto! 
Il sole è ancora alto nel cielo.














Published: lunedì 1 agosto 2022

domenica 31 luglio 2022

Summer Jamboree... vivere e rivivere

 



Piazza del Duca - Senigallia (AN)



Summer Jamboree
vivere e rivivere


🎶🎵🎶

When the clock strikes two, three and four
If the band slows down we'll yell for more
We're gonna rock around the clock tonight
..........



Ecco. Come tutti gli anni la città si è trasformata in un enorme palcoscenico in movimento.
Infiniti sono gli attori e le comparse che animano per alcuni giorni questo incessante spettacolo, che dal mattino e per tutta la notte, prosegue in allegria.
I figuranti si muovono in sintonia secondo un copione creato dal loro profondo interesse per un'epoca ormai trascorsa. Riempiono ogni strada ed animano ogni piazza.

Rivivono gli anni '50 e il Rock and Roll è in ognidove. 
Qui e là incontri piste predisposte, sulle quali coppie di ballerini evidentemente ben allenati si esibiscono incuranti del caldo, sotto gli occhi meravigliati di folle di spettatori.
Intere piazze sono invase da persone, arrivate anche da lontano, per ballare fino allo sfinimento, ma anche da passanti occasionali che improvvisano un'estemporanea esibizione. La musica ti prende, ti affascina e ti trascina.
Io non ballo, ma ne resto estasiata.

Quello, però, che sicuramente coinvolge tutta la città è l'abbigliamento... una sfilata a cielo aperto che ti riporta prepotentemente indietro nel tempo.  Scarpe da ginnastica, gonne ampie, camicette bianche e giacchine strette in vita, cappellini, fasce e fiocchi nei capelli, pois e fiori dappertutto.
Nel mercato d'epoca, allestito in Piazza del Duca e intorno alla Rocca Roveresca, c'è un'ampia scelta di abiti e di accessori per l'acquisto dell'ultimo minuto o in vista del festival del prossimo anno. Non mancano parrucchieri che realizzano acconciature sorprendenti e il classico boccolo arrotolato alto sulla fronte.
Anche chi non balla e non partecipa direttamente non disdegna qualche fiore tra i capelli, una camicetta o un foulard o una gonna tenuti lì nell'armadio da anni. In ogni attività commerciale o ristorante, vetrine e personale hanno un richiamo all'evento.
E poi ci sono le macchine originali esposte in una piazza dedicata e un'infinità di moto rombanti che ad ogni pie' sospinto si animano e sfrecciano nelle strade esterne tutte insieme.
Sulla spiaggia gruppi di persone d'altri tempi passeggiano, a volte si fermano si spogliano, fanno un bagno e poi di nuovo in tiro per rientrare in pista e ballare.

Si capisce come l'atmosfera sia unica, coinvolgente e stimolante, anche se non manca qualche disagio per i residenti in centro storico. 
Io scelgo strade secondarie meno battute e trovo soluzioni.
Mi piace molto vivere in un set cinematografico o teatrale e, dal mio posto privilegiato, sorbendo un aperitivo, godermi lo spettacolo e riempirmi di allegria.






P. S.
Come sembrano lontane le guerre,
il Covid, i problemi  economici  ed 
esistenziali!






Published: domenica 31 luglio 2022

sabato 30 luglio 2022

Lucca Estate - Adriatico/Tirreno - 26.7.2022

 





Sabatooo!!! 
Che bello vivere un nuovo week-end, un po' meno caldo forse e magari pieno di mare e di montagna!

Il nostro ultimo incontro, quello di martedì scorso, che ci ha intrattenuto per un lungo ed interessante pomeriggio e ci ha condotto a molte inusitate riflessioni, è anche l'ultimo di questo luglio.
Che dire? Ci ripetiamo? Sì, il tempo scorre comunque troppo in fretta. Cerchiamo in tutti i modi di afferrarlo, di trattenerlo, ma la sensazione che se ne vada via troppo velocemente resta.
L'argomento che abbiamo trattato in questa occasione, poi, lo ha sottolineato ulteriormente.

Se ne avete voglia, vi segnalo
📌la pagina "Lucca Estate - Il marmo racconta"
📌la pagina "Edu-Pillole: Antologia di  Spoon River"
📌 il Post "Metti di entrare un pomeriggio in una chiesa"
📌 la pagina "Racconto - Sara"
con ulteriori riflessioni sull'argomento.

Com'è emozionante continuare insieme ad allenare i muscoli della mente e del cuore!
Tornate ancora sulla nostra panchina!












Published: sabato 30 luglio 2022

martedì 26 luglio 2022

Metti di entrare un pomeriggio in chiesa





Chiesa di San Cristoforo - Lucca
 



Metti di entrare

un pomeriggio in chiesa



Una, due, tre... 
Tre lapidi. Quella centrale è davvero magnifica. Nella penombra per poco non mi accorgevo della loro presenza...

Quante di queste lapidi troviamo nel nostro abituale cammino! Ve ne siete mai accorti? Non so perché a me hanno da sempre molto affascinato. 
Nelle nostre chiese - e come si sa di chiese ce ne sono sempre almeno cento in ogni città - trovi tantissime lapidi come questa, così tante che a volte appunto nemmeno ci si fa caso. Se invece ci prestate attenzione, le vedrete spuntare in ogni dove, su tutti i muri e a tutte le altezze.
Queste, poi, sono sul pavimento, così che, nella semioscurità della chiesa in cui le ho fotografate, finisci per calpestarle senza neppure accorgertene, ma se per caso vi capita di abbassare lo sguardo ne verrete irrimediabilmente catturati.

Non so se avete notato. Il nome di chi vi è sepolto molto spesso sfugge all'attenzione, il più delle volte è ignoto al visitatore, mentre questi si perde senza riserve nel grande lavoro decorativo di chi ha scolpito mille ghirigori su una pietra che sarebbe stata altrimenti muta. Non so se questa è stata la vostra esperienza, molto spesso è la mia.

Queste lapidi mi affascinano, mi prendono in profondità come se volessero raccontarmi qualcosa di più di quello che vedo. Catalizzano la mia riflessione su qualcosa di più intimo e profondo. 
Non dico che mi ritrovo nell'atmosfera di "Spoon River", ma quasi.
Un questo caso, non sono i defunti che vi sono celati che si vogliono presentare a me. Sono io stessa che desidererei comprendere quell'energia che è rimasta lì intorno e che io in qualche modo vorrei percepire.

Accade che il più delle volte sia impossibile qualsiasi riflessione immediata. C'è sempre qualcuno che interferisce con te, che si muove e fa rumore, che ti induce alla fretta e a consumare anche quello che potrebbe essere un bel momento intimo e solo tuo.
Per questo ho fotografato queste lapidi qualche tempo fa, per farne una riflessione quando avessi voluto e potuto. Infatti, eccomi qui.

Vediamo. La prima cosa che mi colpisce è l'estetica, la bellezza del manufatto, che a me salta  direttamente al cuore, ma non è la sola. Ancora di più mi intrigano l'armonia e l'atmosfera che si colgono in questi luoghi quando sei lì, sul posto.
Lì sotto ci saranno ancora delle ossa o forse no, comunque nessuna forma dell'uomo è conservata così com'era nella vita reale. Questo è certo, ma non mi interessa più di tanto.
In realtà, quello che sempre mi chiedo è dove siano andati a finire i suoi pensieri, le sue emozioni, le sue convinzioni e le sue conoscenze. Insomma, lì dentro c'è ancora qualcosa del suo Io?

Ecco. È arrivata la gazza sul mio davanzale.
La gazza che vive davanti alla mia finestra vuole intervenire.
Con il suo verso deciso e un po' sgraziato, sembra rispondere anche lei alla mia domanda. Non mi è chiarissimo cosa intenda dire, ma devo ammettere che sembra molto convinta di quello che va affermando. A me sembra che la sua risposta sia più un no che un sì.

Chi ha una profonda fede religiosa sa già dove collocare tutto questo e questo è un bene.
Per chi invece questa fede non ce l’ha, la domanda rischia di restare senza risposta.
Cosa ne penso io?
A me piacerebbe tanto credere che una sorta di energia, qualcosa di noi, rimanga là sotto, pur nella libertà di spaziare ovunque voglia andare. 

Ne ho avuto una bella e coinvolgente esperienza durante la riesumazione della salma di una persona a me cara.
Infatti, nel momento in cui la benna ha tirato su ciò che restava di quel corpo, in particolare il capo con i lunghi capelli in movimento, stranamente divenuti rossi, io ho avvertito una chiara e forte energia che lo accompagnava, una specie di vento concentrato in quel punto, un vento sonoro che voleva dire qualcosa e lo stava dicendo.

Così, davanti a queste lapidi, io non sono mai indifferente. Anzi! Mi ci tuffo con tutta me stessa.
Eh, sì! Mi piace sempre pormi in ascolto, aperta a vivere una nuova bella avventura, anche se so che è probabilmente costruita tutta nella mia mente e nel mio cuore.

Comunque, che ricchezza questa Italia che ci provoca con le sue infinite bellezze! Sono talmente tante che te le ritrovi sotto casa a portata di mano e non puoi fare a meno di fartene coinvolgere.












Published: martedì 26 luglio 2022

domenica 24 luglio 2022

Metti una sera di primavera: l'Italia che mi affascina

 







Metti una sera di primavera
L'italia che mi affascina



Luglio.
Sono qui al chiuso, quasi al buio, immobile. Non è facile fronteggiare questo caldo che non ha alcuna intenzione di lasciarci in pace.
Del resto, tutto normale, direi. Infatti, è il momento della canicola estiva, che ci viene regalata dal Piccolo Cane, mentre proprio oggi, 23 luglio, il Sole entra nella costellazione del Leone e, quindi, nulla di strano che imperversi anche il rovente solleone.
Tutti gli anni ci lamentiamo del caldo, ma quest'anno sembra davvero troppo. 
Non mi resta che cercare altrove un po' di refrigerio.
Così... metti una sera di primavera, una splendida sera che mai dimenticherò.
È pomeriggio inoltrato e sta facendo buio. Incredibile ma vero, in questa bellissima piazza siamo pressoché soli.
L'aria è docile e amica. Si lascia attraversare senza riserve, sì che lo sguardo può spingersi libero al di là del muretto che protegge la splendida piazza. Lì sotto, scale e scalette, ancora muri annosi e case addossate le une alle altre. Provengono da tempi lontani con un sentore di vita che affascina e lascia senza parole. 
Non ho mai visto questa piazza così vuota e in una sera come questa. 
Tanta solitudine mi commuove. Parla al mio cuore con il fascino della fiaba.
E adesso? Cos'è questo rumoreggiare di folla improvviso? Nella strada alle mie spalle la sento arrivare in una moltitudine di passi. Dura poco il frastuono... al momento c'è silenzio intorno a me.
Poi, laggiù una porta si apre. C'è del movimento rituale intorno a quella porta, movimento che mi è incomprensibile... adesso capisco, però. Eccolo! È proprio lui quello che sta uscendo con piglio di comando. È Federico da Montefeltro, ma non è solo. Lo accompagna la moglie Battista Sforza. 
Riconosco immediatamente i Duchi di Urbino. Sono proprio loro, come appaiono nei dipinti di Piero della Francesca, che ho visto alla Galleria degli Uffizi. Lui in rosso, lineare e severo, lei in nero, ma con la camicia sottostante in stoffa preziosa intessuta d'oro e con un filo di perle bianchissime al collo.
La folla adesso applaude alle mie spalle. È una folla osannante.
Mi giro per cogliere meglio tanto entusiasmo... ma non c'è nessuno. La strada è completamente deserta. Siamo ancora lì noi due soli in questo scenario da fiaba.
Ormai le ombre si sono allungate in ogni angolo. È quasi buio del tutto. Il fresco è delizioso, proprio quello pulito e leggero che fa stare bene.
Siamo a Gubbio del resto, baluardo del Montefeltro, ove si respira come sempre l'aria verde dell'Umbria. Oggi ci ha fatto un regalo personale mostrandosi a noi, solo a noi, senza riserve e senza pudore.
Tutto nella norma,  quindi, quello che ho appena vissuto con grande emozione.















Published: domenica 24 luglio 2022

Poetar m'è caro

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