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Consigli per la lettura delle pagine
: 8

Il blog parte con i post periodici con cui
lanciamo spunti e ci teniamo in contatto.

Sotto seguono una serie di pagine
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L'elenco è lungo, la voglia di scrivere è tanta,
lasciatevi coinvolgere per allenare i muscoli
della mente e del cuore

Buona lettura



mercoledì 14 marzo 2018

Lucca - Eccoci sulla panchina









Buongiorno, amici de “La Panchina”!
Come va oggi?
Questo marzo pazzerello ci mette a dura prova, ma a tratti il sole splende con tutta la su forza.

Per quanto mi riguarda, io ho il piacere di comunicare che, come previsto, oggi ci troveremo finalmente per una bella, e spero gratificante, panchina reale.
L'incontro è previsto per le ore sedici, a Lucca, in Via Sant'Andrea 33, nella biblioteca di Maria Eletta Martini.
Per chi non è presente, siatene certi, sarà mia cura raccontare in seguito nei dettagli tutto ciò che accadrà intorno alla nostra panchina, momenti che ci auguriamo siano gradevoli e rilassanti per tutti.

Grazie per essere qui con noi.
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!




Published: mercoledì 14 marzo 2018

giovedì 8 marzo 2018

Lucca - Una panchina reale 1















Buongiorno, carissimi amici de La Panchina!
Sono davvero contenta di essere nuovamente qui con voi.
Intorno alla nostra panchina, nel mondo reale, si sono avvicendati venti siberiani, freddo e neve.
Ora il cielo di marzo è a tratti blu, ma enormi e sconcertanti nuvoloni galoppano, a volte impetuosi, e fanno ancora un po' paura.
Tuttavia la luce è bellissima e ci rassicura che in qualche modo la rinascita primaverile è per tutti vicina.
Qui, tra le parole che galleggiano a mezz'aria intorno alla nostra panchina, tutto rimane rarefatto e gradevole come sempre… il nostro rifugio per incontrarci e per pensare insieme nuove possibilità da esplorare non ci delude.

È in questa piacevole atmosfera che voglio darvi una notizia bellissima!
Ieri “La Panchina” ha vissuto un grande momento.
La nostra panchina, così eterea e virtuale, ha provato a sperimentare la concretezza, realizzandosi in un luogo reale, con persone reali, pronta ad esprimersi al meglio.
Infatti proprio ieri è stato presentato il Progetto “La Panchina”, che è uscito dal blog per incontrare il mondo vero.
Tale Progetto di Beni Civici  potrà realizzarsi grazie alla collaborazione con il Comune di Lucca, in particolare con l’Assessora alle Politiche di Genere, Signora Ilaria Maria Vietina.
A lei va il mio sentito ringraziamento per tutto e, soprattutto, per la gentilezza e il garbo con cui sono stata accolta.
Grazie anche a tutte le molte altre persone, che hanno reso possibile questo evento e la realizzazione di questa panchina concreta che, spero, porti buoni frutti.
Un grazie speciale all'infaticabile Monica Rosati con cui mi sono più spesso interfacciata.
Il progetto, partito appunto il 7 marzo, è inserito nel più ampio “8 marzo e dintorni – Cambiare prospettiva e punti di vista", che prevede l'attuazione di moltissime altre iniziative fino al 13 aprile.

Dunque, da mercoledì prossimo, ci troveremo in Via Sant'Andrea, 33 – nella Sala Maria Eletta Martini – dalle 16.00 alle 18.00.
Per partecipare è necessario iscriversi, in quanto la panchina per essere confortevole e piacevole come sempre deve essere ben organizzata.

Grazie per essere stati qui con me anche oggi.
Non dimenticate che gli uccellini già pigolano nei nidi e che vivere bene, per la maggior parte, dipende solo da noi.
E oggi, 8 marzo, non posso fare a meno di gridare con convinzione “Viva le donne, grande motore del mondo!".

Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!





Published: giovedì 8 marzo 2018

venerdì 2 marzo 2018

7 marzo 2018 - Inaugurazione Progetto "La Panchina"









7 marzo 2018

 Lucca -  Sala Maria Eletta Martini - Via Sant'Andrea, 33
 ore 16.00



 Buongiorno, amici carissimi de "La Panchina"!
 Dunque ci siamo!

 Mercoledì 7 marzo - alle 16.00
 nella Sala Maria Eletta Martini - Via Sant'Andrea 33

ci incontreremo, finalmente, per dare inizio a questo progetto di cui in qualche modo parliamo da tempo.

Grazie alla collaborazione con il Comune di Lucca, la nostra panchina da virtuale si trasformerà in una panchina reale, attorno alla quale raccogliere i nostri pensieri e liberare tutte le nostre energie positive, quelle per cui il  tempo non c'è mai, quelle per cui nessuno vuole ascoltarci, quelle che possono aiutarci a vivere meglio e ad essere più sereni.

Se vi va di venire a dare un'occhiata, troverete alcuni dettagli, finalità e aspetti organizzativi, mentre proveremo a sederci sulla nostra panchina, ricca come sempre di parole, emozioni, idee.

Io vi aspetto e sarò felicissima, davvero felicissima, di incontrarvi.

La Panchina





Published: venerdì 2 marzo 2018

sabato 24 febbraio 2018

È in partenza a Lucca il progetto "La Panchina"...









Buongiorno, amici cari de "La Panchina"!
Che bello ritrovarci qui, in questo bozzolo accogliente che sa allontanare ogni gelo e ogni tristezza!
È un po' di tempo che non mi siedo con calma su questa panchina e ne ho molto sentito la mancanza.
Finalmente sono qui.
Dalla vita reale mi porto dietro odori speziati e dolci ad un tempo... zucchero e cannella, un sentore di vaniglia e di limone, che si sprigionano da dolci ed altri cibi in preparazione.
Qui sulla nostra panchina, invece, tutto è più etereo e immateriale, ma nella luce rarefatta, ci si sente pervasi da un celestiale benessere.
Oggi, però, voglio comunicarvi un qualcosa che si sta muovendo nella vita reale.
Purtroppo ne potrà godere soltanto chi di voi vive a Lucca, ma prometto che qualsiasi cosa riusciremo a costruire sarà tempestivamente comunicata a tutti voi amici de "La Panchina" che siete lontani.
Dunque, a breve, a brevissimo tempo, partirà una "panchina reale e concreta", in cui scambiare parole, emozioni, pensieri semiseri in libertà!
Spero proprio che possa essere una grande opportunità per tutti noi!
Quasi sicuramente, ma ne darò tempestivamente conferma e dettagli, il sette marzo avverrà l'inaugurazione di questo progetto.
Spero di vedervi numerosi in quell'occasione, per continuare insieme anche dal vivo questa bella esperienza che stiamo condividendo!
Allora, vi prego, continuate a seguirci con attenzione e... salvate la data!

Grazie per essere stati qui ad allenare i muscoli della mente e del cuore!




Published: sabato 24 febbraio 2018

sabato 10 febbraio 2018

Controllo sì, controllo no









Wow, che luce questa mattina nel mondo reale!
Tutto è radioso e pieno di energia.
Frizzante è la temperatura che arrossa il naso e gela il sangue nelle dita intirizzite.

Qui intorno alla nostra panchina la luce è la stessa, magica, piena di possibilità e foriera di vita.
La temperatura però è molto più gradevole e ci avvolge in un bozzolo di benessere in cui distendiamo l'anima.
I pensieri girano intorno liberi e per me gradevoli.
Sì, appena qualcuno entra nel cerchio magico della panchina, si avverte qualcosa di cupo e qualche tensione, ma man mano che si raggiunge il contatto con gli altri ecco ripetersi il miracolo.
Silenzio, attenzione, serenità si realizzano in ogni presenza.
Tutti attendono uno spunto per ricominciare, per far danzare i pensieri e le idee, per recuperare un ricordo da elaborare.
Che bello questo!
A me che guardo dà una gioia immensa, perché  il contatto tra anime allo stato puro è qualcosa di particolarmente gratificante, che appaga ogni anelito dentro di te.
È bello anche vedere come i fastidi, i dubbi, i problemi della vita reale, la contemporaneità, oltre al passato ben sedimentato e mai rimosso, assumano qui un'altra interpretazione.
Il processo è lento, a volte avanza impercettibilmente, ma comunque utile e interessante.

Vicino all'oleandro si è fermata una signora un po' avanti con gli anni, ma giovanile e sorridente nel complesso.
Capelli corti e dritti, acconciati in un taglio moderno.
Occhi azzurri e vivaci, pieni di domande.
E alla ricerca di una nuova filosofia di vita, di un nuovo modo di comunicare.
Sì sforza di lasciare il controllo stretto che ha sempre esercitato intorno a sé, sta capendo che le persone hanno bisogno di libertà e che non è sempre un bene metterle nelle condizioni di fare quello che noi pensiamo sia giusto.
È un abito mentale che non le si attaglia, ma sente che è necessario cambiare.
Comincia a riflettere che se lei non ce la fa più a fare quello che “dovrebbe" fare, forse anche per gli altri è molto difficile attuare quello che lei vorrebbe facessero.
Da qualche tempo ha cominciato un po' a lasciarsi andare ad una tolleranza inusitata, ma sente la strada molto in salita.
Intorno alla panchina trova conforto, sta molto meglio e si sente di poter ricominciare.
Colgo il suo ammiccare più consapevole.
Ricambio.
Ricordo i suoi primi approcci qui con noi. Difficili. Difficilissimi.
Parlava senza riuscire a fermarsi, quasi impossibile per l'interlocutore intervenire.
Adesso ha imparato a vivere il silenzio, ad ascoltare almeno per brevi periodi.
Osserva e beve l'atmosfera rilassante intorno alla panchina.
Sono contenta davvero, occhi azzurri, che un sorriso più calmo emerga adesso dalla tua persona!
Questi sono i miracoli del silenzio, dell'ascolto più attivo dell'altro, della riflessione, dello scambio di opinioni.

È stato bello anche oggi stare con voi.
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!




Published: sabato 10 febbraio 2018

giovedì 8 febbraio 2018

Damaschi









Buongiorno e buon giovedì grasso!
Sento odore di frittelle…

Prima ancora di costruirmene un'immagine mentale, ne sento il gusto delizioso.
Qui intorno alla panchina i colori si formano oggi in una pioggia scomposta di sfumature.
È un'immagine bambina che torna dal passato, quando in una nuvola di coriandoli si immaginava un futuro di bellezza e di sorpresa.
Ci si accontentava davvero di poco… una bustina di coriandoli, qualche lancio e via con i sogni.

Intorno alla panchina il tempo vive come vuole, vive da vero padrone, viaggia in modo inusitato, certamente non scorre più in modo lineare.
Passato, presente e futuro si intrecciano in modo paradossale.
A volte, su uno schermo piuttosto indefinito e inafferrabile, si creano visioni improbabili.
Spesso tali visioni sono irriconoscibili, pur se affondano radici in fatti realmente accaduti.
Figuriamoci poi se si configurano come desideri inconsci, come possibili accadimenti futuri che chissà se mai si avvereranno.

Tuttavia, anche nell'euforia del carnevale, oggi sono ben ancorata alla nostra panchina.
In mezzo a tutte queste macchie di colore profumate di fritto e di zucchero, vedo spuntare qualcosa di molto concreto.
C'è del giallo che emerge.
Direi dell'oro, che brilla con chiarezza nel vortice lento dei colori rarefatti.
Sì, sono fili d'oro preziosi intrecciati in quelli di cotone e di seta che li sostengono.
Sì tratta dell'ingrandimento di un pezzetto di stoffa.
Che meraviglia!
È un damasco o comunque qualcosa di simile, un tessuto prezioso di quelli che ancora si trovavano un tempo senza interferenze sintetiche.
Con l'oro un bagno di emozioni si irradia intorno alla panchina.
Direi che ci sta bene, che ci piace, che ci delizia con la freschezza dell’animo giovane che si percepisce, dell'animo giovane disponibile al bello, ancora aperto a vivere il buono senza riserve.
Il fiore più grande si contorna spavaldo di molti fiorellini più piccoli, meno importanti certo, ma è evidente che da solo anche lui resterebbe senza movimento, banale, scontato.
I rametti si intrecciano a loro volta in un disegno senza fine di gialli, di ori, di rilievi, di pieni e di vuoti, che ipnotizzano te che lo guardi affascinata.
Ora l'abito emerge in tutta la sua interezza, in tutto il suo splendore.
Molto semplice, a pensarci bene, però di grande effetto.
Piuttosto corto sopra il ginocchio, ma senza esagerare.
Corte anche le maniche, anzi sono appena accennate a coprire un po' le spalle.
Scollatura quadrata che mette in collegamento le arricciature che segnano queste due specie di manichine.
Un paio di bottoni in stoffa la sottolineano. Non si vede bene come.
Per il resto l’abitino scivola giù aderente, allargandosi appena appena in fondo.
In questo momento una biblioteca surreale circonda la panchina.
Decine e decine di bottiglie riempiono ordinatamente gli scaffali, decine e decine di etichette eleganti che creano un’atmosfera molto sofisticata nella luce chiaramente studiata ad arte.
Un gruppo di ragazzi eleganti siede intorno ad un tavolo.
Spiccano sugli altri un abitino damascato tutto d'oro ed il volto di una ragazza, vestita di rosso, pesantemente truccato a nascondere una vecchia cicatrice.
Risate, aspettative, timori, chiacchiere educatamente contenute.
Attraverso il vetro della finestra, nel buio invernale, lo sguardo della ragazza si perde sull’ingresso d’un teatro illuminato nel buio della città annosa.

Come è stato semplice, qui sulla panchina, rivivere e recuperare uno squarcio di tempo che sembrava volato via per sempre!
Come è stato bello riassaporarne l'atmosfera incredibile che adesso sarebbe impensabile vivere per come più evoluti siamo diventati!
A margine, val la pena notare che oggi siamo come siamo anche per come abbiamo vissuto quella piccola, ma immensa esperienza, l'esperienza di una sera di carnevale, in abito mini luminoso e dorato, nella biblioteca del teatro piena di bottiglie e di aspettative!
Oggi come oggi, non può farci che del bene rivivere la positività di un'esperienza così intrigante, invece di correre senza riflettere per le strade del mondo, in preda all’ansia di fare e rifare, in mezzo al rumore assordante che ci rende estranei a noi stessi.

Grazie per essere stati qui con me intorno alla nostra panchina!
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!




Published: giovedì 8 febbraio 2018

venerdì 26 gennaio 2018

Draghi e draghi











Buongiorno, amici de "La Panchina"!
La vostra presenza qui oggi mi fa particolarmente piacere.
Quando il tempo è grigio il calore umano è oltremodo gradito.
Infatti, anche all'uomo accade di voler stare insieme per trovare reciproco sostegno, un po' come fanno gli animaletti che si stringono tra loro, a contatto di pelle e di piume, in attesa che il sole torni a brillare. Ma questa è cosa nota.

Come forse avrete notato, non ho fatto in tempo a sedermi sulla nostra accogliente panchina che sono stata subito distolta, perché proprio mentre mi sedevo e mi immergevo in questa atmosfera carezzevole, inavvertitamente ho fatto cadere un libro... e dal libro è sgusciato fuori, lucido e brillante, come nuovo, questo bigliettino donatomi da un bambino nel lontano 2008.
Subito mi sono ritrovata in un vortice di emozioni e sensazioni indescrivibili, come fosse stato ieri. Non so se le avete lette sul mio viso...
Ho rivissuto quel tempo lontano intensamente, cinque lunghi anni raccolti in quelle ultime giornate torride di giugno, attraverso un bellissimo drago, mentre ci stavamo salutando anche con qualche lacrimuccia.
La vita sarebbe proseguita e saremmo stati separati, ma nella cassettina dei ricordi avevamo accumulato tante ricchezze da poter utilizzare al momento opportuno.
Non tutto avviene per caso.
Le piccole cose belle che abbiamo raccolto nella vita,  sono in grado di creare nuova vita a distanza di anni.
Pensate che tristezza vedere che, alla ricerca di grandi, grandissimi piaceri, si ignorano le preziose opportunità, che al momento tali non sembrano, per arricchire noi stessi e chi ci circonda.
Chissà se quel bambino vedrà o riconoscerà il suo lavoro oggi! 
Certo capire che a distanza di anni ancora esiste integro e che qualcuno lo ha così apprezzato da tenerlo sempre con sé, non potrà che fargli vivere il grande piacere di essere riconosciuto come persona, di avere un valore importante al di là di tutto.
Se invece mai gli capiterà di trovarsi qui, intorno alla panchina con noi, sono certa che il magnifico ragazzo che egli è oggi si sentirà riscaldare il cuore ogni volta che i suoi pensieri scivoleranno in quell'humus lontano, quando trasformava la sua sensibilità nella ricchezza interiore che sono sicura alberga ancora oggi nella sua anima di adulto.

Penso che anche voi abbiate tante piccole perle come queste nascoste nel vostro cuore.
Riportatele in luce e godetene ancora oggi.
I ricordi non devono far male, devono essere lenitivi e consolatori.
Questo è il segreto per trovare il nostro equilibrio e sedare le troppe ansie che la vita di oggi vorrebbe regalarci.
Vi esorto a cercare e a cercare ancora le cose belle che avete dentro e che avete dimenticato.
È bastato davvero molto poco per una riflessione utile a tutti e per sentirsi bene anche in una giornata un po' troppo plumbea.
Che ne dite?

Grazie per essere stati qui!
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!



Published: venerdì 26 gennaio 2018

martedì 23 gennaio 2018

Frenesia









Buongiorno, amici de “La Panchina”!
Come va?
Oggi, nella vita reale, il sole brilla e questo è già molto.
Qui intorno alla nostra panchina, però, nella luce rarefatta ci sono soprattutto molte idee che vogliono prendere forma.
Sì affollano e si spintonano per essere valutate.
Quale sarà la fortunata che verrà ascoltata da noi qui riuniti a giocare con parole, pensieri e emozioni?
Ecco. L'ho già individuata.
Sono un paio di giorni che mi gira e rigira per la testa.
Finalmente l’ho afferrata.
Dunque...
Nasce tutto da un'esperienza recente che ho fatto in un palazzo storico di Firenze in cui si teneva una mostra piuttosto affollata.
Nel corso della visita, seguendo ed ascoltando la guida che correva destreggiandosi per le varie sale espositive, non ho potuto fare a meno di fare alcune osservazioni.
A margine vorrei annotare come sia stato necessario contrattare con il custode un tempo definito in cui restare in una sala (Non più di un quarto d'ora! Svelti, svelti!) e lo spazio fisico a disposizione da dividere con gli altri gruppi presenti in contemporanea.
Le tele e gli oli rifulgevano di grazia e bellezza, ma impossibile ammirarne la parte inferiore coperta dalle persone che avevo davanti e del tutto frammentaria l'immagine colta tra le teste in movimento dei visitatori.
Allora, avrete già capito, ecco un'altra conferma a quello che vado affermando da tempo e di cui amo parlare con voi.
Come si fa a mantenere la calma e la concentrazione se ogni esperienza contribuisce ad aumentare la nostra ansia?
Infatti, la frenesia della vita di oggi, senza che ce ne accorgiamo, ci conduce a vivere consumisticamente anche l'arte.
La bellezza che dovrebbe ristorare il nostro animo si trasforma in una maratona superficiale e quasi senza senso, almeno per me.
Tutto di corsa, tutto di tutto, ascoltare più che perdersi in colori e forme, senza comprendere ciò  che avviene in noi al cospetto di opere sì grandi, senza più rispetto per l'ARTE, musa che ci fa belli dentro e forse ci avvicina un po' alla divinità.
Ricordo con nostalgia altri momenti in altri musei, quando sulle panche appositamente predisposte ho potuto gustare appieno l'atmosfera di quel connubio tra me, l'opera e l'ambiente prezioso in cui era esposta.
Non credo che l'arte e la valorizzazione del nostro immenso patrimonio artistico possa passare attraverso una simile proposta.
Le strade da intraprendere dovranno essere altre e meglio studiate.
Il consumismo dell'arte è qualcosa che intristisce e cozza con i principi stessi che la caratterizzano.
Questo correre trafelati tra le opere, seguendo la guida che tiene in alto un segnale convenuto, non invoglierà mai il neofita che si avvicina titubante a questo mondo non sempre facilmente comprensibile.


 


Forse riesco maggiormente a sognare, ad emozionarmi, a godere di queste forme e di questi colori, entrando in una semplice immagine come questa invece di destreggiarmi tra mille rumori, movimenti, regole ed ultimatum.

Grazie, amici de "La Panchina", per essere stati qui con me.
Spero che le parole e le idee, che ci hanno sfiorato nel loro lento incedere intorno alla nostra panchina, siano state piacevoli e una buona occasione di gratificante riflessione.
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!






Published: martedì 23 gennaio 2018

Poetar m'è caro

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