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Consigli per la lettura delle pagine
: 8

Il blog parte con i post periodici con cui
lanciamo spunti e ci teniamo in contatto.

Sotto seguono una serie di pagine
(link) divise per argomento.

Clicca sulla pagina desiderata.

L'elenco è lungo, la voglia di scrivere è tanta,
lasciatevi coinvolgere per allenare i muscoli
della mente e del cuore

Buona lettura



domenica 25 giugno 2017

Vita 3








Buongiorno, amici carissimi de La Panchina!
Avvicinatevi pure a questo mondo incantato.
Non esitate!

Qui il macrocosmo tace.
Niente auto, niente venditori, niente televisioni e conflitti elettorali, soprattutto niente caldo infernale né afa da stramazzare al suolo.
Qui vive solo un microcosmo gentile... zefiri amici, fremiti di fili d’erba e di ali di farfalle, pigolii di nuovi nati, frullar di voli silenziosi, scrosciar d’acque lontane, gracidii sommessi di raganelle.

A ben osservare si nota la forza immensa della vita sulla morte.
Intorno a noi colpisce solo la determinata volontà a vivere, a riprodursi, a vestire ogni più piccolo spazio di nuova e lussureggiante esistenza.
È un  sollievo per la nostra anima, imprigionata essa stessa dall’afa che non la fa ragionare, tornare a concentrarsi su questo piccolo mondo antico, un mondo amico completamente dimenticato, che invece è  in fondo la nostra vera essenza.

Sentite come la freschezza ha invaso il vostro corpo e il vostro pensiero?
Non ci sentiamo forse tutti un po’ bambini di nuovo, pieni di aspettative e di speranze?

La vita vince sempre ed è giusto così, perché finché siamo creature di questa terra abbiamo il dovere di adoperarci a promuovere nel nostro piccolo una positiva evoluzione dell’umana esistenza.
Forse siamo stati in un certo senso programmati per questo... ma abbiamo sempre il libero arbitrio che ci rende un po’ speciali e in qualche modo simili alla divinità.

Spero che questa breve chiacchierata sia riuscita a restituirci due minuti di concentrazione creativa.
Per me è stato così.
Grazie di essere stati con me.

Vi segnalo, a proposito di voglia e necessità di vita, la pagina “Pets and Animals - La merla” che dovrebbe farci riflettere ancora sulla forza della maternità e quindi della vita.

Tornate ancora qui a ritemprarvi sulla nostra panchina!
Io vi aspetto in armonia, come al solito, per condividere con voi pensieri e parole.


Published: domenica 25 giugno 2017

lunedì 19 giugno 2017

Dove...?








Buongiorno, amici de La Panchina!

Come va in questo nuovo inizio di settimana?
Non mi dite che fa un po' caldo...

Anche intorno alla panchina è estate e la luce è più decisa del solito.
No, non c'è l'afa che spezza il respiro.
Al contrario si percepisce un'atmosfera incantata, quella del primo mattino che risorge alla vita ogni giorno.
Non sentite che brulichio vitale c'è intorno a noi?
Da ogni piccolissimo spazio, da ogni minuscolo anfratto, giunge a noi il brusio della vita nel più totale rigoglio.

Respirando questa linfa primordiale si ritorna facilmente all'infanzia, quando ci lasciavamo intrigare dal microcosmo vicino e ci lasciavano incantare da una semplice coccinella.
Io ho bellissimi ricordi di quei momenti mattutini, così lontani nel fempo, ma vissuti con una tale intensità che hanno segnato in modo indelebile la mia personalità e il mio carattere.
Sono certa che tutti voi saprete ritrovare una di quelle esperienze nei meandri della vostra memoria.

In fondo il mondo è  sempre quello e qui intorno alla panchina l'invito è a lasciare  le ansie e a ritemprarci con pensieri gentili.
Facciamolo per i nostri bimbi.
Aiutiamoli a vivere un mondo sereno, gratificante, fantastico, nella calma indispensabile ad una crescita armonica.

Non sentite?
Qualcuno sta bisbigliando una delle semplici filastrocche de La Panchina...
Dunque, invitate il vostro animo a rilassarsi e i vostri bimbi ad unirsi a voi!


🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼

Dove sei signor bruchetto?
Sotto la foglia che mi fa da tetto.
Mi nascondo da quella gallina
che vuol trasformarmi in frittatina.

Dove sei signor passerotto?
cerco semini nel fresco dell’orto.
Il becco han dischiuso i miei piccolini.
Non voglion restare a lungo pulcini.

Dove sei verde lucertolina??
Sono al fresco giù in cantina.
L’umano che gira nel cortile
vuole la mia coda per monile.

Dove sei scoiattolo dalla lunga coda?
Salto sui rami com’è la mia moda.
Oggi ho deciso di far l’altalena
in questa radura così amena.

Dove sei sparita apetta laboriosa?
Sono tra i rami dell’acacia amorosa.
Il profumo dei fiori è inebriante
e il nettare per me molto importante.

Dove sei andato Signor Pesciolino?
Son nella vasca vicino al gradino.
Voleva prendermi con il  secchiello
Il bimbo di casa che è un monello.

Dove sei finito Signor Cagnolino?
Rincorro una mosca sul mio nasino.
È colpa del gatto che è scappato
e tra le mosche mi ha trascinato.

Vicino a casa mia il mondo meraviglia.
A ben osservare, la fantasia ti piglia.
Non occorre avere un tappeto volante.
per sognare un mondo interessante.

🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼🎼


Intorno alla nostra panchina spira uno zefiro gentile.
Odo voci di bimbi tranquilli... chiedono "Dove?".
Rispondete loro è continuate a giocare... sempre!

Grazie,  per essere stati con me!
Tornate ancora!
Io vi aspetto sempre qui ad allenare i muscoli della mente e del cuore!




Published: lunedì 19 giugno 2017

domenica 4 giugno 2017

Giocar di fantasia




W O W!

È sempre bello perdersi in mondi creati da noi e per noi!


Buongiorno, amici carissimi de "La Panchina"!
Eccoci ancora insieme qui sulla nostra panchina virtuale ma non tanto.
In questo giorno festivo, trascorrere qualche minuto con voi è per me un vero regalo!
Ne sono davvero contenta.

Se siete qui con me, vuol dire che anche voi apprezzate il potere delle parole ed i mondi alternativi che possono creare. 
Non sappiamo mai dove ci possano portare le parole da cui partiamo, se ci lasciamo andare senza reticenze.
Quello che è certo è che niente ci è precluso e le avventure che riusciamo a vivere sono infinite, liberatorie come i sogni notturni, lenitive per ogni ansia o dolore dell'anima, mai ridicole come si potrebbe erroneamente credere. 

Come avrete notato, da un po' di tempo sto giocando con un mondo che sulla Terra non c'è, quello degli ippogrifi, che affonda le proprie radici molto lontano nel tempo, direttamente nella leggenda, nel mito.
All'inizio dei tempi l'uomo ha avuto via via la grande necessità di imbastire queste storie fantastiche, di colorare la sua vita con qualcosa di inesistente e di grandioso che potesse ripagarlo del duro lavoro quotidiano.
A ben pensarci questo può essere non irrilevante anche per l'uomo del nostro tempo, che corre troppo e ormai quasi più si ferma a riflettere.

Dunque dicevo che, nella pagina "Insieme - Creiamo una fiaba 3", si sta snocciolando la storia di Umbertino, un bambino di qualche tempo fa che ama leggere e che si perde tra gli ippogrifi in un mondo altro.
Questa storia mi ha preso talmente nel profondo che mi è venuta anche voglia di illustrarne una delle scene più interessanti, tanto per darvi un'idea delle immagini che le parole creano nella mia mente e nella mia anima.
Mi auguro tanto che in voi ne suscitino di ancora più belle!




... nel contempo Umbertino comprese anche
che quelle erano femmine,
le mamme di tutti quei piccolini 
che giravano con il campanellino alla zampa...


Wow! 
Intorno alla nostra panchina, nel frattempo, un mondo di creature fantastiche ci ha raggiunto.
Sono creature amiche... sono qui per noi... ci fanno tornare bambini sui libri di scuola o magari accanto al camino con il nonno che racconta...
Il senso di benessere è così forte per un attimo...
Intanto la foschia mattutina sulla città si è dissolta e una luce di vita buona illumina uomini e cose.  

Tornate ancora qui sulla panchina ad allenare i muscoli della mente e del cuore!
Io vi aspetto come al solito!





Published: domenica 4 giugno 2017

giovedì 1 giugno 2017

Tocco e toga










Buongiorno, amici carissimi de “La Panchina"!
È un po' che non ci ritroviamo per due chiacchiere rilassanti.
La realtà in questo periodo ha prevaricato il virtuale, ma ogni esperienza concreta è utilissima e offre spunti per meditare e rielaborare insieme qui sulla nostra panchina.
Vi racconto, dunque, un bel momento cui ho assistito.



L’illusorio ponte medievale si trasformò in un battibaleno in grande tendone.
Qualcuno ne sollevò appena appena un lembo e la piccola figuretta apparve al cospetto della platea che immediatamente si tacque.
Un brivido di emozione percorse gli astanti in un attimo di sorpresa generale.
Niente più si muoveva.
Solo le note di una marcia solenne riempivano prepotentemente l’auditorium.
Si ripetevano sempre uguali a ritmo cadenzato, sottolineando i tempi necessari ad evidenziare i singoli attori e la loro serietà.

La figuretta vestita di nero, in toga e tocco rigorosi, cominciò ad avanzare percorrendo lo spazio previsto per avvicinarsi alla tribuna.
Incedeva con una precisione ed una sicurezza come se non avesse fatto niente altro nella vita.
Intanto una seconda figuretta era comparsa sulla soglia e, a debita distanza, aveva preso a seguire la prima.
E avanti così finché tutti i diplomandi furono pronti, ben disposti in una fila perfettamente composta.
Ognuno di loro aveva ricevuto applausi personali e calorosi.
Da quel momento in poi, sottolineati dalle note ricorrenti della musica possente e importante, ad uno ad uno tutti i nomi furono solennamente chiamati, mentre ad ognuno dei protagonisti veniva consegnato il diploma di laurea che li congedava dalla scuola dell’infanzia.
Dopo aver preso l’agognato rotolino ben infiocchettato dalle mani della preside, tra gli applausi del pubblico, ogni diplomando percorse da solo la lunghissima passerella davanti alla tribuna, andando a disporsi dietro al semicerchio che i compagni di prima della scuola primaria avevano formato sedendosi al centro del palco.
Incredibile ma vero tutti riuscirono nell’intento!

Che bella cerimonia!
Nessuno di loro potrà mai dimenticarlo!
Nemmeno io che assistevo a tale emozionante rappresentazione.
Per i bimbi, poi, sarà per sempre una tappa miliare nella loro vita.



Ed ecco subito alcune considerazioni.
La consegna dei diplomi avviene normalmente in molte scuole, ma in questo caso c’è qualcosina in più. L’importanza del momento  viene sottolineata dalla ritualità, dalla solennità  e dall’impegno personale  profuso da tutti, grandi e piccini.
I simboli sono molto importanti.
Un abbigliamento rituale può fare la differenza.
Una cerimonia che si ripete negli anni anche.

Per un approfondimento v. "Edu-Pillole: Continuità 2".






Published: giovedì 1 giugno 2017

giovedì 25 maggio 2017

BUON COMPLEANNOOO!










Buongiorno, amici de “La Panchina”!
Siamo di nuovo qui insieme in gioia ed allegria.
Tutto come al solito... ma oggi è un giorno specialissimo.

Incredibile!
È già passato un anno dal nostro primo incontro.
La Panchina festeggia il suo primo compleanno!
L’avreste mai detto?
A me il tempo è letteralmente volato.
Giocando,  scherzando, riflettendo, argomentando tra le parole, molte idee sono nate, si sono accavallate, affinate, approfondite.

Questa è l’occasione per ringraziare tutti voi che vi siete avvicinati e vi avvicinate tuttora alla nostra panchina!
Lo fate sempre in punta di piedi, con disponibilità ed educazione.
E questo mi gratifica, perché il mio obiettivo è rifuggire dall’aggressività e dalla volgarità che troppo spesso oggi tentano di soffocarci.
Vi ringrazio davvero e di cuore!

Pensate che in un anno abbiamo registrato più di diciassettemila pagine visionate!
Non è male, vero?
Dunque festeggiamo insieme questo momento significativo.
Sì, significativo, perché mi incoraggia a continuare l’allestimento di questa panchina virtuale intorno alla quale disperdere l’ansia e ritrovare equilibrio, serenità e senso di appartenenza.

Aspetto sempre i vostri commenti, i vostri suggerimenti, il vostro sostegno.
Sono certa che non me li farete mancare.
Grazieeeee!
Grazie ancora e un abbraccio grande a tutti voi.

Approfitto dell’occasione per ringraziare un amico specialissimo di questo blog, un mio giovane amico che ha reso possibile la sua realizzazione tecnica e che mi ha molto aiutato e ancora mi aiuta per questa parte molto importante, senza la quale questo luogo ameno dello spirito non potrebbe esistere.

Auguri a noi e... avanti tutta con “La Panchina”!



Published: giovedì 25 maggio 2017

sabato 13 maggio 2017

Sferruzzare parole













Sferruzzare parole



Buongiorno, amici de La Panchina!

Incontrarvi qui accende in me il sole, anche se questa mattina qualche nuvola vorrebbe offuscarlo.
Oggi vorrei riprendere un po’ il discorso di ieri a proposito di anziani incupiti a tentare la fortuna con i gratta-e-vinci.

È vero.
Quando i soldi sono pochi perdiamo di vista la logica e finiamo con l’illuderci di poter risolvere le difficoltà con quel quid di imponderabile che ci piacerebbe esistesse davvero.
Forse sarebbe meglio agire in campi ove esistono possibilità reali di migliorare la qualità della nostra vita.
Infatti, se posso spendere dei soldi per i gratta-e-vinci, vuol dire che ho pochissimo nella vita, ma ho ancora qualcosa.
In caso contrario avrei comprato due panini da mangiare con il latte...
Dunque meglio sferruzzare un paio di scarpine per un neonato che non le ha, ricevendone in cambio soddisfazione e gratitudine.

Oggi però ho un’altra immagine negli occhi.
Mi torna dai miei lontani giorni di scuola, da due versi o poco più che non ho mai dimenticato...
“Andavan sul prato nonno e nipotino
Il nonno è grande, il bimbo piccolino”
C’era molta serenità in quel l’immagine...
I due si davano la mano.
Il nonno era molto vecchio. Il bimbo paffutello e sereno.
Il piccolo non scappava istericamente da tutte le parti.
Volgeva il capo verso il nonno e lo guardava attento da sotto in su.
Il nonno curvo e un po’ incerto lo teneva per mano e gli sorrideva dall’alto verso il basso.

Questa scena mi fa bene al cuore e ci rivado spesso con la memoria, quando osservo i nonni di oggi occupati a badare ai loro piccolini.
Anche ai nostri giorni i nonni hanno una grande importanza,  necessari come sono ad aiutare i figli che lavorano e non possono stare con i propri bambini.
Tuttavia il loro atteggiamento è molto cambiato...
Più giovani e meglio vestiti hanno maggiori energie da investire, ma tutto ciò che fanno denota impazienza e grande ansia.
Spesso non c’è rilassamento e piacere nei loro gesti e nelle loro espressioni e questo mi colpisce molto.
Vedo spingere quei passeggini nevroticamente, sbatacchiandoli di qua e di là, di corsa come se cadesse il mondo.
La voce è concitata... e le parole che colgo sono sempre le stesse: “Hai sete? Hai fame? Vuoi un biscotto?  Dai, dai dai!!! Ci dobbiamo sbrigare...”
Quando i bambini sono appena un po’ più grandicelli, li vedo schizzare come frecce all’impazzata, a piedi o in bicicletta, su uno skateboard o un monopattino e via così con i video-giochi, mentre i nonni concitati li richiamano e corrono loro dietro senza essere per niente ascoltati.
Nulla di paragonabile all’atmosfera incantata dell’immagine che ho nel cuore,  dove tra nonno e nipotino c’era una magia di intenti meravigliosa.
Perchè oggi questo quasi mai si ricrea?
Non potrebbe essere questo l’obiettivo dell’anziano che si sente spesso inutile e triste con tutti i suoi balli,  pranzi, eccetera eccetera?
Io sono convinta che questo mondo pieno di cose brutte da comprare e da regalare in cambio d’affetto, debba ritrovare il grande patrimonio delle parole, del racconto, dei sentimenti da donare...
Non costano nulla, ma sarebbero rugiada per l’anima dei nostri piccolini.
Anche i bimbi di oggi amano ascoltare incantati chi si diverte a giocare con le parole e ci crede, quando percepiscono che l’adulto non sta eseguendo un lavoro, quello di “badargli”, ma si diverte a snocciolare rime, piccole storie, o ricordi interessanti della propria vita.
Dunque, perché non sostituire i gratta-e-vinci con le parole, patrimonio inestimabile e senza costo da donare a noi stessi e agli altri di tutte le età?
So che non siamo più abituati a questo, tuttavia ci si può provare ad andare alla ricerca di momenti di parole che ci hanno dato gioia, per emularli e riproporli a nostra volta.

Spero, amici, di non avervi annoiato con queste chiacchiere solo apparentemente semplici.
È, del resto, proprio nello spirito de La Panchina recuperare quegli spazi di serenità e ulteriore crescita che abbiamo intorno e che non riusciamo neppure più a vedere.

Intanto il sole ha avuto ragione delle nuvole e una luce meravigliosa e gentile pervade l’aria intorno alla nostra panchina.

Tornate ancora qui con me.
Io vi aspetto sempre con gioia in questo mondo di parole che amplia gli orizzonti e riscalda molto il cuore.











Published: sabato 13 maggio 2017

venerdì 12 maggio 2017

Meglio la calza







Wow! Eccoci ancora insieme.
Un po’ di chiacchiere oggi proprio ci vogliono.
Questo maggio con il suo tepore reca con sé anche voglia di rinnovamento e di fare.
Meglio ancora, direi che mette in moto una vivacità di pensiero che mi intriga, una voglia di approfondire che qui sulla panchina trova una bella espressione di sé.

È di ieri un’esperienza reale che mi ha colpito e che mi ha trascinato in una serie  di considerazioni.
È stata un’esperienza forte che non poteva non colpirmi nel profondo, soprattutto, non poteva non rafforzare in me la convinzione che nel mondo di oggi qualcosa deve essere cambiato e che La Panchina ha un suo innegabile perchè.

Dunque, proprio ieri mi sono trovata in una tabaccheria ad acquistare delle marche da bollo.
Poiché quest’ultime andavano stampate una per una con una macchina lentissima, mi sono trattenuta per un bel po’ in quel luogo in cui c’era un avvicendamento sostenuto di clienti abituali.
Inevitabile, farmi irretire nell’ossevazione di questa umanità non troppo variegata.
A parte l’acquisto di un pacchetto di sigarette light da parte di una signora dalla voce profonda e roca, chi entrava era accomunato dal fatto di essere un po’ avanti negli anni, pensionato, piuttosto serio, raramente atteggiato ad una finta leggerezza.
Lo scopo era l’acquisto di gratta-e-vinci per tentare la fortuna.
E, infatti, tutto era pronto alla bisogna.
Sul bancone ben disposti in una festa di colori, facevano bella mostra di sé innumerevoli cartoncini “della fortuna”, certamente più di due decine...
Erano così tanti che io ne ero frastornata!
Ben ordinati e ammiccanti, facevano da contraltare ad una diretta, trasmessa in video, in cui venivano continuamente estratti i numeri vincenti.
Serio, imbronciato, con il sorriso di circostanza, aggressivo, poco sorridente, deciso e ben conscio di quello che voleva fare, ogni avventore entrava e chiedeva il gratta-e-vinci abituale.
Uno soltanto, con finto disinteresse, ha chiesto alla commessa di scegliere lei quale dargli.
E poi tutti a grattare seriamente,  a seguire il video quando serviva, in fila per farsi controllare il proprio cartoncino... nessuno scambio vocale tra giocatori.
Quando uno o più pacchetti di cartoncini nel frattempo si esauriva, la commessa con destrezza ne recuperava di nuovi da un cassetto e li rimetteva in posizione.
Il signore che si era fatto scegliere il gratta-e-vinci dalla commessa, accortosi di aver vinto tre euro, invece di prenderli e andarsene, ne acquistò un altro da cinque, ricominciando a grattare, a fare la fila, a controllare il video.
Non c’era allegria, scherzo,  divertimento alcuno.
Inutile dire che mi sono intristita e che inevitabilmente ho pensato alla nostra panchina, naturalmente non per fuggire dal mondo reale, ma per i motivi stessi per cui La Panchina è nata.
In quel momento ho ripensato alle nonne del tempo che fu che, sedute sull’uscio di casa, su uno scalino o su una bassa seggiolina impagliata, sferruzzavano in allegria mantelline coloratissime con lane di recupero oppure indispensabili ruvidi calzini con cinque ferri di ridotte dimensioni.
Che differenza in quell’atmosfera!
Quella era l’occasione per parlare con le comari, scambiare cose belle e cose brutte, sostenere chi in quel momento era in difficoltà, vuotare la testa dei tanti problemi che la dura vita del tempo non faceva mancare.
Insieme alle nonne c’erano i bimbi che giocavano intorno, le galline e i piccioni che cercavano cibo, il cane di casa...
C’erano anche nonnine e nonnini vecchissimi che non avevano più forze per fare niente, ma che ancora si sentivano partecipi del sistema, attraverso l’ascolto e la comunicazione di parole, pensieri, idee.
Quando si rientrava in casa, ci si sentiva bene, pronti a ricominciare.
Cosa c’era di diverso dalla vita in tabaccheria?
Una volta ci si sentiva comunque utili, si aveva uno scopo da perseguire, una necessità cui rispondere...
C’era poi il sostegno reciproco che attraverso parole e fatti consentiva di andare avanti in un’economia spesso di sussistenza.
Oggi si spera di trovare qualcosa che risolva i nostri problemi, di avere qualcosa da altri, fuori da noi, perché è così che si fa.
Non si crede più che comunque si deve trovare un equilibrio dentro di noi, che ci dobbiamo dare da fare per costruire la nostra esistenza col pensare e con il fare, perché solo noi siamo artefici della nostra vita.
È avvilente pensare che nessuno ci vuole regalare niente, ma è solo il prenderne atto che ci può fare ripartire.
Non ci sono gratta-e-vinci che ci risolvono la vita.
Sarebbe bello, ma non è così.

Allora non convenite che sia meglio ritrovare una corte e una panchina, anche se virtuale?
Viva, dunque la “calzetta”, come si diceva un tempo in certe zone d'Italia!
Anche oggi si potrebbe tornare a trascorrere il tempo in qualcosa di più utile e divertente, piuttosto che  credere alla dea bendata che ci porta ricchezze con la sua cornucopia!
Dai calcoli matematici si sa per certo che così non è.
Dunque cerchiamo di stare bene qui, insieme sulla panchina, tra le parole e lo scambio di idee, lontani da chi vuole estorcerci anche quel poco denaro che abbiamo a disposizione.
E guardiamoci intorno!
Ci sono sempre molte persone nelle strade con cui scambiare almeno un sorriso e un buongiorno!

A presto!




Published: venerdì 12 maggio 2017

giovedì 4 maggio 2017

Sophia, o cara













Sophia, o cara



Buongiorno, amici de La Panchina!

Che piacere ritrovarci qui tra le parole... sempre uguali e sempre nuove!
Qui, dove le brutture del mondo giungono ovattate, è possibile pensare insieme in serenità.
Il grigio nuvoloso della mattina, qui, diventa addirittura protettivo e facilita un pensiero più profondo, meno usuale e scontato.
È da tanto che mi gira in testa la necessità di riportare in auge l’abitudine a ricercare pensieri più virtuosi che aiutino l’uomo di oggi a ritrovare un equilibrio che spesso sembra perduto.
In fondo è l’obiettivo fondamentale che si propone "La Panchina".
Per questo oggi voglio indagare un aspetto cui da molto tempo si dà davvero troppa poca importanza.

Oggi voglio parlare un po’ dell’affascinante Sofia...
O forse è meglio dire di Filosofia?
Vi prego di non lasciarvi spaventare da questa parolina,  perché in realtà tutti noi ne possiamo godere senza peraltro fare alcuna fatica.

Da troppo tempo la necessità che la scuola sia all’altezza delle conoscenze tecniche, che la nostra società prepotentemente richiede, ha fatto sì che gli studi umanistici abbiano sempre più perso di interesse nei programmi scolastici e nella realtà.
Io credo che questo abbia generato un grande depauperamento nella formazione dei giovani di cui ci si accorge poco.
Si attribuisce tutto il male possibile ai massmedia, ai telefonini, alle chat e a quant’altro caratterizza la nostra vita in questo periodo, senza riflettere sul fatto che un mezzo, uno strumento, non può essere né buono né cattivo. E l’uso che se ne fa a far la differenza.
E qui entra in ballo Sofia.
Dunque la bella Sofia è stata abbandonata dai più.
È stata relegata nelle vetuste biblioteche magari piene di polvere come qualcosa di obsoleto e di incomprensibile.
Sarà proprio così?
In fondo che cos’è davvero la filosofia?
È semplicemente il compendio di quell’amore per la conoscenza che distingue l’uomo dagli altri esseri viventi.
Sono le idee variegate sulla vita e sul mondo che nel corso del tempo l’umanità ha raccolto, sulle quali gli uomini hanno discusso, sulle quali si sono ritrovati, confrontati ed evoluti.
Questo è solo uno degli aspetti che contraddistinguono la filosofia, quello che spaventa perchè associato ad uno studio difficile e mnemonico, anche se poi non è così.
In realtà, la comprensione del pensiero dei nostri antenati può essere affascinante e interessante, soprattutto ci abitua a riflettere, a conoscere, a misurarci con ciò che noi siamo e vogliamo essere.
C’è un altro aspetto che secondo me è ancora più importante.
È quello della filosofia che interessa concretamente ognuno di noi, quella che anima le famiglie, i gruppi, la società in cui si vive.
Noi non ce ne accorgiamo, ma l’impronta che diamo al nostro nucleo familiare è essa stessa una filosofia di vita.
Così le scelte che facciamo, che condividiamo con gli altri,  i gruppi cui apparteniamo, costituiscono la filosofia secondo la quale decidiamo di vivere.
E questo va certamente bene, soprattutto se scegliamo noi... e non ci lasciamo trascinare per comodità dalla corrente di pensiero meno faticosa, spesso trita e ritrita, che vuole irretirci.
Non essendoci per anni più educati a pensare, a meditare, a ricercare il perché e il percome della nostra esistenza sulla Terra, ci troviamo ora quasi incapaci di intraprendere una strada più consapevole, meno legata alle mode e ai movimenti di opinione spesso strumentalizzati,
Credo che sia bello ritornare a scoprire che oltre l’edonismo, che pure è una filosofia di vita, un volere conseguire solo ed esclusivamente piaceri a buon mercato solo apparentemente auspicabili, esistono mille modi di pensare il nostro passaggio su questa Terra da conoscere per scegliere davvero.

Vorrei tanto non avervi annoiato, perché sono davvero convinta che il segreto per stare bene, vivere in equilibrio con noi stessi, sia proprio questo, quello di imparare a conoscersi attraverso la conoscenza.
Qui sulla panchina può essere facile fare qualche riflessione in più.

Mi piacerebbe tanto che lasciaste un vostro parere.
Questo sarebbe allora un vero scambio, un dibattito stimolante, che ci farebbe crescere nel profondo.

Grazie per aver ascoltato con pazienza il mio pensiero, nella speranza che anche per voi sia stato un momento gradevole tra le parole, sempre belle e indispensabili, qui sulla panchina.

Vi abbraccio tutti e vi aspetto ancora.












Published: giovedì 4 maggio 2017

Poetar m'è caro

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