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Consigli per la lettura delle pagine
: 8

Il blog parte con i post periodici con cui
lanciamo spunti e ci teniamo in contatto.

Sotto seguono una serie di pagine
(link) divise per argomento.

Clicca sulla pagina desiderata.

L'elenco è lungo, la voglia di scrivere è tanta,
lasciatevi coinvolgere per allenare i muscoli
della mente e del cuore

Buona lettura



giovedì 10 maggio 2018

Lucca - Ottavo incontro









❤❤❤❤❤





Buongiorno!
Eccoci ancora qua, amici de “La Panchina”!
Come forse ricorderete, ieri ci siamo nuovamente incontrati.
È stata una panchina reale un po' movimentata, ma speciale.
Poiché abbiamo avuto qualche contrattempo con l'apertura della Biblioteca di Maria Eletta Martini, abbiamo rimediato con un bellissimo incontro in un graziosissimo bar, bar ben tenuto, in cui ci hanno accolto con grandissima gentilezza e simpatia.
La cosa più  interessante è stata che il piccolo bar ha all'interno una comoda piccola corte all'aperto, con piante e un po' di verde, che non guasta mai, vero?
Così tra un macchiato e una bevanda dissetante, ci siamo sentiti quasi quasi come sulle vere panchine d'un tempo.
Lo scenario era perfetto.

Dopo la lettura e i commenti sull'ultimo racconto elaborato, "Il satellite", si è convenuto che è bello e molto gratificante recuperare le nostre emozioni e la nostra città in una veste un po' diversa e scoprire che, insieme, si riescono a fare cose che da soli magari ci sfuggono, galleggiano a mezz'aria, restano inafferrabili intorno a noi, dandoci uno spiacevole senso di incompiuto.
Subito dopo, “sferruzzare” una semplice rosa con un tovagliolino di carta durante le nostre chiacchiere ha riscosso un notevole interesse, anche più di un nuovo tipo di librino in cui si apre... uno spazio segreto.
Infine abbiamo realizzato un piccolo personaggio da accoppiare al librino pop-up (un angioletto, una principessa o...), utilizzando un piccolo cerchio in cui erano stati praticati degli intagli decorativi.
“Sferruzzare” ha facilitato la conversazione.
La piccola rosa ha richiamato parole ad essa connesse, parole che si sono strutturate in semplici frasi le quali si sono associate da sole, quasi meccanicamente (vedi "Lucca Insieme - Rime e Nonsense 12").
La conversazione più lunga, invece, si è incentrata sull'organizzazione di un primo piccolo evento da realizzare il 23 maggio intorno alla panchina rossa in Piazza San Salvatore di cui vi parleremo al momento opportuno.
È evidente che “La Panchina” è molto sensibile alla tematica della valorizzazione della donna in tutti i molteplici aspetti che la riguardano.
Questo approccio si può leggere tra le righe anche nei personaggi emersi nei nostri racconti e nelle emozioni che arricchiscono i nostri incontri.
Sarà un caso, ma, a pensarci bene, sono quasi sempre donne quelle che hanno popolato il nostro universo fino a questo momento!

In estrema sintesi questa è un'idea di ciò che è avvenuto nel nostro ottavo incontro, sintesi dedicata a voi che ci seguite dal blog.
Grazie per gratificarci della vostra presenza.
Tornate ancora!
Io vi aspetto sempre qui ad allenare i muscoli della mente e del cuore.




❤❤❤❤❤








Published: giovedì 10 maggio 2018

mercoledì 9 maggio 2018

Lucca - La Panchina Rossa 2











❤❤❤❤❤

Buongiorno, amici de “La Panchina”!
Questa mattina il cielo reale è un po' grigio, poco luminoso, ma noi andiamo lo stesso alla grande!
Se siamo qui intorno alla nostra panchina è perché abbiamo voglia di luce interiore, di parole belle e consolatorie, di qualcosa di positivo che ci faccia star bene e ci traghetti verso altri lidi.

Dunque, avevo lasciato a metà il racconto della mia piccola pausa rilassante in Piazza San Salvatore.
Mi ero appunto seduta sulla panchina rossa.
Ero ben decisa al riposo del guerriero, come si suol dire.
Giornatina impegnativa era stata quella, qualche minuto di osservazione della vita che scorreva mi avrebbe certamente ritemprato.
Sì, perché a me le persone e i loro vissuti mi coinvolgono così profondamente che non mi annoio mai quando sono sola in mezzo agli altri, addirittura ne ricavo nuova energia.
E in quella piazza di movimento ce n'è davvero tanto… uomini e donne, turisti e non, bambini in carrozzina.
Non è di loro che però voglio parlare.

Sulla panchina rossa in quel momento era seduta una signora piuttosto giovane, guardava davanti a sé e forse si riposava.
Al mio arrivo sono stata immediatamente coinvolta dal fatto che su quella panchina non fossi sola.
Così abituata a questi nostri momenti di scambio e di armonia, non ho potuto fare a meno di utilizzare le parole che si aggrovigliavano tutto intorno per creare un momento di scambio reale.
Avrei voluto che ci fosse stato qualcuno a riprendere le espressioni soddisfatte di noi due donne di età diverse, prese come eravamo ad intessere una conversazione profonda e molto coinvolgente!
In fondo, a volte basta un semplice sorriso, un atteggiamento cordiale e ben disposto, un po' di umano interesse per recuperare spazi al nostro interno che possano farci star bene.

Tuttavia non è esattamente di questo che volevo parlarvi.
Infatti, forse proprio perché eravamo sedute sulla panchina rossa lì posta per ricordare che l'atteggiamento nei confronti delle donne ha urgente bisogno di acquisire nuovo spessore,  mi ha subito colpito la figura di questa giovane signora, una bella figura emblematica di donna, che nel suo piccolo può essere un esempio interessante.
La signora, austriaca e insegnante di professione, era venuta in Italia per un corso di lingua “full immersion” della durata di quindici giorni.
Niente di eccezionale… mi direte.
Certamente, ma la cosa non è poi così scontata.
Mi ha colpito il fatto che forse anche in Austria la mentalità non è troppo dissimile da quella italiana.
Infatti, in un discreto italiano, la signora mi ha spiegato che era sposata ed aveva due figli adolescenti.
Ha tenuto, però, a “giustificare" il fatto che li abbia lasciati per così tanto tempo, adducendo a supporto le argomentazioni di rito, quali l’importanza della professionalità, di uno spazio individuale da vivere, dell'opportunità di delegare al marito i compiti di cura.
Lei aveva fatto questa scelta e ne era fiera.

A prescindere dalla mentalità corrente in Austria, a simiglianze e differenze con la nostra, ritengo che la signora sia un bel modello di figura femminile, una figura coraggiosa che sa proporsi come cambiamento culturale, un modello che può allontanare, con serietà e delicatezza, lo spettro di uomini padroni e violenti.
Se culturalmente si accettasse in modo più generalizzato che donne e uomini sono davvero diversi, ma uguali nei diritti e nelle aspettative, si darebbe una bella spinta al cambiamento.
In una nuova ventata di interessi che fanno crescere, gli uomini deboli e  violenti sarebbero maggiormente relegati in un angolo e gli strumenti per combatterli sarebbero più numerosi e più efficienti.
Imparare, conoscere, apprendere sempre più cose è il segreto per far evolvere il nostro modo di pensare, per non prevaricare, per non giudicare in modo categorico tutti e tutto in modo supponente.
Non so se sono riuscita a trasmettere il mio pensiero in modo comprensibile, ma so per certo che l’incontro mi è piaciuto, sono stata bene io ed era evidente che anche la signora lo è stata, nuove idee si sono messe in movimento e ancora oggi ci stiamo riflettendo su.
Vivere qualche tempo intorno alla panchina risulta sempre grandemente positivo, sia che essa sia reale sia che essa sia virtuale, non siete d'accordo?


Grazie per essere stati qui con me.
Spero di aver generato in voi pensieri belli e gratificanti.

Tornate ancora qui con me ad allenare i muscoli della mente e del cuore!


❤❤❤❤❤




Published: mercoledì 9 maggio 2018

lunedì 7 maggio 2018

Lucca - La Panchina Rossa









❤❤❤



Buongiorno, miei cari amici de “La Panchina”!
Che piacere ritrovarvi!
Avvicinatevi senza indugio.
Fino ad un attimo fa il cielo era grigio ed ora, meraviglia, il sole ha avuto la meglio.
C'è una luce bellissima! Perfino il famelico gabbiano sui tetti si tace.
Davanti a tanta bellezza e a tanta energia, ogni creatura si sofferma a goderne.

Oggi vorrei raccontarvi un incontro che ho avuto sabato pomeriggio nella vita reale, un incontro bello e interessante, sul quale vale la pena disquisire anche tra noi.
Dunque, sabato pomeriggio, mi sono seduta per un po’ di tempo sulla panchina rossa, la panchina che reclama speciale attenzione sulla donna, posta in Piazza della Pupporona (spero di averlo scritto giusto)…
No, forse è meglio dire e sottolineare, in Piazza San Salvatore, perché in fondo anche mettere l'accento sulla femminilità della delicatissima ed elegante Naiade è andare contro la parità di genere di cui oggi si parla molto con risultati molto lenti da conseguire.
Per inciso, l’interessata non è affatto una “pupporona”, anzi scopre un piccolo seno perfetto, da coppa di champagne come qualcuno ha detto.
I lucchesi sono molto affezionati alla dizione “Pupporona" e la utilizzano ormai come un nome proprio di cui non si chiedono più quali siano il vero significato e le origini.
Tuttavia è evidente a tutti che l'apprezzamento è certamente sessista.
Non mi sembra che ci siano nomignoli di questo tipo riferiti ad una statua che rappresenta un uomo.
Con questo non intendo dire che sia necessario demonizzare tale ricorrente nomignolo.
Ci sono affezionata anche io, perché ne colgo la familiarità affettuosa di un gergo consolidato.
Penso solamente che bisognerebbe essere consapevoli del suo significato e della dinamica che lo ha determinato, sì da non farci cogliere impreparati e, magari, scegliere di agire di conseguenza.
Vedo molte persone sedersi per tempi più o meno lunghi su quella panchina o su quelle vicine e mi chiedo quante riescano ad andare oltre un semplice scontato chiacchiericcio di circostanza.
Se si vuole, si può andare oltre e scoprire che ci sono tante cose belle e interessanti in giro se solo le vogliamo individuare e che la "cultura", il modo di pensare, si può evolvere se imprimiamo anche soltanto una piccolissima spinta.

Dunque sabato pomeriggio mi sono seduta per un po’ di tempo sulla panchina rossa, in Piazza San Salvatore…
Vi racconterò il resto nel prossimo post.

Per il momento, grazie di essere stati qui a condividere parole e pensieri!
Riflettere nell’atmosfera magica che circonda la nostra panchina ci fa davvero bene, in un continuo allenamento dei  muscoli della mente e del cuore!

Tornate ancora!
Io sarò  qui ad aspettarvi come sempre.


❤❤❤





Published: lunedì 7 maggio 2018

sabato 5 maggio 2018

Lucca - Settimo incontro









❤❤❤❤❤



Salve, amici carissimi de “La Panchina”!
Eccoci ancora qui.
Con grande piacere, vogliamo raccontarvi le nostre avventure intorno alla “panchina“ in Via Sant'Andrea, 33.
Il 2 maggio noi eravamo lì.
La giornata era piovosa e poco invitante.
Noi, però, ci siamo divertiti lo stesso ed abbiamo riso e giocato per tutto il tempo. Anzi ci siamo intrattenuti anche oltre l'orario previsto!

Rileggere il racconto elaborato insieme nei due incontri precedenti, ha arrecato a tutti una grande gioia e un senso di appartenenza e orgoglio.
A questo proposito ho visto sorrisi grandi e convinti intorno alla panchina e, subito dopo, tanta voglia di cominciare a “sferruzzare"!
“Sferruzzare” rime sta diventando un gioco sempre più coinvolgente e divertente… quasi più che parlare di cibo o di malesseri.
Avremmo potuto continuare ancora per un tempo più lungo.
Qualcuno ha riferito di aver notato possibili rime con divertimento anche nel quotidiano, segno evidente di un nuovo schema di pensiero che si sta consolidando.
Si ripete quel noto fenomeno che si chiama effetto butterfly, per cui si dice che il battito di ali di una farfalla può provocare un uragano dall'altra parte del mondo.
Semplicemente, ci stiamo avviando all'abitudine di pensare in positivo, di metterci in gioco con ironia, di acquisire sempre più fiducia nelle nostre possibilità espressive.
Quindi l'importante è cominciare.
Possiamo fare tuttooo!!
Questo è il messaggio.
Tra una chiacchiera e l'altra, era tanto che non ci incontravamo, abbiamo preso a “sferruzzare” con la carta con maggiore facilità e sicurezza.
L’idea non era male… topini e mostri per tenere il segno nei nostri libri in lettura!
Che graziosi!
Quasi quasi avremmo continuato a “sferruzzare” altri divertenti segnalibri, ma c'era ancora qualche novità da “sferruzzare".
Questa volta ho proposto di disegnare una semplice lettera, per semplificare una “O”, e di lasciarsi ispirare dalla sua forma per individuare un oggetto, un animale o una persona da abbozzare.
Ben presto una signora, un uccellino, una tartaruga, la Terra nello spazio infinito, palloncini in volo verso il cielo si sono materializzati come d'incanto.
A questo punto ho comunicato che i disegni realizzati avrebbero dovuto essere completati con un riempimento a base di parole attinenti alla forma stessa.
Insomma ho proposto di realizzare un calligramma, poesia realizzata anche con una disposizione grafica dei versi. Naturalmente noi avevamo la scelta di scrivere un semplice testo anche in prosa.
Qui di seguito ne vedete un esempio.



Dopo aver messo in comune i disegni e i testi realizzati, abbiamo discusso su come riorganizzarli in tappe di una nuova storia.
Se avete voglia di leggerla, potrete trovarla a breve nella pagina “InsiemeCreiamo una storia? 8".

L'incontro si è concluso con molta soddisfazione e molti sorrisi.
Non ci eravamo accorti che eravamo andati come sempre oltre l'orario.
Fuori anche la pioggia aveva smesso di scendere.

Grazie per essere stati con noi, amici de "La Panchina"!
Speriamo di essere riusciti a farvi vivere la nostra atmosfera almeno in parte.
Se non vi siete annoiati e magari vi siete un po' incuriositi, vi ricordo che noi ci troveremo di nuovo in Via Sant'Andrea 33, mercoledì 9 maggio, sempre alle 16.00.

Vi aspettiamo! 

È non dimentichiamo di allenare sempre i muscoli della mente e del  cuore!



❤❤❤❤❤❤






Published: sabato 5 maggio 2018

mercoledì 2 maggio 2018

Lucca - "La Panchina" 2 maggio









❤❤❤

La Panchina
 



Eccoci ancora qui, cari amici de “La Panchina”!
Vi ricordo che, come previsto, oggi 2 maggio, ci troveremo nuovamente intorno alla nostra panchina reale.
L'incontro è previsto sempre per le ore sedici, a Lucca in Via Sant'Andrea 33, nella biblioteca di “Maria Eletta Martini".
Vi aspettiamo numerosi per vivere insieme un tempo specialissimo!

Per chi è lontano, come al solito e con grande piacere, raccontereno gli accadimenti in un post, certi di fare cosa gradita.

Grazie per essere qui con noi.
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!


❤❤❤






Published: mercoledì 2 maggio 2018

lunedì 30 aprile 2018

Bottiglie










❤❤❤

Buongiorno e buon lunedì!
È questo un lunedì che ammicca dispettoso, in mezzo com’è ad un ponte che stuzzica l'immaginazione.
Non è così per tutti.
Infatti molti scolari cinguettano anche questa mattina lungo la strada.
E questo ci dà già delle indicazioni.

E intorno alla panchina?
C'è nessuno?
Sì, vi vedo arrivare alla spicciolata.
Dunque, non sono sola.

Anzi l'atmosfera piacevole e rarefatta mi induce immediatamente alla riflessione.
Le immagini si susseguono veloci.
Riprendono il vissuto degli ultimi giorni.
Rallentano infine su una sola e il pensiero è lì che comincia a girare intorno interessato.



Bottiglie! Bottiglie di vino ben allineate… in una libreria!
Potremmo dire in una “bottiglieria”?
Guardate con quanta cura sono state disposte.
Si percepisce la cura costante che ricevono quotidianamente.
Non un filo di polvere.
Da un po' di tempo a questa parte è molto più facile incontrare una “bottiglieria” che una libreria, sia in giro per la città, che nelle case delle persone.
Sì, è vero.
Oggi, con il web a disposizione, è forse inutile riempire di carta gli scaffali.
Si ha tutto a portata di mano in un piccolo tablet, anzi in un minuscolo cellulare, quindi perché accumulare polvere e spolverare libri, spesso, mai letti?
Il vino. La cultura del vino.
Tutti sono diventati esperti di vino e questo è un bene.
Corsi, assaggi, tour, frigoriferi adatti, discussioni…
Nuovo lessico da specialisti… persistente, rotondo, fruttato, corposo, bouquet, perlage, tannini… e via di questo passo.
Bicchieri di ogni tipo e dimensione.
Ci sono poi quelli che bevono e basta.
Con la scusa che oggi si è intenditori, si ha un buon motivo per bere e bere ancora.
Un tempo c'erano i bevitori accaniti,  gli ubriaconi nelle osterie, nelle bettole.
E ciò era disdicevole.
Oggi si gusta la bevanda di Bacco nelle raffinate enoteche, nelle importanti degustazioni, ma forse niente è davvero cambiato.
E i libri?
Nelle case, in generale, non se ne trovano quasi più.
La qualità dei libri si è un po' diluita nella quantità inverosimile che è possibile trovare.
Non si sa mai cosa scegliere, a meno che non si sia intrappolati in una visione politica del mondo ben strutturata che ci fa scegliere per definizione.
Il più delle volte i libri sono più leggerini ed uno potrebbe sostituire l'altro senza troppa differenza.
Che dire poi di tutti quei volumi che restano intonsi sugli scaffali della nostra casa?
Bene, recentemente ho letto un articolo che mi è piaciuto e mi ha fatto riflettere.
Avere dei libri che ci attendono pazienti, ci dà anche il senso delle nostre possibilità, ci rassicura che non siamo soli e che prima o poi troveremo il tempo di entrare in quelle mille storie, in quei mille mondi alternativi e in quelle mille argomentazioni che non abbiamo ancora esplorato.
Direi, allora, niente paura!
Conserviamo ancora qualche libro, in casa nostra, ma qualche libro che non sia solo di cucina o quando va bene di vini!
Proviamo a recuperare qualche  pagina su cui sognare e ritemprare il nostro spirito.


Mi piacerebbe tanto sapere il vostro parere su questo argomento.

Grazie per essere stati qui con me.
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore intorno alla nostra panchina! 


❤❤❤






Published: lunedì 30 aprile 2018

domenica 29 aprile 2018

Contrasti








Salve amici!
Che piacere vedervi qui con gli occhi sorridenti e pieni di aspettative!
Avvicinatevi alla nostra panchina! Insieme si sta meglio.
È bello pensare un po' a noi anche nell’atmosfera domenicale!
Guardate!
C'è un’immagine che ci fa l'occhiolino e mille e mille parole intorno a noi che vogliono incontrarsi.
Vediamo…


Trovarsi e ritrovarsi.
Insieme.
Convivialità.
Rilassatezza.
Incontro di  gusti e di interiorità.
Aromi e pensieri.
Profumo di casa.

Contrasti.
Incontro o scontro.
Bianco e nero.
Pieni e vuoti.
Dentro e fuori.
Dolce e amaro.
Suoni e silenzi.
Idee espresse e idee celate.
Passato e presente.
Oriente ed Occidente.

La realtà non è così semplice come può sembrare.
La realtà non è mai completamente definita.
Le sfumature di significato che possono intercorrere in un fatto sono infinite.
Variano a seconda del punto di vista, del tempo in cui il fatto si vive, delle emozioni di quel momento, delle aspettative che si hanno e via così.
Spesso le persone tendono a percepire la realtà in modo troppo categorico, semplificando un mondo sempre complesso, quando si parla dell'animo umano e dei rapporti interpersonali.
Non si accorgono di falsare di molto la realtà, di incorrere in equivoci e contraddizioni, di soffrire infine per aver utilizzato due sole categorie di giudizio: così/non così, giusto/sbagliato, si deve/non si deve, bianco/nero.
La categoricità non aiuta sempre a vivere bene.
Forse sarebbe preferibile utilizzare la possibilità, la probabilità, l’elasticità del pensiero, la disponibilità a cambiare giudizio, senza affibbiare etichette inopportune, che per loro stessa natura non potrebbero essere sempre vere e giuste.
Che grande valore hanno il "forse", "può darsi", "sembra" e i verbi declinati al condizionale!
Questa immagine è questo e molto di più.

Oggi ci tenevo molto a riprendere questo discorso, perché vedo molte persone intorno a me soffrire per questo, chiuse come sono in un mondo di convinzioni reiterate, che non le fa evolvere e non le porta in un altrove virtuoso.

Grazie per essere stati qui, intorno alla nostra panchina.
Spero vivamente che queste parole catturate nel loro vorticare frenetico, possano essere d'aiuto e di conforto a qualcuno.
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore!




Published: domenica 29 aprile 2018

lunedì 23 aprile 2018

Rughe o vita?










❤❤❤❤❤❤


Buongiorno, amici de “La Panchina”!
Avvicinatevi pure con gioia.
Vi stavo attendendo.
Anche oggi c'è il sole.
Spero di cuore che questo sia un bel momento per stare insieme, un bel momento di serenità.
E un bel momento di tranquillità ci sta bene in ogni momento della giornata, in ogni giorno della settimana, sempre.
Dunque…

Le parole girano a migliaia intorno a noi.
Aspettano di essere colte per trasformarsi in pensieri.
Non facciamole attendere invano, perdendo l'occasione di allenare i nostri muscoli della mente e del cuore.
La parolina che è finita nel mio retino oggi è “rughe".
Si aggira frenetica e si dibatte. Sembra minacciosa e punitiva.
Vorrebbe spaventarci.
La colgo al volo. Voglio fermarla.
Più che immobilizzarla, vorrei tranquillizzata, toglierle quell’aura di ansia che l‘avvolge, che la rende quasi funesta.
Forse è finita nel mio retino già qualche altra volta, ma non ci farà male darle ancora un po' retta.

Nel mondo di oggi è tutta una corsa a spianare le rughe.
Meglio non sorridere per non farle imprimere nella pelle.
Comunque ci vuole una crema, un siero potente, una maschera a giorni alterni, perché no, un ritocchino e poi un altro ancora.
In questo, se manteniamo un basso profilo, non c'è forse nulla di male.
Se nutriamo il corpo, perché non nutrire anche la pelle?
Il problema nasce quando la propensione alla cura si trasforma in uno stato perenne di inadeguatezza, in un'ansia sproporzionata per Il tempo che passa, in un'incapacità di andare oltre rivalutando il vivere e il pensiero.
Il viso di un bambino, di un adolescente, ma anche di un giovane, è liscio e luminoso. Bellissimo.
Chi di voi, tuttavia non ha mai provato la sensazione che oltre quella bellezza che hanno tutti perché regalata dalla gioventù, non ci sia assolutamente altro che una ridda di possibilità non ancora espresse?
Che guaio poi se l'urgenza prorompente sia unicamente quella estetica!
Le rughe che diventano via via più profonde sciupano certamente l'incanto di quell’armonia fanciullesca, ma disegnano anche l'intero mondo che abbiamo vissuto, comunicando tutta una gamma di sentimenti che certamente intrigano molto di più dell'anonimato.
Non so se sia lo stesso per voi.
Io, se mi guardo indietro, vedo una me stessa meno completa e interessante.
Se dovessi scegliere, io non vorrei tornare a quella che sono stata nelle varie tappe della mia vita.
Al contrario mi piacerebbe tanto fermare la vita a questo momento presente, pieno di esperienze e di vissuti, pur con tutti i limiti che l'avanzare dell'età comporta.
Dunque perché mai dover ricorrere alla chirurgia continua per mirare ad un viso standardizzato, un viso che non racconta nulla del sé interiore, un viso che si fa gli sberleffi da solo, incapace di comunicare com'è?
Con questo non voglio affermare che le rughe siano la cosa più bella del mondo.
Al contrario voglio far notare che non ce ne dovremmo far coinvolgere in modo così triste, che invece andrebbero portate con la migliore eleganza possibile, lasciando che siano mitigate dalla lucentezza dello sguardo e del sorriso, insomma, dei nostri pensieri.

Spero davvero che vi siate sentiti bene tra le parole che girano a ruota libera intorno alla nostra panchina.
Grazie per essere stati qui.
Tornate ancora ad allenare i muscoli della mente e del cuore.

❤❤❤❤❤





Published: lunedì 23 aprile 2018

Poetar m'è caro

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